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“Il perduto equilibrio
nei
giorni tristi di Aldo Moro”
UNA STAGIONE DELLA VITA UMANA E CIVILE DELL’ITALIA
VENERDI’ 25 LUGLIO
SAN LORENZO DEL VALLO (CS)
Una storia politica dentro la storia d'amore di due giovani
che raccontano la loro ansia e la loro disperazione negli anni
di piombo e nel vissuto dei cinquantacinque giorni della
tragedia di Aldo Moro. Eros e morte nell’intreccio tra realtà
e metafora
Incontro con lo scrittore Pierfranco Bruni, nato a San Lorenzo
del Vallo, che rilegge, in un nuovo romanzo – saggio, il
destino tragico di una stagione di terrore tra le macerie
degli anni di piombo e il rapimento e l’uccisione di Aldo
Moro. Bruni rilegge le drammatiche lettere dello statista
ucciso nel 1978 in un testo dal titolo: “Il perduto
equilibrio”, editore “Il Coscile”, con un sottotitolo: “Nei
giorni tristi di Aldo Moro”. Al centro del libro c'è la storia
d'amore e la passione di due giovani che si raccontano
raccontando i giorni di fuoco in una città misteriosa,
lacerante e devastata come Roma. Si incontrano a Piazza di
Spagna, tra le vie di Roma, all’Università e si amano nella
disperazione di capire il dolore che attraversava un tempo
tragico.
La manifestazione si svolgerà a San Lorenzo del Vallo venerdì
25 luglio alle ore 20,30 nello spazio della piazza in una
manifestazione organizzata dal Comune di San Lorenzo del
Vallo. Ad aprire i lavori sarà il sindaco dott. Luciano
Marranghello. Nel corso della serata sarà conferito al Comune,
da parte della Fondazione Nuove Proposte, con il Patrocinio
della Presidenza della Repubblica, il Premio Mini Biblioteca.
Un premio in Libri per la istituzione di una Biblioteca. Il
riconoscimento verrà consegnato dal Presidente della
Fondazione Cav. Avv. Elio Greco.
La serata sarà dedicato, comunque, all’incontro con lo
scrittore Pierfranco Bruni che si soffermerà non solo sul
libro dedicato a Moro ma intreccerà un dialogo partendo dai
suoi primi testi sino ad arrivare ai percorsi letterari che lo
hanno visto protagonista in Italia e nei Paesi Esteri, essendo
componente della Commissione Nazionale del MiBAC per la
promozione della letteratura italiana nel mondo.
Il romanzo “Il perduto equilibrio” si incentra su una
personaggio di nome Marika, una terrorista della quale si
perdono le tracce (e si scopre, alla fine, che viene uccisa in
uno scontro con le forze dell’ordine) e un io narrante che
definisce una temperie di guerriglia in una meditazione non
solo meramente politica ma anche umana e profondamente legata
alla storia di un intreccio ideologico. Un libro, che fa
riflettere anche per le proiezioni letterarie e culturali e
per le metafore che fanno da sfondo al percorso narrante.
Bruni rimette in campo la metafora di Alice (Moro) nel Paese
delle Meraviglie (un’Italia illusa e disillusa) in un contesto
in cui il processo politico si disputava tra la “libertà”
della fermezza e la “libertà” della trattativa. La
disperazione che ha portato alla morte di Moro si intreccia
con la disperazione di un amore che rivela un vuoto di
coscienze e il senso del perduto tra due giovani che avrebbero
potuto vivere oltre la stessa ideologia il loro amore come
favola e incantesimo. Gli anni di piombo distruggono anche la
fantasia degli amori.
Nel romanzo, che ricostruisce la stagione degli anni di
piombo, Pierfranco Bruni sottolinea una precisa posizione che
è quella che Moro si sarebbe potuto salvare se non fosse stata
adottata la strategia della fermezza da parte di alcuni
partiti politici. Il libro, nel ricostruire quella vicenda,
pone all'attenzione anche uno stato d'animo che travagliava la
generazione dei ventenni che allora discutevano di politica e
frequentavano gli ambienti universitari.
Un libro che raccorda storia ed emozioni nel racconto stesso
di due giovani che parlano di amore, passione e rivoluzione.
Il concetto di “rivoluzione” diventa la chiave di lettura sia
sul piano politico – ideologico che su quello strettamente
sentimentale – passionale. Eros e morte sono costantemente in
conflitto. Marika è eros ma è anche la bellezza infranta
dall’ideologia della morte.
