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A mezzogiorno la città conoscerà il nome del nuovo vescovo.
L’annuncio, solenne, sarà ufficializzato dall’amministratore
diocesano, monsignor Domenico Crusco, che dall’altare leggerà la
lettera papale con l’indicazione del prescelto. Subito dopo, le
campane suoneranno a festa. Difficile azzardare previsioni: il
riserbo garantito dal sigillo pontificio non è stato scalfito
neppure dalle indiscrezioni, anche se in molti s’azzardano a
scommettere che il futuro presule diocesano, probabilmente un
religioso di prima nomina, non avrà accento calabro. Sarà
comunque, a norma del diritto canonico, <<eminente per fede
salda, buoni costumi, pietà, zelo per le anime, saggezza,
prudenza e virtù umane, e inoltre dotato di tutte le altre
qualità che lo rendono adatto a compiere l'ufficio in questione;
di buona reputazione; di trentacinque anni di età; presbitero
almeno da cinque anni; in possesso della laurea dottorale o
almeno della licenza in sacra Scrittura, teologia o diritto
canonico in un istituto di studi superiori approvato dalla Sede
Apostolica, oppure veramente esperto in tali discipline>>. Farà
il suo ingresso in Diocesi non più tardi della metà di maggio,
succedendo a monsignor Domenico Graziani, vescovo dell’ultimo
settennio, di recente passato alla guida dell’arcidiocesi di
Crotone.
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