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Piano di coordinamento provinciale vale a dire lo strumento con
il quale la Provincia pianifica lo sviluppo. Se n’è parlato a
Lauropoli durante un incontro organizzato dalla locale sezione
dello SDI. Numeroso il pubblico in sala, che nonostante la
calura estiva, è rimasto attento fino alla fine. Presente quasi
tutto il centro-sinistra Cassanese: consiglieri comunali,
segretari di sezione, rappresentanti istituzionali locali e dei
paesi dell’intero hinterland. Uno SDI tuttavia monco delle
presenze politiche ed istituzionali che contano: mancava infatti
l’unico parlamentare calabrese del partito, Giacomo Mancini jr,
l’assessore regionale ai lavori pubblici, Luigi Incarnato, il
consigliere regionale Salvatore Magarò, il segretario
provinciale del partito, Gianni Papasso. Qualcuno ha
giustificato l’assenza, qualcun altro no, fatto sta che in molti
hanno notato questa stranezza, lasciando spazio agli
interrogativi ed alle interpretazioni del caso. Tuttavia
l’incontro s’è fatto, poiché necessario, come spiega il
segretario dello SDI di Lauropoli Biagio Galizia, dal momento
che lo sviluppo del territorio deve passare con il
coinvolgimento della politica locale, dei tecnici e delle
associazioni. Un incontro tecnico ma fortemente politico: ai
socialisti di Lauropoli non piace il fatto che si parli si
sviluppo della Sibaritide guardando l’asse Corigliano-Rossano
senza che il Comune di Cassano, ed in particolar modo Sibari
vengano citate. Galizia lo lascia intendere nella relazione
introduttiva senza però levare alcuno scudo: “Per lo sviluppo
del territorio” ha detto “ci può pensare ad una metropolitana
Corigliano – Rossano – Sibari, una sede distaccata di alcune
facoltà dell’Unical, la riproposizione di industrie agro –
alimentari, la costruzione dell’arteria della Madonna della
Catena che collegherebbe il mare con il verde del Pollino”. Al
tavolo della presidenza, oltre al moderatore, Pasquale Golia,
sedevano la padrona di casa Rosetta Console, assessore
provinciale allo sport, e poi tutti gli altri, tra cui
l’Assessore Provinciale Pietro Mari, il commercialista Francesco
Arcidiacono e gli ingegneri Franco Tufaro e Pasquale Dramisino.
Tutti interventi mirati a spiegare la validità di questo
strumento la cui approvazione è prevista per fine anno. Mari ha
mostrato la volontà dell’amministrazione provinciale di voler
coinvolgere i territori nelle scelte strategiche e nella
programmazione socio-economica. C’è chi già da tempo questo lo
chiama sviluppo dal basso.
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