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Sabato 27 Gennaio 2007

Cassano - Una festa annunciata: l’inaugurazione della stagione mette tutti d’accordo. Bene anche il primo spettacolo - Teatro di Cassano, tanta gente e applausi

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 27.01.07  h. 23.45

Dopo la recente inaugurazione di riapertura del Teatro Comunale di Cassano Allo Ionio, giovedì sera finalmente si è alzato il sipario per dare inizio alla 1° Stagione Teatrale della Città, ormai inesistente da quasi trenta anni.
Una folla variegata e composta, in abiti elegante, ha riempito il Teatro Comunale. Durante l’attesa tanti i commenti dei partecipanti: alcuni emozionati ed increduli di essere seduti lì ad assistere ad una rappresentazione teatrale di alta qualità nella propria città, altri ricordavano la struttura ai tempi in cui erano ragazzi e l’evoluzione che ebbe nel corso degli anni fino ad arrivare ad oggi; altri ancora ammiravano con stupore il nuovo look, annotando ogni dettaglio sia dal punto di vista della bellezza, sicurezza e anche nelle assenze di barriere architettoniche.
La Compagnia del Teatro Stabile dell’Aquila, ha portato in scena “LA SIGNORINA GIULIA” del drammaturgo svedese August Strindberg, con la regia affidata ad Armando Pugliese. Protagonisti di rilievo due attori famosi molto conosciuti dal grande pubblico, una intensa Vanessa Gravina nei panni della contessina Giulia, ed un incisivo Edoardo Siravo nel ruolo del servo Jean.
Affiancati anche da Simonetta Graziano, nei panni di Kristin, e cinque danzatori Chiara Antonelli, Gabriella Casali, Chiara Esposito, Valentina Soncin e Salvator Spagnolo. Le scenografie sono state ideate da Andrea Taddei, i costumi da Silvia Polidori e le musiche composte dal Maestro Germano Mazzocchetti. Il dramma si concentra attorno alla Contessina Giulia e al servo Jean.
La signorina Giulia dopo aver sciolto un fidanzamento, vive una vita libera. Ella non si nega neppure un ballo col servo Jean nella notte di San Giovanni, tanto sicura di sé da garantire a Kristin che non ha alcuna intenzione di rubarle il fidanzato, anche se tutto sembra indicare il contrario. Lei confida al domestico un sogno ricorrente nel quale cade dalla cima di una colonna, lui le racconta della scalata a un albero, che chiaramente sta ad indicare il desiderio d'ascesa sociale. E aggiunge che da bambino era già attratto da Giulia, e in seguito aveva tentato il suicidio intravedendolo come sola via d'uscita dalla difficoltà di tirarsi fuori dall'ambiente al quale appartiene per censo. L'arrivo di alcuni contadini ubriachi consente ai due di appartarsi e di consumare la loro passione, ma mentre Jean è appagato dalla conquista, Giulia è delusa. Di fronte al reciproco desiderio di cambiare vita l'uomo le propone di aprire un albergo in Svizzera, dove lui è già stato, e vagheggia persino l'acquisto di un titolo nobiliare, salvo poi rivelarsi per quel che è: un bugiardo, rozzo sotto la vernice dei modi di circostanza, persino rude. Le tensioni toccano l'apice. Giulia, a causa del matrimonio di facciata dei genitori e delle sofferenze della madre, aveva imparato a odiare i maschi e aveva giurato a se stessa che non sarebbe mai diventata schiava di un uomo, ma ora quei proponimenti sono lettera morta. La lunga notte della tragedia viene spazzata dalle luci dell'alba, ma le tinte diventano sempre più fosche. Kristin tratta Giulia, che le ha chiesto aiuto, con disprezzo, e le preclude la fuga progettata con Jean e con i soldi del padre, il conte, che si accorge di quanto sta accadendo e si aggrappa al campanello per dare l'allarme. Giulia, ormai annichilita psicologicamente, si taglia la gola con un rasoio.
Al termine della rappresentazione sotto gli scroscianti applausi del pubblico, gli attori hanno sfilato singolarmente e poi tutti insieme sul palcoscenico. Nel ringraziare, come portavoce della Compagnia, Edoardo Siravo si è detto onorato di aver solcato il palco del Teatro Comunale di Cassano Allo Ionio, dopo tanti anni di chiusura ed inattività teatrale.
Cassano apre una nuova pagina della sua ricca storia, il Teatro quale strumento di crescita culturale.

Maria Elvira Talarico

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