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Negli ultimi mesi si è molto parlato della cattiva politica di
amministratori pubblici, del costo della politica troppo pesante
e sfacciata, mentre dall’altra vi sarebbero cittadini virtuosi,
bravi e rispettosi delle leggi e dei beni collettivi. A Cassano
si è parlato molto di “rivoluzione culturale”, intesa come nuovo
modo di pensare e fare politica, instaurare nuovi rapporti tra
amministratori ed elettori-cittadini improntati a maggiore
trasparenza. Si è pensato di approfondire la conoscenza del
territorio per meglio esaltare e valorizzare le potenzialità e
le risorse umane, imprenditoriali, culturali già presenti nella
comunità. Se i buoni propositi della Giunta Gallo siano stati
messi in opera e se gli obiettivi politici e culturali siano
stati raggiunti non sono oggetto di questa riflessione. Più
precisamente la situazione è oggetto di analisi, ma
principalmente sotto il profilo della “controparte civica”.
Insomma i cittadini, in quanto membri attivi della comunità,
quale ruolo attivo (o passivo?) hanno svolto in questo processo
di “rivoluzione culturale”? L’aggettivazione culturale è
impiegata non nel senso di erudizione, me nel senso sociologico,
antropologico, o se volete nel senso della maturità civile in
tutte le manifestazioni di singoli e in quanto membri di una
comunità. Negli ultimi anni i cittadini del Comune di Cassano
hanno mostrato di avere senso civico? Hanno praticato i
rudimenti di “educazione civica” o più semplicemente sono state
persone, giovani, donne, cittadini educati?
Alla luce di piccoli e grandi avvenimenti quotidiani registrati
dal cronista, riteniamo in tutta coscienza che moltissimi hanno
cancellato da tempo, dal proprio dizionario quotidiano, i
termini di senso civico e buona educazione. In tale contesto
poteva concretizzarsi la rivoluzione culturale? Certamente no. I
cittadini, o la loro maggioranza, hanno sempre e comunque
pensato ed operato per il proprio tornaconto, senza rispettare i
limiti della libertà e della convivenza civile, calpestando i
diritti degli altri. Il cronista ha potuto osservare e
documentare i seguenti deplorevoli comportamenti dei singoli
cittadini (se ne citano soltanto alcuni):
- Ai bordi delle strade urbane ed extra urbane sono stati
rintracciate bottiglie di spumante, birre, liquori, alcolici
vari, buttate via evidentemente dai finestrini delle auto. E
pensare che il Comune di Cassano ha pagato un prezzo troppo alto
in incidenti automobilistici: sono morti tanti giovani.
- Lungo i tornanti dei quattro centri urbani e nelle contrade
rurali sono stati rinvenuti elettrodomestici dimessi e materiali
ivi depositati da tempo.
- Lungo le strade comunali e interpoderali incoscienti e
tracotanti muratori artigiani, fine giornata lavorativa, hanno
depositato materiale di risulta come blocchi di cemento,
intonaci, mattoni forati, piastrelle, bidoni di vernici.
- Guida rischiosa e rumorosa.
- Parcheggi disordinati, assalto a scuole ed edifici pubblici.
- Numerosi incendi dolosi su tutto il territorio comunale, le
fiamme sono giunte persino alle mura di cinta del cimitero.
- Segnaletica divelta, unitamente ai cestini metallici
installati dall’Amministrazione comunale lungo le strade
principali; cassonetti per i rifiuti solidi bruciati, capovolti
e scardinati.
- In Località Cafasi vi è da anni una pubblica fontana con tre
rubinetti. Sono stati divelti da balordi e reinstallati dal
Comune per decine di volte. Sono stati, infine, saldati alla
conduttura. Sono stati divelti. Per ultimo qualche settimana fa
l’A.C. ha installato una telecamera. Pare che ancora non siano
stati divelti.
- In località Caccianova, incrocio per Sibari, Doria,
Francavilla, l’Amministrazione provinciale ha installato un
semaforo. Anche questo è stato fatto segno con colpi di armi da
fuoco ripetutamente. L’Ente provinciale ha dovuto sostituirlo e
allungare il palo in ferro ad un’altezza doppia rispetto a
quelle normale.
Tutti questi comportamenti sono stati messi in opera da
cittadini che dimostrano un accentuato disagio sociale poco
sensibili alla convivenza civile. E tali cittadini sono ritenuti
“buoni”, non appartenenti alla microcriminalità o a quella
organizzata. Cosa fare in attesa della annunciata rivoluzione
culturale? Innanzi tutto dalle forze dell’ordine ci si aspetta
un maggiore controllo, prevenzione e repressione di tali
comportamenti che alimentano il degrado sociale. I cittadini
devono imparare ad esercitar un sano senso civico nella
famiglia, nella società, sui posti di lavoro. Praticamente
dimostrare sempre e ovunque di essere persone educate. La scuola
dovrebbe continuare l’opera educativa iniziata in famiglia. Non
solo progetti di “educazione civica” ma una guida e un esempio
continui e duraturi nel tempo. E poi, fra qualche tempo possiamo
anche metterci a fianco del sindaco Gallo e iniziare la
rivoluzione culturale. Gallo, da solo, certamente non ce la può
fare.
Buon senso civico a tutti!
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