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<<L’arrivo del metano a Sibari sta diventando una farsa: i
lavori, il cui avvio era stato annunciato per lo scorso marzo,
non sono ancora iniziati>>. Questo denuncia l’associazione
autonomista “Rinascita”, addebitando i ritardi all’immobilismo
dell’amministrazione comunale. In realtà, secondo l’Italgas sud,
società affidataria della realizzazione dell’opera, un colpevole
c’è e sarebbe ben individuabile: la Provincia di Cosenza.
Sostengono i responsabili della società metanifera, in risposta
ad una lettera di protesta inviata dal Comune: <<Sono in via di
completamento le formalità di affidamento dei lavori all’impresa
appaltatrice. Il tempo finora trascorso è stato impiegato
nell’esecuzione delle attività propedeutiche alla fase di scavo
e posa delle tubazioni>>. Tra gli adempimenti, anche le
autorizzazioni richieste alla Provincia. <<Da noi inoltrate lo
scorso ottobre – precisa l’Italgas sud – e ad oggi ancora non
concesse. Se le dette autorizzazioni saranno rilasciate in tempi
compatibili con la nostra programmazione, riteniamo di poter
dare inizio alla realizzazione dei lavori sin da settembre>>.
Sempre per ciò che riguarda Sibari, v’è da segnalare l’avvenuta
approvazione, da parte del Comune, del progetto per la
costruzione del potabilizzatore a Marina di Sibari. L’opera sarà
realizzata dal consorzio “Sibari città del mare” e finanziata
dalla “Sibartide Mancoop”, la società cui il consorzio ha
delegato l’attuazione del piano di rilancio della cittadella
delle vacanze. Una volta ottenute le autorizzazioni del caso
(tra le quali quella della Procura di Castrovillari,
indispensabili per poter mettere mano ad un impianto sotto
sequestro giudiziario, come il resto del villaggio, dall’estate
del 2004), partiranno i lavori, destinati a concludersi, secondo
le previsioni, nell’arco di un mese e mezzo. Alla buona novella
s’uniscono intanto echi di cronaca. Giudiziaria. Con ordinanza
adottata nei giorni scorsi (registrata nei ruoli del 2007 con il
numero 2189), la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha
sostanzialmente bocciato il diniego opposto dallo Sportello
unico per le attività produttive all’apertura di un supermercato
in quel di Marina. I fatti: nel 2005, la “Sara Immobiliare”
presenta un’istanza volta ad ottenere le autorizzazioni
necessarie all’apertura (tra le perplessità dei commercianti del
luogo) di un’attività commerciale nella cittadella delle
vacanze. Il Municipio vaglia la documentazione e boccia la
richiesta, per mancanza dei requisiti di legge. La “Sara
Immobiliare” non ci sta, e ricorre al Tar. Che nel dicembre del
2006, chiamato ad esprimersi sulla sospensione dell’efficacia
del provvedimento di marca municipale, ne conferma la validità.
La relativa ordinanza viene tuttavia direttamente impugnata dai
ricorrenti davanti al Consiglio di Stato, che a maggio così
decide: <<Rilevato che dalla motivazione del provvedimento
impugnato non emergono gli elementi di valutazione che hanno
indotto l’amministrazione a ritenere eccessiva la distanza del
parcheggio dall’esercizio commerciale, trattandosi di
valutazione da operare in relazione alla concreta situazione dei
luoghi, accoglie l'appello e, per l'effetto, anche l'istanza
cautelare di primo grado>>. Ovvero: secondo il Consiglio di
Stato, sia pur in attesa del definitivo giudizio di merito, quel
supermercato a Marina si può aprire.
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