|
Cassano – Sabato sera è calato il sipario sulla prima edizione
di “Tam Tam Cassano”, il campus – festival che per quindici
giorni con mostre fotografiche, spettacoli teatrali, concerti,
incontri culturali e laboratori artistici ha trasformato alcune
zone del suggestivo borgo antico cassanese in una vera e propria
“cittadella delle arti e dello spettacolo”. Il bilancio di
questi quindici giorni, che sono stati anche di formazione, di
confronto e di riflessione sul teatro, sull’arte e sulla musica,
è da considerarsi più che positivo. Tutte le manifestazioni, gli
spettacoli (“’ntricata storia di Peppe Musolino” di Nino Racco e
l’”Infame” di Giovanni Meola), le rappresentazioni teatrali (“La
Guerra di troia non si farà” della compagnia “Les Enfants
Terribles”, “Tredici buoni motivi” messa in scena dalla
compagnia “St Kilda”, “Cyrano” del “Teatro Minimo”, i concerti
(“Diwan”, “Autura”, “Karl Potter Percussion Band”, “Pilar”),
sono state caratterizzate da una massiccia presenza di pubblico
che ogni sera ha “invaso” il borgo antico cassanese, ma
soprattutto dai tanti e convinti apprezzamenti sempre
gratificanti e incoraggianti. “Tam – Tam Cassano”, che è stato
organizzato dalla cooperativa teatrale “Les Enfants Terribles” e
patrocinato dall’assessorato regionale alla Cultura,
dall’assessorato provinciale alla Cultura e dall’amministrazione
comunale, si è rivelato una grande occasione per la
valorizzazione e la rivitalizzazione di alcuni angoli del centro
storico cassanese, ma soprattutto un’ottima opportunità per
rompere quel silenzio che, da molti anni, caratterizzava gran
parte del borgo antico. Nelle quindici serate del campus –
festival molti cassanesi sono “usciti” dalle loro case e hanno
così avuto modo, oltre a riscoprire e consolidare il senso
dell’appartenenza e il valore della condivisione, di
riappropriarsi, vivendoli, di alcuni luoghi del centro storico
che erano stati completamente abbandonati e dimenticati. Sono
stati quindici giorni vissuti intensamente e alla buona riuscita
dell’”evento” ha contribuito in modo determinante, oltre la
bravura e la competenza dimostrata dal direttore artistico di
“Tam Tam Cassano”, Francesco Marino, nella scelta degli artisti
e l’ottimo lavoro svolto dall’entourage de “Les Enfants
Terribles” in special modo dalla infaticabile e sempre presente
Marzia Martino, anche la Chiesa locale che, con i suoi massimi
rappresentanti, ha creduto fermamente e concretamente nell’alto
valore culturale e sociale della manifestazione e ha dato,
specialmente dal punto di vista dell’accoglienza, un grosso
aiuto. “Tam – Tam”, durante tutta la sua durata, ha fatto uscire
fuori una Cassano nuova. In questi quindici giorni, infatti, la
città delle Terme e la sua popolazione hanno dimostrato,
plasticamente, di possedere tutte le capacità e le risorse per
poter uscire dall’isolamento in cui si trovano da qualche
decennio e di potersi riaffacciare sulla scena regionale con il
volto di una cittadina e di una collettività che posseggono
tutte le potenzialità necessarie per una crescita culturale ed
essere un punto di riferimento culturale per l’intera Regione e
non solo. La strada della rinascita è lunga e impervia, ma, si
sa, chi ben incomincia………
|