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“Se
non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo”. È il
monito che sale dalle pagine del Vangelo di Luca ad aprire il
messaggio che la Conferenza episcopale calabra rivolgerà
domenica all’attenzione dei fedeli e di tutti gli uomini e donne
di buona volontà durante la celebrazione della santa messa.
L’iniziativa coinvolgerà le parrocchie dell’intera regione, e
dunque anche quelle della Diocesi di Cassano, il cui vescovo,
monsignor Vincenzo Bertolone, rilancia l’invito a sconfiggere
ogni forma di male, e dunque anche la mafia, attraverso
l’ascolto della Parola di Dio, al quale proprio la diocesi
cassanese riserverà grandi attenzioni nel prossimo numero del
periodico “L’abbraccio” e, soprattutto, nel corso del convegno
diocesano in programma per il 27 e 28 novembre prossimi a
Francavilla. <<II Vangelo della vita – commenta monsignor
Bertolone - costituisce il cuore dell'annuncio cristiano.
Riproporremo tale verità con forza e gaudio nella Domenica in
cui la Chiesa celebra Cristo Re, il vivente e il Risorto che
porta nel suo corpo glorioso i segni dell'amore, memoria del
dono della sua vita sulla croce, perché noi avessimo la vita,
insieme con il perdono dei peccati>>. Un esempio da tradurre in
realtà concreta nella vita d’ogni giorno attraverso la
testimonianza. <<Il Vangelo – aggiunge infatti il vescovo - va
annunciato e testimoniato con fedeltà in questa nostra Regione
afflitta dal doloroso e triste fenomeno della ‘ndrangheta>>.
Segue la presa di posizione. <<Si avverte l'urgenza di
incoraggiare i calabresi tutti ad operare per un'autentica
rinascita morale, sociale ed economica. L’intervento unitario
dei vescovi è segno tangibile della manifestazione dell’identità
cristiana, che nel suo essere esprime rispetto delle leggi,
capacità di perdono, propensione al dialogo, costante impegno
per il trionfo del bene comune, fiducia nella solidarietà
sincera>>. Quindi, in coda, la condanna netta della piovra
mafiosa e l’invito alla speranza: <<Le mafie, di cui la
'ndrangheta è la faccia più visibile e pericolosa, costituiscono
un nemico per il presente e l’avvenire della Calabria. Noi
dobbiamo contrastarle, perché nemiche del Vangelo, nel cui nome
dobbiamo tracciare il cammino sicuro ai figli fedeli e
recuperare i figli appartenenti alla mafia. Tale strada
indichiamo nella luce che da Dio promana e nella forza del suo
amore, che è più forte d’ogni cosa, anche della morte>>.
Cassano allo Ionio, addì 23 novembre 2007
Ufficio
Comunicazioni sociali
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