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Inediti
e autografi di Giuseppe Selvaggi studiati e curati da Pierfranco
Bruni, Presidente del CSR, e pubblicati dal “Il Coscile”,
saranno presentati a Roma giovedì 17 maggio prossimo.
Tra le lettere anche una di Mario Luzi e una di Carlo Belli.
Una manifestazione di cultura e di lealtà attraverso incontri
nel Novecento italiano passati attraverso “Il Tempo” e le
cronache de “Il Messaggero”.
Pierfranco Bruni: “Selvaggi resta un punto di riferimento
che va riconsiderato e riletto come poeta e come intellettuale
oltre che come acuto e attento giornalista. Un uomo impegnato
per la libertà della cultura soprattutto alla luce di questi
nuovi documenti”.
Giuseppe Selvaggi: il coraggio dell'intellettuale.
Nato
in Calabria nel 1923 e morto a Roma nel 2004. Un intellettuale
che ha sempre creduto nel messaggio della poesia. Un monito
importante per una ricerca che pone all'attenzione il ruolo di
un uomo e di uno scrittore che ha saputo sempre confrontarsi con
il quotidiano. Selvaggi ha segnato un percorso indelebile nella
poesia calabrese contemporanea.
Il Centro Studi e Ricerche "Francesco Grisi", diretto da
Pierfranco Bruni, ha curato, in un elegante volume pubblicato
dall’editore “Il Coscile”, sei lettere inedite e autografe di
Giuseppe Selvaggi nelle quali si parla di letteratura, di
problemi esistenziali, religiosi, di scrittori, di libri e altri
documenti.
Il volume verrà presentato a Roma il prossimo 17 maggio alle ore
17,30 nell’Aula Magna di Palazzo Sora (sede del Sindacato Libero
Scrittori), Corso Vittorio Emanuele 217.
Interverranno oltre a Pierfranco Bruni gli studiosi Luigi
Tallarico, Francesco Mercadante, Fortunato Aloi. Sarà presente
Mimmo Sancineto.
Il titolo del volume recita: "Giuseppe Selvaggi e il sentimento
del tempo". Spiccano, tra le altre, due lunghe lettere nelle
quali si racconta di San Francesco di Paola, in una datata 2001,
e di Carlo Belli in un'altra del 2000. Mentre in un'altra
lettera, sempre del 2000, si parla di una nota di Mario Luzi
dedicata alla sua poesia.
Nel testo è riportata anche la lettera autografa di Mario Luzi.
Un’altra importante testimonianza è anche la lettera autografa
di Carlo Belli. Tra le pagine di Selvaggi, proposte nel volume,
si fanno i nomi di altri scrittori tra i quali vi è anche quello
di Antonio Altomonte. Ma il testo si arricchisce di un saggio
nel quale si analizza la poesia calabrese del Novecento
attraverso un percorso poetico preciso con dei nomi
caratterizzanti.
"Vuole essere un omaggio a un grande poeta del nostro tempo,
sottolinea Pierfranco Bruni, che ha tracciato una linea
generazionale nel contesto della letteratura degli anni
Cinquanta. Credo che dopo Lorenzo Calogero sia il poeta più
significativo della cultura letteraria calabrese. C'è un
tracciato singolare nella poesia calabrese e in quella calabrese
- mediterranea che annovera nomi come Calogero, Geppo Tedeschi,
Francesco Grisi, Giuseppe Selvaggi e Corrado Calabrò. Una linea
che ho tracciato nel mio 'Novecento poetico Italiano'. Selvaggi
è stato un riferimento non solo sul piano letterario, ma
culturale in senso molto più ampio. Stavamo lavorando per un
volume antologico delle sue poesie. In queste lettere ci sono
riferimenti a approcci che rimandano alle nostre lunghe
conversazioni e ai nostri incontri e costituiscono un modello di
quel legame, per un intellettuale come Selvaggi, tra letteratura
e vita tutto intrecciato di armonie, disarmonie, amore,
conflitti".
Il testo raccoglie anche altro materiale: foto, una poesia
autografa e documenti letterari di estrema importanza. Il lavoro
è curato da Pierfranco Bruni che ripropone alcuni scritti
dedicati, nel corso degli anni, alla poesia di Giuseppe
Selvaggi. Bruni, d'altronde, aveva già curato l'ultima edizione
del primo libro di Selvaggi (risalente al 1941) dal titolo:
"Fior di Notte" (edizione pubblicata da Pellegrini, 1990) e, per
l'occasione, aveva scritto un lungo saggio introduttivo, di cui
se ne parla anche in una delle lettere inedite.
"Sevaggi, aggiunge Pierfranco Bruni, è stato un poeta
raffinatissimo e un attento critico d'arte che ha cercato sempre
di sviluppare un confronto all'interno dei processi storici
degli ultimi decenni. Era stato amico di Corrado Alvaro. Ma
aveva creato legami con tutta la cultura letteraria di questi
decenni. Pur dedicandosi costantemente alla letteratura e
all'arte il giornalismo parlamentare rappresentava un tassello
per capire e penetrare il quotidiano. C’è da sottolineare che
Selvaggi ha fatto parte della stampa parlamentare dal 1944 e ha
lavorato nei quotidiani "Italia Sera", "Il Tempo", "Il
Messaggero", "Il Secolo XIX". Ha diretto la rivista francese "Planéte".
E' stato direttore della rivista di cultura politica "Idea". ".
Il volume mette in evidenza, attraverso le lettere e il saggio
sulla poesia calabrese, l'umanità del poeta e la testimonianza
dell'intellettuale leale, in un intreccio dialettico che ha
sempre caratterizzato l'opera di Giuseppe Selvaggi in una
temperie contrassegnata dalla ricerca di nuovi modelli
linguistici.
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