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Attori e registi seduti sulle tavole del palco di Cassano. E
questa volta non per mettere in scena uno spettacolo. Ieri
mattina, protagonisti e interpreti del teatro calabrese si sono
ritrovati per discutere di poetiche e linguaggi. Un incontro,
promosso da Les Enfants Terribles e dal Teatro della Ginestra e
inserito nella rassegna “La scena possibile”, la cui conclusione
è prevista per oggi pomeriggio. Un momento di confronto sulle
produzioni calabresi, sul lavoro delle compagnie, sui percorsi
creativi, sulle scelte organizzative e un’occasione di dialogo
tra i personaggi di un mondo che troppo spesso pecca di
autoreferenzialità. “Chi fa teatro – ha spiegato Francesco
Marino, direttore artistico di Les Enfants Terribles – soddisfa
un’urgenza, un bisogno di comunicare. Chi sale sul palco sente
l’esigenza di dire qualcosa. Alcune volte però non siamo
disponibile ad ascoltare chi ci circonda”. Tutti i partecipanti
all’incontro (Nino Racco, Carlo Fanelli, Dante De Rose,
Antonello Antonante, William Gatto, Paolo Lo Giudice, Imma
Guarasci, Dora Ricca, Ernesto Orrico e Francesco Marino) hanno
segnalato la necessità di occuparsi di più e con più attenzione
dei lavori prodotti in casa altrui, di incontrarsi con maggior
frequenza, e di sostenere e favorire le co-produzioni. Nel
dibattito ha fatto capolino anche l’argomento qualità, a volte
purtroppo accantonato a scapito del pubblico. “La tecnica – ha
detto Nino Racco – è fondamentale. Il cuore non basta; a teatro
c’è bisogno di una tecnica sofisticata, di un lavoro duro che
non può essere sostenuto ovviamente senza il cuore”. Anche
Francesco Marino ha sottolineato la necessità di mettere al
bando superficialità e approssimazione. “Bisogna distinguere –
ha aggiunto – il teatro amatoriale dal teatro professionale”.
Nel cuore del dibattito anche l’uso del dialetto che ha detto
Antonello Antonante “deve essere inserito negli spettacoli nei
momenti più opportuni, in questi casi può avere un’efficacia
diabolica; quello che conta è che non diventi una gabbia”. Dante
De Rose ha poi spostato la discussione sull’importanza di
educare il pubblico e di non limitarsi assecondare il gusto
diffuso. “Bisogna insegnare la fruizione del teatro a partire
dalle scuole, il pubblico deve poter diventare un pubblico
critico”. La rassegna “La scena possibile” si concluderà oggi.
Ricca la programmazione dell’ultima giornata. Si inizia alle 17
con “I passi della memoria” di Vasco Poggiesi con Antonio
Fulfaro. Seguirà alle 18 la lettura della compagnia Les Enfants
Terribles “Zach” di Marcello Isidori con Antonella Ciaccia,
Stafania De Cola e Valerio Tambone. Dello spettacolo scrivono
gli autori: “Nazioni diverse. Situazioni sempre uniche. Azioni
dettate dal cuore. Pulsazioni come brivido di una vita che
comincia a diventare tale, a discrezione di chiunque decida un
giorno di diventare “tre” e non rimanere piu’ “due”. Nessuna
morale, nessuno giudice di nessuno,nessun uomo vestito di
bianco, Papa o scienziato che sia, a contendersi il trofeo del
Giusto o L’Errato, secondo un progetto divino o secondo la
possibilita’ che “effettivamente” oggi si riesca a nascere in un
laboratorio. Uno strano ricordo, che potrebbe esserci raccontato
quando saremo grandi,nel caso in cui fossimo stati allevati, per
i primi tempi della nostra vita, in una provetta,in
un’incubatrice, in uno speciale asilo meccanico, in una rete
asettica come ragni perfetti, prima che l’infermiera ci insegni
a calarci giù, col nostro sottile filo di tela ,nel prato della
vita vera, quando presumibilmente saremo pronti, cartella
clinica alla mano. Un futuro forse agghiacciante, un pò come
ibernare delle vite, prima che si scontrino con la vita stessa”.
La rassegna si chiuderà con lo spettacolo della compagnia
teatrale Il Branco “Pierino e il lupo”, per regia di Cristina
Serra con Giovanna Carpanzano e Cristina Serra. Direttore
d’orchestra è Rosario Raffaele. Lo spettacolo è un’opera
sinfonica, pensata e composta in origine per un pubblico
giovane, è diventata, poi, divertimento e meraviglia per gli
adulti. La fiaba in musica è la fusione di più forme artistiche.
In questo racconto sinfonico ciascun personaggio è rappresentato
da uno strumento è ha un suo tema conduttore che, insieme alla
voce recitante, accompagnerà lo spettatore nelle trame di un
canovaccio fantastico e affascinante.
per info:
direzione artistica Francesco Marino: 328/8866604
direzione organizzativa Marzia Martino: 328/5827837
ufficio stampa Mariafrancesca Infusino: 349/1878552
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