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Sala
gremita per ascoltare le tradizioni, la storia del paese che
attraveso la voce dei poeti e divenuta concretezza. Così si è
presentata l’aula consigliare “Gino Bloise”, martedì sera per la
presentazione del libro “Cantare il Paese” di Leonardo R. Alario.
Fulcro dell’antologia di poesie è proprio Cassano, le cui
sfaccettature più varie vengono narrate dai suoi figli, autori
di ieri e di oggi, che hanno sentito l’esigenza di far
ascoltarre la propria voce per dire cosa pensano, cosa provano
in quanto la poesia è un sentimento che solo in rare occasioni
viene svelato. L’opera è composta da venticinque poesie. Le
illustrazioni, presenti nel volume, sono state curate da Mimmo
Canonico, Franco Malomo e Maurizio Lanzillotta. Dopo i saluti
iniziali posti da parte dell’editore Mimmo Sancineto, del
Sindaco Gianluca Gallo e da Alario stesso, si sono susseguiti
sul podio di lettura i poeti: Battista Alario, Domenico Alario,
Caterina Armentano, Gennaro Di Pinto, Silvio Galizia, Giovanni
Battista Graziadio, Franco Leone, Francesco Praino e lo stesso
autore. Mimmo Sangineto Editore della casa di produzione “Il
Coscile” ha esordito dicendo che “La poesia è un modo per far
appassionare gli altri e le tematiche contenute in quest’opera
faranno avvicinare di più al proprio paese i suoi stessi
cittadini. È un modo per tramandare, per dimostrare che c’è
gente che pensa, che vuole cercare un momento di riscatto”. “La
nostra casa editrice” continua Sangineto “nasce per dare la
possibilità a chiunque di poter parlare. Con la testardaggine di
insistere si capirà che, in questo paese, c’è gente che vuole
cambiare, che vuole avere un riscatto.”
“La presentazione dell’antologia di Leonardo Alario” ha detto
Gianluca Gallo, sindaco di Cassano “è stata inserita
nell’iniziativa “Natale insieme 2006”, redatto insieme
all’assessore Renne, in cui si è pensato di stilare un programma
variegato e completo sotto tutti i punti di vista. Il libro
vuole far recuperare un identità che si è perduta e svenduta e
il fatto di essere cassanesi ha, a volte, fatto pensare di avere
maggiormente questo diritto denigratorio. Quest’antologia vuole
essere la spinta per ritrovare un’identità c va assolutamente
recuperata.”
“Questa non è la mia serata” dice Leonardo Alario visibilmente
emozionato “ è la serata di Cassano, dei suoi abitanti, dei suoi
poeti passati e presenti. I poeti sono aedi cioè narratori delle
visioni, degli aspetti della vita di una comunità. Mi considero
un intellettuale, quando mi definisco tale penso ad un uomo che
ha voluto condividere il proprio sapere con i suoi concittadini
che mi sento di chiamare compagni di viaggio, lasciando da parte
anche la mia carriera. La poesia il più delle volte è
invenzione, ma inventare non vuol dire creare dal nulla ma
cercare nell’altro arrivando ad un’esecuzione corale di emozioni
unisona. L’antologia vuole essere un luogo di incontro di
persone, deve avere la funzione di risvegliare la coscienza dei
cittadini, di voler fare qualcosa per la comunità di Cassano che
ha il diritto di salvarsi”. La serata è stata coordinata da
Sabrina Papasso e le poesie sono state recitate su base musicale
eseguita da Battista Alario alla chitarra.
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