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L’11
ed il 12 settembre Emanuele Filiberto di Savoia, nipote
dell’ultimo Re d’Italia, visiterà le nostre zone per sostenere
lo sviluppo di Sibaritide e Pollino, puntando sull’ingresso
della Magna Graecia nel patrimonio Unesco e sulla realizzazione
dell’ aeroporto di Sibari. Una circostanza insolita ma per
niente singolare se si considera che la nostra regione, oramai
vituperata dai grossi magnati dell’economia, è diventata da
tempo terra di conquista.
Il giovane rampollo della Real Casa arriverà ai Laghi di Sibari
a bordo di un idrovolante dove sarà accolto dalle autorità e dal
Comitato organizzatore dell’evento. Nei giorni successivi, la
visita ai Comuni di Cassano, Castrovillari, Lungro, Terranova,
Morano ed Altomonte.
Le città interessate si preparano dunque ad accogliere il
giovane Savoia anche se fra la gente,pare questa visita non
subirà gli effetti desiderati.
Al di la dei pochi nostalgici e sognatori, tutti entusiasti
della real presenza, tante persone sono scettiche su questa
visita. Non che non siano d’accordo con la venuta del giovane
principe ma l’idea di tornare a celebrare antichi fasti, proprio
non va giù a molti. Lo scarso impegno della classe politica nel
risolvere i problemi del sud, disoccupazione, povertà ed
istruzione stanno alla base dello cinismo della gente. Quando si
parla di questa visita infatti, si ha come l’impressione di
rivivere quel fatidico giugno del 1946. “Invece di fare qualcosa
di serio per il sud” ci dice Anna “ pensano solo a fare queste
parate che non fanno altro che sminuire il popolo ed elogiare
questa finta nobiltà”. Dal generale al particolare, l’attenta
analisi del giovane Alessandro: “l'emigrazione meridionale è
iniziata subito dopo l'unità d'Italia e le valute spedite in
Italia dai primi emigranti venivano reinvistite nel triangolo
industriale Milano-Torino-Genova: sinceramente non so se essere
felice o triste di vedere ospitare nel mio paese il discendente
di una dinastia che ha ucciso migliaia di miei conterranei e
reso la mia terra più povera di quanto già fosse”.
La visita del giovane Savoia pare destinata ad aprire gli occhi
al nipote dell’ultimo Re, che dopo cinquant’anni d’esilio
ritorna in patria e non trova più i sudditi fedeli d’una volta,
ma persone che, finalmente, hanno iniziato a ragionare con la
loro testa.
Calabria Ora 5 sett 07
Pasquale Cersosimo
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