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Giovedì 11 Ottobre 2007

Cassano - Inquinamento interrato - Ferriti di zinco, gli studiosi sminuiscono l’allarme
Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il  14.10.07  h. 23.00


Convegno "Inquinamento da ferriti di zinco : effetti sulla salute"


Storia di un disastro ambientale: un problema reale che per troppo tempo è stato tenuto nascosto o, sarebbe il caso di dirlo, interrato. Tutto comincia nel gennaio del 1997: con l’operazione “Artemide” viene scoperta una lobby fatta di politici, funzionari della pubblica amministrazione, imprenditori intenda a smaltire decine di tonnellate di rifiuti altamente tossici, meglio conosciuti come ferriti di zinco, provenienti dalla Pertusola Sud di Crotone e destinati ad arrivare in Sardegna per il loro regolare stoccaggio in apposite discariche. Nei comuni di Cassano, Francavilla e Cerchiara vengono scoperte 35 mila tonnellate di questa merce e per le popolazioni di quei luoghi, inizia l’incubo. Due le inchieste della Magistratura, una per corruzione l’altra per disastro ambientale, diciannove le persone indagate, tra cui l’allora assessore regionale all’ambiente Sergio Stancato, oggi consigliere regionale dell’Udeur. Nel corso del 1999 il Comune di Cassano si costituisce parte civile nel processo, ma, qualche anni dopo, col cambio di Amministrazione rinuncia alle pretese risarcitorie. Intanto l’Alto Commissariato per l’emergenza rifiuti provvede alla messa in sicurezza dei siti inquinati ma, per parlare di bonifica si dovrà aspettare ancora qualche anno. Nel 2006 il Governo stanzia la somma di cinque milioni di euro per lo smaltimento delle ferriti e per l’avvio di ricerche scientifiche atte a dimostrare la pericolosità di tali sostanze sulla salute dell’uomo, anche se, tuttora le ferriti sono ancora lì. Fra la popolazione cresce l’allarme: si inizia a parlare di tumori, neoplasie, malattie veneree. Di questo problema sen’è parlato ieri sera in un convegno organizzato dalla locale sezione dell’Udc. Negli interventi dei relatori, tra cui due oncologi ed un docente di chimica fisica, si è schivata la tesi secondo cui l’aumento di tali malattie sia dovuta alla presenza nel territorio di queste sostanze, che comunque rimangono interrate mentre nei teli protettivi iniziano ad aprirsi falde ed all’appello ne mancano ancora centomila tonnellate che secondo indiscrezioni, pare siano state mischiate con materiali da costruzione e, addirittura, buttate a mare.
 

Pasquale Cersosimo

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