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Ieri,
9 maggio 2007, a Cassano si è tenuta la Festa dell'Europa.
All'interno di questo importante evento si è commemorato anche
l'anniversario dell'uccisione dell'onorevole Aldo Moro il cui
corpo veniva trovato, ventinove anni fa, in via Caetani, seconda
traversa di Via delle Botteghe Oscure, a Roma a metà strada tra
la sede del partito Comunista e quello della Democrazia. Non
tutti sanno però che nello stesso giorno dello stesso anno un
altro omicidio veniva commesso. Mandante unico la Mafia.
Incontriamo alcuni degli studenti che hanno partecipato
all'incontro tenutosi al teatro comunale e chiediamo loro se
conoscono un tale Giuseppe Impastato. Una vecchia canzone dei
Modena City Rambles dice: "Era la notte buia dello Stato
Italiano, quella del 9 maggio '78, la notte di via Caetani del
corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno Stato". Quella
stessa canzone è divenuta colonna sonora del film "I cento
passi" che racconta la storia di Peppino Impastato. La notte del
9 maggio '78 accomuna il suo destino a quello del presidente
Moro, ma passerà in sordina perché anche se eclatante nello
stesso modo riguardava una persona meno famosa. La storia di
Giuseppe Impastato ha inizio nel 1948, anno in cui viene al
mondo a Cinisi, centro della Sicilia. La susa famiglia, causa
suo padre, è ben inserita negli ambienti mafiosi locali.Frequenta
il Liceo Classico di Partinico ed appartiene a quegli anni il
suo avvicinamento alla politica, particolarmente al PSIUP,
formazione politica nata dopo l'ingresso del PSI nei governi di
centro-sinistra. Assieme ad altri giovani fonda un giornale,
"L'Idea socialista". Nel 1975 organizza il Circolo "Musica e
Cultura", un'associazione che promuove attività culturali e
musicali e che diventa il principale punto di riferimento por i
giovani di Cinisi. All'interno del Circolo trovano particolare
spazio ìl "Collettivo Femminista" e il "Collettivo Antinucleare"
Il tentativo di superare la crisi complessiva dei gruppi che si
ispiravano alle idee della sinistra "rivoluzionaria" ,
verificatasi intorno al 1977 porta Giuseppe Impastato e il suo
gruppo alla realizzazione di Radio Aut, un'emittente
autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sua scelta nel
campo della controinformazione e soprattutto in quello della
satira nei confronti della mafia e degli esponenti della
politica locale. Nel 1978 partecipa con una lista che ha il
simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a
Cinisi. Viene assassinato il 9 maggio 1978. Il suo corpo è
dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea
ferrata Palermo-Trapani. Le indagini sono, in un primo tempo
orientate sull'ipotesi di un attentato terroristico consumato
dallo stesso Impastato, o, in subordine, di un suicidio
"eclatante". Il caso giudiziario è stato chiuso e riaperto per
ben tre volte, sino ad arrivare all'attuale processo, ancora in
corso. Come lui tanti quelli che hanno visto la loro vita
spezzata perché la pensavano diversamente dagli stereotipi.
Senza limiti di erà, sesso, classe sociale. Uomini, donne e
bambini uccisi perché hanno avuto la presunzione di voler
"cambiare le cose". Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Ninni
Cassarà, John Kennedy, Carlo Alberto Dalla Chiesa, il piccolo
Giuseppe Di Matteo, Sergio Cosmai, il giudice Scoppelliti,
Francesco Fortugno. "Molti di loro" esordisce una ragazza "sono
morti perché lasciati soli. Lo stato ha agito con leggerezza
sulla loro vita". "La politica non deve essere una
giustificazione a tutto. Non importa se uno è di destra o di
sinistra. Se si collabora affinché le cose vadano bene che ben
vengano. Moro ed Impastato erano di fazioni opposte eppure hanno
contribuito a cambiare le cose o almeno ci hanno provato e così
tutti gli altri che hanno perso la vita"."Le commemorazione
devono servire da monito" interviene uno dei ragazzi "e non da
passatempo. Devo essere utili per conoscere la vita di grandi
uomini che hanno sacrificato la loro vita perché credevano nei
loro ideali. Oggi è difficile trovare gente così e quella poca
viene ancora trucidata." "Si commemora l'Europa oggi. Bisogna
cercare di avere meno paura delle proprie idee. Solo così si
possono cambiare le cose e sentirsi veramente in un unico
contesto sociale e culturale."
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