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Prima
ristrutturarle, poi venderle. Questo l’avvenire che il destino
sembra aver riservato alle Terme Sibarite, perla del termalismo
calabrese.
La notizia prende forma incrociando fatti (concreti) ed
intenzioni (politiche) aventi ad oggetto il polo termale
cassanese, attualmente affidato alle cure dell’amministratore
unico Anna Maria Nucci. Si comincia dalle certezze, ovvero dai
lavori di ammodernamento dell’intera struttura. Costeranno due
milioni di euro, assicurati dalla Regione Calabria fin dal marzo
del 2005 per interessamento e volontà (così testimoniano le
cronache dell’epoca) dell’allora assessore regionale al turismo,
Pino Gentile. Con quei soldi, saranno garantiti l’adeguamento
dell’albergo alle norme antincendio, la sua ristrutturazione e
quella degli uffici amministrativi, del bar, della pizzeria,
della piscina e degli annessi spogliatoi, nonché la sistemazione
dell’auditorium. Compreso nel prezzo pure il rifacimento
dell’impianto di illuminazione esterna. Il bando di gara per
l’affidamento dei relativi lavori ha riscosso l’attenzione di 37
società, che hanno fatto pervenire le loro manifestazioni
d’interesse nel prescritto termine del 22 gennaio scorso,
compiendo poi il previsto sopralluogo. Chi non avrà mutato
opinione, potrà ora partecipare alla gara, formulando la propria
offerta entro il 12 febbraio prossimo. Farà sua la partita, e
l’appalto, chi praticherà lo sconto maggiore senza risparmiare
in qualità. I lavori dovranno concludersi nell’arco dei
successivi dodici mesi, con l’impegno di limitare al massimo i
disagi da essi scaturenti, per non compromettere l’ormai
imminente stagione termale e consegnare alla città un polo
termale di prima classe.
Quel che resta del racconto: non ancora una certezza, ma ben più
d’un’ipotesi. La Regione Calabria, detentrice del pacchetto
azionario della società proprietaria del polo termale cassanese
(l’unica di matrice regionale ad aver chiuso in attivo i propri
conti), starebbe infatti valutando l’opportunità di cedere al
miglior acquirente le quote detenute. Un’idea che si sarebbe già
lasciata alle spalle la fase embrionale, per entrare in quella
attuativa. Al punto che, si lascia sfuggire qualcuno a Palazzo
Campanella, sede del Consiglio regionale, l’assemblea
legislativa calabrese potrebbe occuparsi della questione in una
delle sue prossime sedute. Col risultato che le Terme Sibarite,
appena qualche anno in procinto d’entrare a far parte del
patrimonio comunale, salvo cambiar poi destinazione per scelte
ed omissioni della politica locale, potrebbero adesso trovare un
nuovo padrone, passando dalla mano pubblica a quella privata. Al
termine, peraltro, di costosi e da sempre attesi ed invocati
lavori di riqualificazione.
Beati, insomma, quelli che verranno, se verranno: al prezzo che
il mercato e la politica riterranno equo, diventeranno
proprietari delle Terme Sibarite. Rimesse a nuovo con i soldi
dei contribuenti.
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