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“I rifiuti campani scaricati all’inizio dello scorso mese di
ottobre nella discarica di contrada “Silva” nel territorio del
comune di Cassano Ionio contenevano sostanze altamente tossiche,
piombo e mercurio, dannosissime per la salute pubblica”. A
lanciare l’allarme, dopo un articolo pubblicato sulle pagine
locali di un giornale regionale, sono i socialisti della sezione
dello Sdi di Lauropoli, con una lettera aperta indirizzata agli
assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità, al Prefetto di
Cosenza e all’intera comunità cassanese. I rappresentanti della
“rosa rossa” chiedono agli amministratori regionali di
attivarsi, utilizzando i finanziamenti già esistenti (quattro
milioni e mezzo di euro), per bonificare i siti inquinati e
avviare una seria indagine epidemiologica. Alla Procura della
Repubblica del Tribunale di Castrovillari, nella persona del
sostituto Pisani, e al Prefetto di Cosenza i socialisti di
Lauropoli lanciano un appello acché le indagini vadano avanti e
si accertino eventuali responsabilità per questa ennesima
violenza perpetrata al territorio di Cassano. Al sindaco Gallo,
infine, chiedono di meditare sull’accaduto e di rassegnare le
dimissioni. Niente di ufficiale, però, fino a ieri pomeriggio
era stato comunicato al primo cittadino di Cassano e da ambienti
vicini all’assessorato regionale retto dal verde Diego Tommasi,
si sostiene che dovrebbero trattarsi di rifiuti speciali non
pericolosi. Dal canto loro i rappresentanti della sezione dello
Sdi lauropolitano lanciano l’allarme “rifiuti pericolosi” dopo
aver appreso da un articolo, apparso su un quotidiano regionale,
che l’Arpacal avrebbe fatto “emergere la clamorosa ed
inquietante scoperta che in quei rifiuti campani riversati nella
nostra discarica ci sono sostanze tossiche, quali piombo e
mercurio, dannosissime per la nostra salute”. A questo punto i
rappresentanti della rosa rossa ricordano che nello scorso mese
di ottobre nella discarica di contrada “Silva” vennero scaricate
solo circa 1000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania
(che in quel periodo viveva una vera e propria emergenza
ambientale) “che, a fronte delle 5000 previste, rappresentavano
sicuramente una vittoria della gente non rimasta indifferente”.
Durante quei giorni la città delle Terme si mobilitò contro
l’eventualità che addirittura 5000 tonnellate di rifiuti campani
potessero essere scaricati nella discarica di contrada “Silva”.
La politica reagì e sia la conferenza dei capigruppo consiliari
e sia il consiglio comunale fecero in modo, annunciando una vera
e propria protesta popolare, che nella contrattazione con il
Commissario straordinario per l’emergenza dei rifiuti in
Calabria si arrivasse all’accordo che in contrada “Silva” si
scaricassero solo circa 1000 tonnellate di rifiuti campani. Così
è stato. Ora sembra che in quei rifiuti potrebbero esserci
sostanze nocive alla salute, quali piombo e mercurio. E da qui
la lettera aperta dei socialisti lauropolitani, i quali
scrivono: “Tutto ciò è avvenuto con la <complicità> delle
Istituzioni, le quali prima hanno autorizzato che i rifiuti
campani venissero scaricati da noi, per poi ravvedersi solo
quando la protesta popolare, fatta propria dai Capigruppo
consiliari di opposizione, minacciava di sollevare un polverone
insostenibile”. Secondo i socialisti di Lauropoli “tutto questo
è davvero riprovevole”. Tanto riprovevole da far manifestare
agli esponenti della rosa rossa “tutto il loro sdegno” e indurli
a porre alcune domande. “Possono le Istituzioni impunemente
giocare con la pelle dei cittadini? – Può un Sindaco utilizzare
il territorio come merce di scambio e mettere a serio
repentaglio la salute dei propri cittadini? – Può la vita umana
ed il rispetto per la natura e l’ambiente valere così poco per
costoro?”, si chiedono, nella loro lettera aperta, i socialisti
di Lauropoli. Loro la risposta se la danno ed è un forte e
deciso no. Vorrebbero, però, anche sapere cosa ne pensano in
proposito sia “i cultori e i paladini della rivoluzione
culturale” e sia “i depositari della cultura ambientale”.
Continua a piovere sul bagnato.
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