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<<La scelta di non discutere in consiglio la petizione con cui
si chiede la costruzione di un cimitero a Sibari ci lascia
insoddisfatti e perplessi>>.
Così Vincenzo Antolino, presidente dell’associazione autonomista
“Rinascita”, promotrice della raccolta di firme a sostegno d’un
dibattito consiliare sull’ipotesi di realizzare il cimitero
sibarita, giudica la decisione assunta dal presidente del
consiglio comunale, Antonio Golia. <<La risposta fornita in
merito al mancato approdo in consiglio della petizione –
sostiene Antolino – è insoddisfacente e diventa il segno d’una
prevaricazione dello statuto comunale in materia di democrazia
partecipata>>. Nel mirino, l’assunto per cui il richiesto
confronto consiliare sarebbe stato assorbito dall’ordine del
giorno con cui l’assemblea, all’unanimità, lo scorso ottobre
aveva sposato la tesi della necessità di velocizzare l’iter che
dovrebbe portare alla costruzione del camposanto sibarita. <<Ci
sembra – aggiunge il leader degli autonomisti - che ancora una
volta i cittadini di Sibari siano stati tenuti in scarsa
considerazione. Probabilmente, l’ordine del giorno era solo un
palliativo. Ma noi non ci stiamo, e faremo tutti i passi che la
legge ci consente per portare in consiglio la discussione sul
cimitero: pretendiamo tempi certi sulla realizzazione
dell’opera. Non escludiamo il ricorso alla mobilitazione: siamo
stufi d’essere presi in giro dalla politica cassanese>>.
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