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n. 5/2007

Rivoluzione culturale e senso civico a Cassano

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 30.09.07  h. 15.00

Negli ultimi mesi si è molto parlato della cattiva politica di amministratori pubblici, del costo della politica troppo pesante e sfacciata, mentre dall’altra vi sarebbero cittadini virtuosi, bravi e rispettosi delle leggi e dei beni collettivi. A Cassano si è parlato molto di “rivoluzione culturale”, intesa come nuovo modo di pensare e fare politica, instaurare nuovi rapporti tra amministratori ed elettori-cittadini improntati a maggiore trasparenza. Si è pensato di approfondire la conoscenza del territorio per meglio esaltare e valorizzare le potenzialità e le risorse umane, imprenditoriali, culturali già presenti nella comunità. Se i buoni propositi della Giunta Gallo siano stati messi in opera e se gli obiettivi politici e culturali siano stati raggiunti non sono oggetto di questa riflessione. Più precisamente la situazione è oggetto di analisi, ma principalmente sotto il profilo della “controparte civica”. Insomma i cittadini, in quanto membri attivi della comunità, quale ruolo attivo (o passivo?) hanno svolto in questo processo di “rivoluzione culturale”? L’aggettivazione culturale è impiegata non nel senso di erudizione, me nel senso sociologico, antropologico, o se volete nel senso della maturità civile in tutte le manifestazioni di singoli e in quanto membri di una comunità. Negli ultimi anni i cittadini del Comune di Cassano hanno mostrato di avere senso civico? Hanno praticato i rudimenti di “educazione civica” o più semplicemente sono state persone, giovani, donne, cittadini educati?
Alla luce di piccoli e grandi avvenimenti quotidiani registrati dal cronista, riteniamo in tutta coscienza che moltissimi hanno cancellato da tempo, dal proprio dizionario quotidiano, i termini di senso civico e buona educazione. In tale contesto poteva concretizzarsi la rivoluzione culturale? Certamente no. I cittadini, o la loro maggioranza, hanno sempre e comunque pensato ed operato per il proprio tornaconto, senza rispettare i limiti della libertà e della convivenza civile, calpestando i diritti degli altri. Il cronista ha potuto osservare e documentare i seguenti deplorevoli comportamenti dei singoli cittadini (se ne citano soltanto alcuni):
- Ai bordi delle strade urbane ed extra urbane sono stati rintracciate bottiglie di spumante, birre, liquori, alcolici vari, buttate via evidentemente dai finestrini delle auto. E pensare che il Comune di Cassano ha pagato un prezzo troppo alto in incidenti automobilistici: sono morti tanti giovani.
- Lungo i tornanti dei quattro centri urbani e nelle contrade rurali sono stati rinvenuti elettrodomestici dimessi e materiali ivi depositati da tempo.
- Lungo le strade comunali e interpoderali incoscienti e tracotanti muratori artigiani, fine giornata lavorativa, hanno depositato materiale di risulta come blocchi di cemento, intonaci, mattoni forati, piastrelle, bidoni di vernici.
- Guida rischiosa e rumorosa.
- Parcheggi disordinati, assalto a scuole ed edifici pubblici.
- Numerosi incendi dolosi su tutto il territorio comunale, le fiamme sono giunte persino alle mura di cinta del cimitero.
- Segnaletica divelta, unitamente ai cestini metallici installati dall’Amministrazione comunale lungo le strade principali; cassonetti per i rifiuti solidi bruciati, capovolti e scardinati.
- In Località Cafasi vi è da anni una pubblica fontana con tre rubinetti. Sono stati divelti da balordi e reinstallati dal Comune per decine di volte. Sono stati, infine, saldati alla conduttura. Sono stati divelti. Per ultimo qualche settimana fa l’A.C. ha installato una telecamera. Pare che ancora non siano stati divelti.
- In località Caccianova, incrocio per Sibari, Doria, Francavilla, l’Amministrazione provinciale ha installato un semaforo. Anche questo è stato fatto segno con colpi di armi da fuoco ripetutamente. L’Ente provinciale ha dovuto sostituirlo e allungare il palo in ferro ad un’altezza doppia rispetto a quelle normale.
Tutti questi comportamenti sono stati messi in opera da cittadini che dimostrano un accentuato disagio sociale poco sensibili alla convivenza civile. E tali cittadini sono ritenuti “buoni”, non appartenenti alla microcriminalità o a quella organizzata. Cosa fare in attesa della annunciata rivoluzione culturale? Innanzi tutto dalle forze dell’ordine ci si aspetta un maggiore controllo, prevenzione e repressione di tali comportamenti che alimentano il degrado sociale. I cittadini devono imparare ad esercitar un sano senso civico nella famiglia, nella società, sui posti di lavoro. Praticamente dimostrare sempre e ovunque di essere persone educate. La scuola dovrebbe continuare l’opera educativa iniziata in famiglia. Non solo progetti di “educazione civica” ma una guida e un esempio continui e duraturi nel tempo. E poi, fra qualche tempo possiamo anche metterci a fianco del sindaco Gallo e iniziare la rivoluzione culturale. Gallo, da solo, certamente non ce la può fare.
Buon senso civico a tutti!

 

Martino Zuccaro

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