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Alla
Biblioteca Nazionale di Cosenza prendono il via le celebrazioni
dedicate a Cesare Pavese (1908 – 2008).
Nel centenario della nascita, in occasione della Giornata della
Memoria.
Si preannuncia un importante dibattito sul rapporto tra letteratura
e politica negli scritti di Pavese attraverso una mostra, un
documentario e un interessante saggio.
Prolusione di Pierfranco Bruni:
“Rileggere
Cesare Pavese significa non solo riproporlo sul piano letterario ma
soprattutto interpretarlo attraverso documenti che testimoniano la
sua funzione all’interno della cultura italiana del Novecento senza
alcuna reticenza. Il Pavese scrittore, il Pavese del confino, il
Pavese poeta sono aspetti che presentano rivelazioni straordinarie
in una cultura della rilettura e riproposta”
La Calabria, la
Biblioteca Nazionale del MiBAC rendono omaggio a Cesare Pavese.
Cesare Pavese nel centenario della nascita, il suo rapporto con la
politica, il suo confino a Brancaleone Calabro (Reggio Calabria) e
il mito come rivelazione letteraria sono i temi che daranno vita
all’inizio delle celebrazioni che sottolineeranno aspetti ed
elementi culturali, umani e politici presenti nell’opera dello
scrittore piemontese.
L’appuntamento è fissato per lunedì prossimo 28 gennaio con
inizio alle ore 10,30 nella Sala della Biblioteca Nazionale di
Cosenza (Piazzetta Toscano).
La Biblioteca Nazionale di Cosenza darà vita ad una importante
manifestazione che si inserisce nella “Giornata della Memoria”.
La prolusione ufficiale è stata affidata a Pierfranco Bruni,
scrittore e autore di numerosi saggi sulla figura e sull’opera di
Cesare Pavese. L’intervento introduttivo sarà svolto dalla
Direttrice della Biblioteca Elvira Graziani. Per l’occasione sarà
inaugurata una Mostra Bibliografica – Documentaria, che resterà
aperta al pubblico sino al 28 febbraio 2008. dedicata a Pavese e
curata dalla bibliotecaria Angela Ferraro.
L'incontro è organizzato dalla Biblioteca Nazionale di Cosenza
(Ministero per i Beni e le Attività Culturali) che mira a stabilire
un dialogo tra l’educazione alla memoria e alla tolleranza
attraverso l’insegnamento dell’opera di Cesare Pavese.
Nel corso della manifestazione sarà proiettato un filmato in
possesso della Biblioteca dedicato agli ultimi giorni del confino di
Pavese a Brancaleone Calabro e verrà, tra l’altro, presentato, in
anteprima nazionale, il saggio di Pierfranco Bruni dal titolo: “Le
donne, l’eros ed il sentimento tragico in Cesare Pavese” (Edizioni
Pellegrini, 2008).
"Non si può ormai disconoscere che Cesare Pavese, sostiene
Pierfranco Bruni, abbia rappresentato un punto di riferimento di
quella cultura letteraria che è stata espressione di modelli
simbolici e metaforici importanti che hanno segnato una rottura con
la letteratura realista. La mia rilettura pavesiana può costituire
una interpretazione dialettica intorno alla quale può nascere un
utile dibattito su tutta la letteratura italiana degli anni
Quaranta”.
Si tratta di un appuntamento importante perché si inquadrerà l’opera
di Pavese in una chiave di lettura basata fondamentalmente sui
documenti e su elementi letterari e storici come si sottolinea nel
saggio di Bruni. È una manifestazione nazionale che ha lo scopo di
avvicinare i giovani ad uno scrittore che resta fondamentale nel
Novecento italiano.
Pierfranco Bruni, tra l'altro, rilegge il sentimento della memoria e
della nostalgia nell'opera di Pavese e ricostruisce anche il suo
rapporto d'amore con l'attrice americana Constance: la sua ultima
donna prima del suicidio avvenuto nell'agosto del 1950. La ricerca
di Bruni, comunque, analizza, a tutto tondo, la poetica di Pavese.
Uno scrittore (e un poeta) che resta in quella letteratura della
memoria e del mito che ha una presenza considerevole nel contesto
italiano del Novecento. La metafora di Omero avvicina Pavese a
quegli scrittori inquieti e tragici che appartengono al viaggio
dell’ulissismo.
Bruni scava nei testi di Pavese e chiama costantemente in causa il
mito, i simboli e quella cultura classica che ha formato
l’itinerario letterario delle opere narrative e poetiche dello
scrittore de “La luna e i falò” e di “Verrà la morte e avrà i tuoi
occhi”.
È una occasione significativa per gli stimoli che la manifestazione
propone e per l’originalità dell’impostazione critico – letteraria
che guarda, con molta attenzione, al rapporto uomo – scrittura. La
documentazione e la mostra offrono un preciso riferimento che è
quello di leggere con attenzione i documenti, i testi, le opere.
Pavese al centro di una memoria condivisa all’interno di una visione
fortemente letteraria.
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