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Per la provincia della Sibaritide e del Pollino non c’è spazio
neanche all’ombra dei governi ulivisti. Giacciono infatti in
Parlamento, senza aver fatto neppure un passo in avanti dal
giorno della loro presentazione, i disegni di legge tesi
all’istituzione della sesta provincia calabrese con capoluogo
Sibari. E dalla Consulta dei sindaci arriva la conferma: <<Lo
stop è arrivato dal Governo con la Finanziaria>>.
La storia recente di quel sogno chiamato Provincia comincia
dalle cronache d’un anno fa: è la fine del gennaio 2006 quando a
Roma la Commissione Affari Costituzionali di un Senato ormai
prossimo alla chiusura dei battenti, per rinnovo dei locali e
dei parlamentari, benedice una risoluzione con cui si raccomanda
al Parlamento di prossima elezione di voler trattare <<con
procedura d’urgenza>> l’esame dei disegni di legge afferenti
l’istituzione della provincia italo-albanese della Sibaritide e
del Pollino e delle sue consorelle Aversa, Avezzano, Sulmona,
Venezia orientale, Melfi, Bassano del Grappa e Nola. In
periferia, i comitati popolari plaudono all’evento, cui viene
appiccicato il marchio del successo: <<Il risultato politico
eccellente è fuori discussione ed obbliga ad andare avanti con
maggiore determinazione>>. Insomma, sembra fatta. E la speranza
diventa addirittura rosa senza spine quando, insediate le nuove
Camere, in Aula vengono illustrati due disegni di legge
finalizzati all’istituzione della provincia della Calabria citra.
Uno lo presenta al Senato, il 19 luglio del 2006, il senatore
calabrese Pietro Fuda. L’altro, invece, alla Camera, sei giorni
dopo, il deputato Gianfranco Rotondi. Tra loro diverse, sebbene
alquanto simili nei contenuti, le due iniziative legislative
vengono smistate per l’esame di merito: il pdl targato Fuda
entra in Commissione Affari Costituzionali il successivo 12 di
settembre; quello sottoscritto da Rotondi il 4 ottobre. Dovrebbe
essere il punto di partenza. Diventa invece il capolinea. Perché
quando il calendario segna lo spirare del gennaio 2007, le due
proposte sono sempre lì, in Commissione. <<Esame non iniziato>>,
informa il sito internet del Parlamento. Parole poche ma chiare.
Come il commento che alla vicenda riserva il coordinatore della
Consulta dei sindaci della Sibaritide, Gianluca Gallo: <<L’iter
concernente l’istituzione delle nuove province è fermo,
praticamente arenato: il Governo, approvando la legge
Finanziaria, ne ha di fatto imposto la sospensione>>. Senza che
nessuno osasse almeno provare a protestare. Alla faccia della
più volte paventata <<mobilitazione popolare>>. <<Ci riuniremo
presto>>, prova a reagire Gallo, <<per concordare la strategia
da seguire>>. Intanto, però, la Sibaritide resta senza
Provincia, pur avendone i requisiti. E vede sempre più lontano
anche l’altro suo sogno, quello chiamato aeroporto: a parte la
concorrenza dello scalo di Pisticci, in Parlamento sono ancora
all’anno zero i vari disegni di legge presentati dai deputati
Franco Laratta e Giacomo Mancini, e dal senatore Franco Bruno,
tutti aventi ad oggetto la costruzione dell’aeroporto sibarita.
Stavolta, però, la Finanziaria non ha colpe: affidati alle
Commissioni tra il settembre e l’ottobre scorsi, quei progetti
di legge non hanno fatto registrare alcun progresso. Anche in
questo caso, il loro esame non è neppure iniziato. Cristo s’è
fermato ad Eboli. Il Governo a Roma.
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