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Il giorno di Emanuele Filiberto, uno dei tanti giorni che il
giovane Savoia si sta concedendo da quanto gli è consentito
entrare in Italia. Accolto a Palazzo di Città per la cerimonia
di benvenuto, il rituale è quello delle grandi occasioni: nel
salone del Consiglio Comunale il Sindaco Gallo, impettito ma
senza la fascia tricolore, saluta con parole di rito. Cosa che
non fa il Presidente del Consiglio Comunale, Golia, che non
nasconde la volontà dell’Amministrazione ad aver voluto l’evento
di oggi, per dare “un esempio di sani principi e nobili valori
ai giovani” ma anche per far ammirare le bellezze del territorio
dove “chiunque potrà trovare la propria possibilità di
realizzazione”. Un intervento teso ad aprire le porte a chi
“vuole dare una mano, senza speculazione, alla risoluzione dei
problemi” ma anche mirato a giustificare quanti anno criticato
l’evento, additando i problemi della collettività che spesso
“provocano rabbia che sfocia in dichiarazioni che non vogliono
offendere nessuno ma solo dimostrare l’attaccamento al
territorio”. Dopo un fuori programma alle Grotte di Sant’Angelo,
il Principe si concede ai cronisti. Emanuele Filiberto liquida
con stile quanti hanno contestato la sua visita:” sanno fare
solo polemiche, le facciano. Io sono venuto da amico, da
Italiano”. La discussione va avanti e si arriva a parlare dei
progetti e dei programmi di Valori e Futuro, il movimento di cui
è presidente. Quando gli si chiede se il movimento abbia
aspirazioni elettorali tentenna con un “al momento no”, anche se
di lì a poco affermerà “finché non si ha una rappresentanza
parlamentare, si conta ben poco”. L’incontro col Principe
finisce. All’esterno un temerario: grida col tricolore in mano
viva la Repubblica, perché “oggi è come se fossimo tornati al
referendum del 1946 quando a Cassano vinse la monarchia”. Se la
rappresentanza parlamentare citata dal principe si dovesse
tradurre in qualche candidatura, il temerario ed i suoi compagni
avranno molto da lavorare.
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