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Martedì 31 Luglio 2007

Sibari – La clinica "Madonna delle Grazie" di Sibari posta sotto sequestro dai Carabinieri del nucleo antisofisticazioni.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.08.07  h. 15.00

Secondo i Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni, le sale operatorie <<non erano conformi alla normativa vigente>>. Una mancanza antica, per ovviare alla quale di tempo la sorte ne aveva offerto tanto, sempre sprecato: i lavori di adeguamento, pure sollecitati da anni, erano iniziati soltanto nei giorni scorsi. La magistratura, però, è arrivata prima che i tecnici chiamati a risolvere i guai togliessero il disturbo. Così, da ieri, la clinica “Madonna delle Grazie”, già impegnata in una difficile battaglia per la sopravivenza, è cinta dal nastro biancorosso delle forze dell’ordine. Posta sotto sequestro, su richiesta della Procura di Castrovillari, per esigenze probatorie, nell’ambito d’un’inchiesta appena agli inizi.
La cronaca di quando la casa di cura sibarita diventò corpo del reato comincia all’ora del tramonto d’un lunedì sferzato da calde raffiche di ponente. Alle porte della clinica bussano i Carabinieri. Vanno a dare esecuzione al decreto di sequestro firmato dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Castrovillari, Cataldo Collazzo, su istanza del pubblico ministero Francesco Pellecchia. I militari dell’Arma trovano la struttura praticamente deserta: da giorni, infatti, anche gli ultimi pazienti erano stati invitati a far ritorno alle proprie case, per permettere l’esecuzione dei lavori di ammodernamento. Già in corso d’opera e praticamente ultimati. Al punto che proprio oggi i vertici della “Clinalco”, società proprietaria della “Madonna delle Grazie”, avrebbero dovuto recarsi a Catanzaro, certificare all’assessorato regionale alla sanità l’avvenuta esecuzione degli interventi prescritti ed ottenere (così si presumeva) il via libera indispensabile alla riapertura dell’area medica. Invece, il destino ha scritto una storia diversa. Vergata con l’inchiostro con cui tre settimane addietro, ispezionando la casa di cura, i Nas certificarono l’esistenza di <<carenze igienico-sanitarie>> ed il <<difettoso funzionamento dell’impianto di illuminazione>> delle sale operatorie. Un verbale di poche pagine, finito sulla scrivania del sostituto procuratore Pellecchia e da questi valutato come inconfutabile indice del potenziale pericolo derivante alla salute umana dallo stato di cose accertato. Quanto è bastato per avviare una serie di più approfonditi accertamenti e richiedere nel frattempo al Gip (che ha lo ha concesso) il sequestro della struttura. Il provvedimento è stato notificato al presidente della “Clinalco”, Roberto Conforti. Che così ha commentato l’accaduto: <<Siamo sorpresi, per due motivi: anzitutto perché, per le anomalie strutturali, ci era stata accordata una proroga fino al 31 dicembre. Poi perché comunque i necessari lavori erano stati ultimati, e nella giornata di martedì avremmo dovuto consegnarne la documentazione all’assessorato>>. I sigilli sono tuttavia arrivati prima: cosa succederà adesso? <<Siamo fiduciosi>>, chiosa Conforti. <<Abbiamo le carte in regola, e lo dimostreremo. Chiederemo subito il dissequestro, per poter riprendere presto le nostre attività>>. Intanto, la clinica resta chiusa. Stavolta, causa sequestro.
 

Gianpaolo Iacobini

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