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Lunedì 28 Maggio 2007

Cassano - Monsignor Vincenzo Bertolone a Castrovillari con i giovani.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 04.06.07  h. 6.30


da sx: Ds. N. Simonetti - Vescovo  Bertolone - Dott. D.Marino

«Le cose belle, cari, ragazzi, non piovono dal cielo. Dobbiamo costruircele con fatica, sacrificio, impegno. Ecco perché vi dico impegnatevi, studiate, miglioratevi. Per migliorare il mondo a partire da voi». Intervento coinvolgente e a tratti travolgente di monsignor Vincenzo Bertolone lunedì 28 maggio nell’auditorium della parrocchia di San Girolamo, a Castrovillari. Il nuovo vescovo della millenaria diocesi di Cassano ha dialogato per quasi due ore con gli studenti e i docenti del liceo classico “Giuseppe Garibaldi” e dell’istituto statale d’arte “Andrea Alfano”. Prima raccontando loro quanto è bello sognare, crederci sino in fondo e provare a realizzare i sogni che Cristo ha per ciascuno di noi, e poi rispondendo alle domande di ragazzi e prof.
I lavori, coordinati dal giornalista Domenico Marino, sono stati introdotti dal dirigente scolastico Narciso Simonetti che oltre a dare il benvenuto al presule, il quale ieri era tra l’altro alla sua prima uscita dopo la presa di possesso della Curia cassanese, ne ha snocciolato un rapido curriculum. Quindi parola e platea a monsignor Bertolone. Il quale ha esordito sottolineando che un posto privilegiato nel suo episcopato sarà riservato proprio ai giovani, «il futuro della nostra Diocesi». Quindi ha citato Susanna Tamaro, che in un suo libro parla di un «mondo pattumiera». E il vescovo ha perciò provocatoriamente chiesto ai ragazzi: «Di fronte a questo mondo si può essere fiduciosi in un futuro migliore?». Per rispondere all’interrogativo mons. Bertolone ha ricordato la sua gioventù. I tempi dei fratelli Kennedy, di Martin Luter King e di Giovanni XXIII. Tutti uomini di grande speranza. Che ieri davano a lui quella speranza che il pastore s’è augurato possa oggi trovare spazio tra i giovani. «Non lamentiamoci dei tempi in cui viviamo, rimbocchiamoci le maniche e facciamo la nostra parte».
Quindi ha analiticamente indicato tre passi fondamentali per essere Uomini: formazione umana, formazione spirituale e capacità di sognare. Su quest’ultimo punto il vescovo è tornato con insistenza e vigore, citando anche Shakespeare: «Il grande artista inglese diceva che gli uomini si giudicano anche dalla qualità dei loro sogni. Ma, attenzione – ha precisato mons. Bertolone – perché sognare non significa fantasticare. Ma avere la forza, il coraggio e la voglia di provarci. Sognare di realizzare il sogno che Dio ha per noi. Beati gli uomini che sanno sognare».
Anche in risposta agli interrogativi di docenti e discenti il vescovo ha scosso vigorosamente la platea: «La vita è una cosa seria, cari ragazzi, non dimenticatelo». E sui titoli di coda ha anticipato anche i cardini del suo episcopato: «Il vescovo e i preti non devono stare in chiesa, ad aspettare che il mondo vada da loro». Quindi il richiamo all’ortodossia. «Il nostro punto di riferimento è Cristo. Oggi – non dobbiamo avere timore a dirlo – l’unico, vero simbolo illuminato è la Chiesa».
 

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