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Giovedì 31 Maggio 2007

Cassano – Il Comune di Cosenza impugna davanti al Tar la graduatoria dei Contratti di quartiere. A rischio venti milioni di finanziamenti destinati ai comuni di Rossano, Sant’Agata, Cassano e Villapiana.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.06.07  h. 6.00

Cosenza non ci sta: le scelte compiute dal Ministero alle infrastrutture sarebbero fondate su presupposti errati e sulla violazione delle norme del bando di gara. Così, il capoluogo bruzio impugna e contesta la graduatoria d’ammissione ai finanziamenti dei contratti di quartiere, ponendo di fatto a rischio gli stanziamenti ottenuti dai Municipi che, nell’ambito della provincia cosentina, s’erano invece visti approvare i progetti presentati: Rossano, Cassano, Villapiana e Sant’Agata d’Esaro.
Tanti piccoli Davide contro il gigante Golia: la storia comincia nel marzo del 2006, quando il ministero da alle stampe un decreto con una prima graduatoria. Cosenza si ferma all’ottavo posto, comunque fuori dalle sette piazze utili, in cui figurano invece Cassano, Villapiana e Sant’Agata. Quel provvedimento, però, non verrà mai pubblicato in Gazzetta Ufficiale, perché nel frattempo ha preso a lavorare una nuova commissione giudicatrice. Nella primavera del 2007, arriva il responso: rispetto ad un anno prima, cambia poco: al gruppo delle città cosentine beneficiarie di finanziamenti s’aggiunge Rossano, mentre Cosenza scivola addirittura al dodicesimo posto. Una decisione che la giunta civica, guidata da Salvatore Perugini, mostra da subito di non gradire. La sensazione si trasforma infine in certezza il 29 maggio scorso, quando nella cancelleria del Tar di Catanzaro viene depositato il ricorso <<avverso la graduatoria delle proposte di contratto di quartiere>>. Tra i motivi di censura, il presunto, mancato rispetto, da parte della commissione di valutazione, dei criteri di attribuzione del punteggio ricollegati ad indicatori quali il tasso di disoccupazione e la composizione anagrafica della popolazione, nonché diverse violazioni del bando di gara e dei principi in tema di imparzialità e trasparenza. In aggiunta alla domanda (nel merito) di rideterminazione della graduatoria, l’istanza (in via cautelare) di sospensione dell’efficacia della stessa. E ciò per impedire la spesa dei fondi già finiti nelle casse dei Municipi concorrenti. Una richiesta che, se accolta, potrebbe stoppare da subito le intenzioni dei Comuni vincitori. I quali, dal canto loro, superata la sorpresa iniziale, affilano le armi, preparandosi alla controffensiva, giudiziaria e politica, per l’ennesima guerra fratricida tra poveri. Perché i finanziamenti a disposizione sono tanti, molti, ma non per tutti.
 

Gianpaolo Iacobini

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