|
Agli organi
di informazione
LORO SEDI
Cari Amici e colleghi dell’informazione,
con la presente intendo comunicarVi la mia decisione, assunta
qualche giorno fa, di dimettermi dall’Associazione
Socio-culturale “Collettivo 26 luglio” di cui sono stato
fondatore e portavoce dal febbraio 1998 ad oggi.
La decisione, sofferta e meditata, giunge dopo l’ennesimo
confronto con i soci, confronto dal quale sono emerse divergenze
e diversità di vedute che, col passare del tempo, stavano
mettendo a repentaglio la vita dell’associazione stessa.
Il mio concetto di associazione infatti, negli ultimi tempi era
entrato in contrasto con quello di alcuni membri del collettivo.
Personalmente ho sempre sostenuto che l’apoliticità di un
associazione fosse solo un concetto civilistico, dettato più che
altro da un codice civile non più al passo con i nostri tempi.
Il termine politica infatti, deriva dal greco polis (città), e
sta ad rappresentare l’impegno umano nella polis,nella città.
Come voi ben sapete, con questo spirito, in questi anni, ho
condotto la vita dell’associazione, prendendo più volte
posizioni sugli accadimenti che riguardavano la città ma anche
proponendo, di volta in volta, pareri e punti di vista per la
risoluzione dei tanti problemi che affliggono la moderna società
.
Sono stati anni ricchi di esperienze che mi hanno fatto maturare
e crescere sul lato intellettivo, sia su quello culturale sia su
quello umano.
Anni duri nel corso dei quali ho dovuto faticare molto per
ritagliare il giusto spazio nella società, dimostrando alla
città intera che, sebbene fossimo un movimento autonomo,
indipendente ed antagonista, i nostri scopi miravano a creare
una nuova cultura basata sull’autogestione delle proprie risorse
ma anche e soprattutto sull’intellighenzia del singolo e non sul
pensiero uniforme e piatto dettato dalle segreterie nazionali di
partiti e sindacati.
Gli ultimi tempi, l’ associazione aveva iniziato a intraprendere
strade opposte da quelle da me tracciate, strade che stavano
rischiano di portare nelle stanze del potere politico un
esperienza che molto spesso ho definito, orgogliosamente, di
strada e per la strada.
La decisione è stata assunta dinanzi l’ennesimo tentativo di
portare il movimento nelle istituzioni partitiche e sindacali,
delle quali ho rispetto ma non intenzione di esserne parte
integrante.
La creazione di una nuova sinistra, alternativa ed antagonista a
quella di partiti e sindacati, infatti, è stato sempre lo scopo
principale della mia azione politica.
Per questo motivo, al fine di non creare ulteriore scompiglio in
un movimento variegato come il Collettivo 26 luglio, ho deciso
di mettermi da parte, lasciando così campo libero a quanti
invece hanno opinioni diverse dalle mie sui partiti e sindacati.
So che molto probabilmente questo comunicato non interesserà a
nessuno, tuttavia ho inteso trasmettervelo anche per evitare che
eventuali comunicazioni e richieste giungano al mio indirizzo e
non a quello del collettivo 26 luglio.
|