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L’avanzata
dei deserti, che rischia di trasformare in dune sahariane le
sottili ma ubertose pianure del meridione d’Italia: non più e
non solo oggetto di ricerche scientifiche, ma ora anche spunto
per riflessioni culturali e letterarie. Alla desertificazione ed
ai suoi risvolti socio-economici è infatti dedicata la
ventunesima edizione del premio letterario "Troccoli Magna
Graecia", promosso dal mensile “Prospettive meridionali" e dal
Centro di ricerche e studi economici e sociali per il
mezzogiorno, in collaborazione con il Circolo della stampa "Pollino-Sibaritide"
ed il Sindacato libero scrittori italiani.
Diverse le sezioni in cui l’ambito riconoscimento letterario si
articola: saggistica, ricerca, carriera giornalistica e scuola.
Per quest’ultima, il tema proposto coincide con l’allarmante
fenomeno dell’arretramento delle pianure a vantaggio di ambienti
di tipo desertico, di recente posto all’attenzione della
comunità scientifica internazionale dagli studi compiuti
dall’Enea, fenomeno della desertificazione. In particolare, gli
alunni delle classi terze delle scuole medie di Calabria e
Basilicata, cui è riservata la partecipazione alla sezione
scolastica, dovranno tracciare un quadro esaustivo ed originale
delle fonti di energie rinnovabili ritenute utilizzabili in
agricoltura e per uso domestico. Quanto invece alle altre
sezioni, il comitato promotore, presieduto dal giornalista
Martino Zuccaro, chiarisce che obiettivo del Premio è quello di
<<promuovere e valorizzare la ricerca storica e letteraria sugli
autori del ‘900 e, in particolare, approfondire l'opera dello
scrittore Giuseppe Troccoli, allo scopo di onorarne la memoria e
garantirne la continuità nel ricordo del messaggio educativo,
indicando ai giovani modelli di vita di alto impegno etico e
professionale, così da spronarli in concreti atti di
emulazione>>. Gli elaborati delle varie sezioni dovranno
pervenire, entro il 31 gennaio prossimo, alla segreteria
organizzativa, sull'indirizzo e-mail premiotroccolimg@libero.it,
o al civico numero 26 di Via Zara, a Lauropoli.
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