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Lavori in corso nel Centro Storico: dopo le opere del PSU, il
restauro del Seminario, ora tocca ai palazzi gentilizi. Si
tratta di palazzo Pontieri Gallo, meglio noto come il palazzo
del colonnello e di palazzo Toscano meglio noto come palazzo
Chidichimo. Il primo, situato in uno dei piazzali più belli, il
piano dei Patavino (meglio noto come ‘u chjon i patarina),
l’altro, poco più avanti nella zona medievale. Entrambe
costruiti nell’800 e abitati fino a qualche anno fà eccezion
fatta per alcune famiglie comodatarie secondo antichi
regolamenti feudali. Palazzi abbandonati, che sono diventati
luogo di smaltimento di rifiuti ingombranti da parte di non
pochi cittadini ignari del fatto, tra l’altro, che il municipio
raccoglie questi rifiuti una volta a settimana.
Alla fine degli anni 90 i palazzi diventano proprietà dell’Artep
che riceve un finanziamento di 3 milioni di euro dalla Regione
per costruirci alloggi popolari. Nel 2004 l’Amministrazione
Comunale di Cassano decise di cambiare destinazione d’uso
arrivando l’anno successivo ad un intesa con la stessa Artep.
Ultimo passaggio, quello della Regione che ha dato l’ok al nuovo
progetto dicendosi disposta a finanziare la riqualificazione,
pari a 2 milioni di euro. Soddisfazione è stata espressa dal
Sindaco Gianluca Gallo che ha voluto ringraziare anche
l'assessore regionale ai lavori pubblici, On.Luigi Incarnato e
al suo diretto collaboratore, Gianni Papasso.
Il centro storico, per oltre mezzo secolo lasciato in balia di
vandali e abbandono inizia dunque a rifarsi il look anche se per
molti, in modo inadatto. Dai vicoli si sentono le voci dei
cittadini: la rete idrica e fognaria sono ridotte a colabrodo
anche perché, pare si siano dispersi gli antichi tracciati, i
selciati dei vicoli sono oramai quasi del tutto ricoperti di
muschi e in molte parti manca l’illuminazione. E poi ci sono
quelle famiglie, con la loro umiltà ma anche con il loro
orgoglio, famiglie che hanno abitato i bassi di quei palazzi per
decenni e che ora, potrebbero vedersi tolta la loro casa. Certo
in cambio di appartamenti più nuovi e decorosi, ma di sicuro
lontani da quei luoghi in cui sono nati e cresciuti per
generazioni.
I due palazzi diventeranno sede di una Casa delle Culture e di
un Polo Sociale, strutture importanti anche se, va ricordato,
già esistenti. C’è l’ex pretura, sede del Centro Sociale
Polivalente, c’è l’ex municipio, che a breve sarà biblioteca e
sede di associazioni, c’è il centro socio-educativo S. Domenico.
Il Comune potrebbe rivedere questi progetti, dando la
possibilità a diverse famiglie di avere alloggi dignitosi e
magari un lavoro da custode, seguendo così la tradizione delle
famiglie aristocratiche. Ma questa volta però, col contratto di
lavoro.
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