Bruni sostiene, tra l'altro, che la vicenda Moro non fu ben
capita né a sinistra né a destra. Sia la sinistra che la
destra tirarono in ballo la “ragion di Stato”. Da questo punto
di vista Bruni condivide la posizione di Leonardo Sciascia
posta nel 1978 con “L’Affaire Moro”. Il partito della fermezza
non capì la vera questione.
Pierfranco Bruni aveva già affrontato questa problematica in
altri romanzi. Già nel 1998 aveva pubblicato il romanzo
“L’ultima primavera. Aldo Moro, la tragedia di uno statista”
che ha avuto tre edizioni. Nel 2004 un altro importante
romanzo, dal titolo “Quando fioriscono i rovi”, filtra gli
anni di piombo con la presenza di Moro all’interno di un
contesto poetico – lirico, in cui l’amore è rivoluzione e
l’ideologia resta la vera devastazione che ha colpito gli anni
di piombo.
“Il perduto equilibrio. Nei giorni tristi di Aldo Moro”
ritorna come riferimento fondamentale per riportare sulla
scena il personaggio di Marika, la passione e la metafora di
Moro – Alice nel Paese delle Meraviglie.
Ci sono capitoli molto duri nei quali si legge: “Si può morire
al momento giusto? È un grido. Un urlo che non smette di farsi
eco. Dalle grotte degli anni continua a farsi ascoltare. La
morte giunge al momento giusto. La metafora è un agguato. Le
metafore sono un agguato. Tra le parole creano ferite. Ma solo
tra le parole si possono capire le metafore.
“Ci si perde e ci si ritrova tra le pieghe di un raccontare
che non racconta perché le metafore non hanno il senso del
narrativo. Restano fisse nell’oblò delle immagini. E questa
morte che giunge al momento giusto è una morte ingiusta… Ma
può giudicarsi giusta la morte, una morte… Questa morte…”.
Oppure: “Guardare al dopo domani. Mi pare che sia una
osservazione profetica questa di Aldo Moro. Soprattutto negli
anni successivi alla sua tragica morte si sono consumati nei
viali della tristezza i valori di un umanesimo che doveva
stare al centro di una politica testimoniata. Chi ha vissuto
il tempo delle idee non può che testimoniarsi oltre ogni
ideologia”.
Il 1978 resta centrale, sostiene Bruni, e il libro va alla
ricerca di alcune motivazioni che proprio nel corso del
rapimento Moro esplosero. “Un anno terribile. --Dice Bruni.-
Mentre si leggeva Il suicidio della rivoluzione di Augusto Del
Noce c’era qualcuno che la rivoluzione si illudeva di farla
realmente. Ma Moro rappresentava proprio la centralità di una
situazione che stava per esplodere definitivamente. Moro era
cosciente di ciò. Da allora, sul piano politico, sono cambiate
tante cose. La fine della Dc è cominciata con la morte di
Moro. E’ tempo ormai non di interpretare i fatti ma di entrare
dentro i fatti attraverso la lettura di una realtà sia di
politica nazionale che internazionale”.
Il testo di Bruni presenta alcuni aspetti di una marcata
lirica tragicità e riporta sulla scena le lettere che Moro
scrisse dal “carcere” delle Brigate rosse e che furono diffuse
proprio nel corso dei cinquantacinque giorni della prigionia
dello statista democristiano offrendo una incisiva meditazione
attraverso un’ampia discussione problematica sia storica che
politica stessa. Le lettere dello statista democristiano,
sostiene Bruni, offrivano una precisa chiave di lettura.
Tra l’altro Bruni analizza il tempo di una generazione e,
attraverso annotazioni di diario personale, ripercorre la
storia di un giovane degli anni Settanta che si lascia alle
spalle una madre cattolica e profondamente democristiana e un
padre fascista e nostalgico del Mussolini regime. Tutto questo
all’interno di una tragedia che accomunava una generazione. Ma
è la storia d’amore con il personaggio di Marika, bella,
sfuggente che ha gli occhi di “verde luna”, che campeggia
lungo i giorni tristi della tragedia di Aldo Moro.
Oggi, questo testo, si presenta di grande attualità ed emerge
chiaro un preciso atto di accusa rivolto a tutti coloro che
non capirono la portata tragica degli avvenimenti e non
diedero ascolto al messaggio umano proveniente da quelle
drammatiche lettere. La voce di Moro continua ancora oggi in
un recitativo drammatico. Un libro che affronta con spirito
critico una tragedia sempre attuale in una dimensione tra
storia e letteratura.
Casa editrice Il Coscile - Castrovillari (CS) tel. 0981 22632
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