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A distanza di 12 anni dalla scoperta di ferriti di zinco nei
terreni di Cassano, Francavilla, Cerchiara e di tutta la
Sibaritide, per uno scempio ambientale di una gravità assoluta,
i rifiuti tossici restano ancora nella zona con grave danno
all’ecosistema del territorio ed alla salute dei residenti. Ciò
nonostante le rassicurazioni degli amministratori locali negli
ultimi mesi. Questa è la storia di un disastro ambientale
annunciato: era il 1995, la Guardia di Finanza scoprì sotterrati
in alcuni terreni agricoli di C.da “Prainette”, “Tre Ponti” e
“Pantano Rotondo” di Cassano allo Ionio, bidoni pieni di liquidi
tossici provenienti dall’azienda “Pertusola Sud” di Crotone.
35mila tonnellate di rifiuti tossici (ferriti di zinco)
provenienti dall’azienda crotonese sotterrati nel sottosuolo di
Cassano allo Ionio e della Sibaritide. 19 ora le persone
imputate per tale gravissima vicenda. Due i processi: uno
riguardante il reato di corruzione, è nelle mani dei giudici di
Castrovillari, l’altro, per disastro ambientale, in quelle dei
giudici di Catanzaro. In attesa che i responsabili di tale
scempio paghino per le loro colpe, resta il grave danno arrecato
all’ambiente ed alla salute dei cittadini di tale area che, ora
a distanza di alcuni anni, inizia a farsi evidente. Un nostro
studio di qualche settimana addietro, in mancanza di una giusta
relazione epidemiologica ufficiale che spieghi la realtà e che
il Comune, in concorso con la Regione, nonostante siano stati
stanziati ben 260 mila euro, tarda ad avviare; condotto in
collaborazione con alcuni medici curanti del territorio ha
svelato come i tumori siano aumentati di oltre l’80% nell’arco
di tre anni. La locale sezione dell’Udc, intanto, ieri
pomeriggio, ha tenuto un convegno sull’annosa vicenda, dal
titolo: “Ferriti di zinco – effetti sulla salute”. Al tavolo dei
relatori illustri ospiti, il dott. Giancarlo Di Pinto (Vice
presidente della Lilt); il prof. Giovanni Cicero (Primario
oncologia all’Ospedale di Castrovillari); il prof. Giuseppe
Chidichimo (Docente all’Unical di Chimica). Tutti a dire che
l’aumento dei tumori c’è stato ma le probabili cause potrebbero
essere molteplici. Il dott. Cicero difatti ha svelato come i
casi di tumore siano passati da 326 nel 2000 a 800 nel 2006.
Dati che non solo confermano il nostro studio, ma che
addirittura dicono che l’incidenza dei tumori è ben più elevata.
Tuttavia questi sono stati gli unici dati forniti, poiché poi
nelle relazioni dei validi ospiti nulla si è detto
sull’effettiva incidenza delle ferriti sulla pubblica
incolumità, anzi si è cercato di smorzare i toni, facendo
passare le ferriti come qualcosa di innocuo. Tutto ciò preceduto
dalle affermazioni dell’Assessore Comunale alla Salute Maria
Cecilia Renne che addirittura aveva accusato i giornali di
creare allarmismo. Dimenticandosi però che a Cassano allo Ionio
la gente muore davvero per tumore ed i bambini sono affetti da
alcune malattie gravissime. Non a caso in un’aula consiliare di
Palazzo di città stracolma vi era un ragazzo con la sindrome di
Down a simboleggiare tutti. Nel suo intervento la Renne, che
ricordiamo è un medico, si è dimenticata di spiegare ai
cittadini perché mai non ha mosso un dito per la salute degli
stesso o perché lo studio ufficiale sull’effettiva incidenza
delle sostanze sulla salute non viene avviato. Né tanto meno ha
spiegato perché le ferriti di zinco restano sotterrati nei
terreni, “Tanto male non fanno” ha cercato di dire, suscitando
le proteste anche dei suoi colleghi medici presenti in sala. Una
cosa seria ha invece detto il prof. Chidichimo dell’Unical, le
ferriti di zinco sono pericolosissime se sui terreni vengono
avviate delle colture, orbene è quello che è successo ed adesso
si pagano delle conseguenze. Dunque si è cercato nuovamente di
insabbiare una vicenda vergognosa di questo territorio. La
politica sia di destra che di sinistra ha delle grosse
responsabilità, qui la gente si ammala davvero e muore, nel
mentre le istituzioni dicono che è tutto normale. All’ennesimo
presa in giro, i cittadini che hanno affollato la sala in cerca
di risposte e rassicurazioni, visto l’atteggiamento dei
relatori, ha iniziato a rumoreggiare, taluni hanno preso la
parola ed hanno giustamente denunciato il tentativo di annullare
l’allarme fondato. Il parroco di Sibari ha detto di aver
celebrato molti funerali di persone morte per tumore, cosicché
l’allarme è serio. E’ inutile nascondere poi che ufficialmente
35 mila tonnellate di ferriti si sono scoperte , ma ben altre
sono sotterrati nel vasto territorio. Senza dimenticare poi, per
stessa ammissione dello stesso assessore comunale all’ambiente
in una nostra intervista, che i tre siti in questione da anni
oramai non sono adeguatamente messi in sicurezza. Bisogna dare
risposte concrete, questo chiedono i cittadini, si attende il
prossimo 16 ottobre allorquando tre super meriti nominati dai
giudici castrovillaresi nel processo in corso chiariranno le
reali conseguenze delle ferriti sulla salute pubblica. Sarà
dunque tempo di verità e chiarezza.
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