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«Le cose belle, cari, ragazzi, non piovono dal cielo. Dobbiamo
costruircele con fatica, sacrificio, impegno. Ecco perché vi
dico impegnatevi, studiate, miglioratevi. Per migliorare il
mondo a partire da voi». Intervento coinvolgente e a tratti
travolgente di monsignor Vincenzo Bertolone lunedì 28 maggio
nell’auditorium della parrocchia di San Girolamo, a
Castrovillari. Il nuovo vescovo della millenaria diocesi di
Cassano ha dialogato per quasi due ore con gli studenti e i
docenti del liceo classico “Giuseppe Garibaldi” e dell’istituto
statale d’arte “Andrea Alfano”. Prima raccontando loro quanto è
bello sognare, crederci sino in fondo e provare a realizzare i
sogni che Cristo ha per ciascuno di noi, e poi rispondendo alle
domande di ragazzi e prof.
I lavori, coordinati dal giornalista Domenico Marino, sono stati
introdotti dal dirigente scolastico Narciso Simonetti che oltre
a dare il benvenuto al presule, il quale ieri era tra l’altro
alla sua prima uscita dopo la presa di possesso della Curia
cassanese, ne ha snocciolato un rapido curriculum. Quindi parola
e platea a monsignor Bertolone. Il quale ha esordito
sottolineando che un posto privilegiato nel suo episcopato sarà
riservato proprio ai giovani, «il futuro della nostra Diocesi».
Quindi ha citato Susanna Tamaro, che in un suo libro parla di un
«mondo pattumiera». E il vescovo ha perciò provocatoriamente
chiesto ai ragazzi: «Di fronte a questo mondo si può essere
fiduciosi in un futuro migliore?». Per rispondere
all’interrogativo mons. Bertolone ha ricordato la sua gioventù.
I tempi dei fratelli Kennedy, di Martin Luter King e di Giovanni
XXIII. Tutti uomini di grande speranza. Che ieri davano a lui
quella speranza che il pastore s’è augurato possa oggi trovare
spazio tra i giovani. «Non lamentiamoci dei tempi in cui
viviamo, rimbocchiamoci le maniche e facciamo la nostra parte».
Quindi ha analiticamente indicato tre passi fondamentali per
essere Uomini: formazione umana, formazione spirituale e
capacità di sognare. Su quest’ultimo punto il vescovo è tornato
con insistenza e vigore, citando anche Shakespeare: «Il grande
artista inglese diceva che gli uomini si giudicano anche dalla
qualità dei loro sogni. Ma, attenzione – ha precisato mons.
Bertolone – perché sognare non significa fantasticare. Ma avere
la forza, il coraggio e la voglia di provarci. Sognare di
realizzare il sogno che Dio ha per noi. Beati gli uomini che
sanno sognare».
Anche in risposta agli interrogativi di docenti e discenti il
vescovo ha scosso vigorosamente la platea: «La vita è una cosa
seria, cari ragazzi, non dimenticatelo». E sui titoli di coda ha
anticipato anche i cardini del suo episcopato: «Il vescovo e i
preti non devono stare in chiesa, ad aspettare che il mondo vada
da loro». Quindi il richiamo all’ortodossia. «Il nostro punto di
riferimento è Cristo. Oggi – non dobbiamo avere timore a dirlo –
l’unico, vero simbolo illuminato è la Chiesa».
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