bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone

Sabato 6 Ottobre 2007

Sibari – Ferriti di zinco, probabile causa di morte per tumori nella sibaritide. Mercoledì le risposte mediche in un convegno a palazzo di città.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 07.10.07  h. 00.15

Di ferriti si muore. Non una certezza, ma il sospetto che aleggia sulla Piana di Sibari, dove il sensibile aumento dei tumori viene spiegato anche puntando l’indice sulle ferriti di zinco stoccate illegalmente, negli anni ’90, nei terreni della Sibaritide. Se ne discuterà in Municipio, mercoledì prossimo, nel corso di un convegno organizzato dalla sezione dell’Udc, guidata dal segretario Mimmo Lione. Ai lavori, aperti dallo stesso Lione e coordinati dall’oncologo Giancarlo Di Pinto, prenderanno parte gli assessori Maria Cecilia Renne e Roberto Bruno, il sindaco Gianluca Gallo, l’oncologo Giovanni Cicero, il docente universitario Giuseppe Chidichimo. All’ordine del giorno, le ferriti. In parte individuate, in parte, si presume, ancora sparse per la Piana. Il calcolo, del resto, è semplice. Certificato dal Commissariato per l’emergenza ambientale: alla “Pertusola” di Crotone, di ferriti di zinco da smaltire ne furono prodotte, fino al 1995, 150.000 tonnellate. Di queste, 15.000 sono arrivate alla discarica di Portovesme, in Sardegna. Altre 35.000 sono state rinvenute nei campi di Cassano e Cerchiara. E le rimanenti? Potrebbero essere ovunque, in agguato come il peggiore degli incubi.
Ma a turbare il sonno, anche tante verità taciute. Riguardano i siti, noti, di Cassano e Cerchiara. Nero su bianco, in uno studio approntato dall’Ufficio del commissario, con prelievi ed analisi eseguiti a varia profondità, per verificare lo stato dei luoghi e la penetrazione nel sottosuolo di agenti inquinanti: a Cerchiara gli accertamenti hanno interessato una superficie di 5.000 metri quadrati, segnata da <<altissima concentrazione di metalli pesanti e zinco>>. A Cassano hanno invece riguardato contrada Pantano Rotondo, <<immune da contaminazioni>>; contrada Prainetta, con <<un’elevata concentrazione di metalli pesanti>>, ed un’area di 10.000 metri quadrati, in contrada Tre Ponti, caratterizzata <<da un’impressionante concentrazione di arsenico e zinco>>. Luoghi e veleni da oltre un decennio in attesa di bonifica: i soldi ci sono, ma dallo scorso ottobre sono inspiegabilmente fermi in Regione. Nell’indifferenza istituzionale e politica che per una volta sembra unire, senza distinzione di colore politico, Comuni, Provincia e Regione.
 

Gianpaolo Iacobini

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info

|top|

© Copyright 2002 - 2007 WEB STUDY ® - web project management  www.webstudy.it