|
Quando dieci anni fa iniziammo la nostra politica di recupero
degli spazi pubblici abbandonati, i soliti perbenisti, non hanno
esitato a definirci in tutti i modi. Oggi che la nostra
battaglia è viva più che mai, ci rendiamo conto come la “gente
che conta” inizia a parlare il nostro stesso linguaggio.
Lo scorso mese di gennaio, infatti, una nota stampa del Comune
di Cassano Ionio, difendeva il ruolo svolto dalle politiche
sociali, riportando le stesse identiche parole presenti in un
nostro comunicato stampa. Qualche giorno fa, due politici delle
forze di opposizione, hanno ammesso le loro colpe e
responsabilità nel non aver offerto ai giovani cassanesi spazi
idonei e quindi una valida alternativa alla strada, ai bar, alla
malavita.
Noi che in questi anni ci siamo sforzati di offrire spazi di
crescita e controcultura e che oggi stiamo soffrendo per i
nostri tanti fratelli che sono caduti nel tranello della
criminalità ed ora si trovano rinchiusi nelle patrie galere, non
possiamo che prendere atto delle parole di questi big della
politica, sicuri più che mai che le nostre idee, che coi soliti
artifizi vengono spacciate per altrui pensieri, rappresentano
l’unica via di uscita dalla stagnazione sociale e culturale in
cui oggi versa la nostra Città.
Bene farebbero quindi certi signori a riconoscere al Collettivo
26 luglio quantomeno il merito di aver individuato e proposto,
già da tempo, i metodi e le strategie necessarie alla creazione
di una nuova cultura.
DIAMO A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE!
COLLETTIVO 26 LUGLIO
|