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'68 - Quaranta ... ma non li dimostra ... l'eterna primavera

BOOK FOTOGRAFICO - foto © G. Zaccato - www.cassanoalloionio.info

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Cassano - Al Teatro Comunale la "Nelson Mandela" propone momenti di riflessione sul '68 .

Nel clima delle celebrazioni del quarantesimo anniversario dell’ormai mitico anno, l’Associazione Nelson Mandela ha voluto organizzare l’evento, al fine di voler non solo di rievocare, ma anche proporre un momento di riflessione e di approfondimento, di presa di coscienza collettiva, anche in prospettiva futura, di quel momento storico, in un frangente in cui, a livello mediatico ed editoriale si registrano prese di posizioni molto contrastanti su quella stagione, come ha sottolineato Pietro Maradei, responsabile dell’associazione nonché curatore e conduttore dell’evento.
Si è trattato essenzialmente di un momento di spettacolo, al cui interno, sulla base di un filo conduttore che ha rievocato avvenimenti e passaggi di quella stagione, sono state cantate canzoni di quel tempo, da parte di Giuseppe Lo Polito e di Maria Antonietta Rimoli, accompagnata alla chitara da Carlo Pellicano, e sono stati recitati brani tratti da opere degli autori più significativi di quel periodo, da parte di Minella Bloise e di Mario Brigante.
All’interno dello spettacolo due testimonianze dirette di protagonisti di quegli anni : Tommaso Ferrari, che in quegli anni, studente universitario del sud, frequentava il Politecnico di Torino, una delle zone calde del Sessantotto italiano, Alfonso Natella, operaio salernitano dalle molteplici esperienze militanti, a cui si è ispirato Nanni Balestrini per il suo libro “Vogliamo tutto”, che rappresenta uno dei testi fondamentali di quella generazione.
Durante l’evoluzione dello spettacolo, presentato da Lucia Di Cunto, immagini significative di quegli anni, selezionate, montate e proiettate da Francesca Alfano, studentessa della 1^ A del Liceo Scientifico di Castrovillari, scorrevano alle spalle dei partecipanti.
Inizialmente si è parlato del ‘68 nel mondo, attraverso i ricordi del maggio francese, del movimento degli Stati Uniti e dell’America latina, della primavera di Praga, per poi passare al movimento italiano, che, come ha sottolineato il conduttore, è durato circa dieci anni.
A questo proposito, sono stati prima rivissuti gli avvenimenti fondamentali di quel periodo storico e poi ne sono stati presi in esame alcuni aspetti fondamentali : le ripercussioni del ’68 sulla società, sul mondo della scuola, della cultura e sul costume. Sono stati, quindi, rievocati i miti di quegli anni, puntando principalmente l’obiettivo sul personaggio di Ernesto Che Guevara.
Lo spettacolo ha preso avvio con la lettura, ancora a sipario chiuso, di una favola sulla Costituzione italiana, recitata da Minella Bloise e Mario Brigante, molto apprezzata dal pubblico. Gli stessi hanno, poi, punteggiato lo spettacolo con brani tratti da Sartre, Gingsberg, Marcuse, Pasolini, Don Lorenzo Milani, Balestrini, Anna Bravo.
Maria AntoniettA Rimoli, con Carlo Pellicano, si sono esibiti nelle canzoni di lotta di quel periodo : Contessa, Oggi ho visto nel corteo, La ballata di Pinelli, Addio Lugano bella, Fischia il vento, Sebben che siamo donne.
Giuseppe Lo Polito ha esordito cantanto La libertà, di Giorgio Gaber e poi Canzone del maggiori Fabrizio De André, Primavera di Praga di Guccini, Bandolero stanco di Vecchioni, Stagioni, di Francesco Guccini.
Dopo tre ore, lo spettacolo si è concluso con altre due canzoni : Morti di Reggio Emilia e El pueblo Unido degli Intillimani.

Gaetano Zaccato - www.cassanoalloionio.info

 

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