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Diocesi di Cassano
Corso di aggiornamento giuridico pastorale

DIOCESI DI
CASSANO ALL'IONIO

 

"Il Vescovo diocesano
e il suo presbiterio
a servizio della
portio populi Dei"

 
 

Corso di aggiornamento
giuridico - pastorale
23 - 24 aprile 2008
Miramare Palace Hotel
Trebisacce

L’istanza di comunione del Concilio Vaticano II che chiama tutti, Vescovo, presbiterio e fedeli, secondo i propri ministeri e carismi alla corresponsabilità per il bene del popolo di Dio  e per la edificazione del Corpo di Cristo, è lo scopo del Convegno.

+ Vincenzo Bertolone

PHOTO GALLERY - foto © G. Zaccato

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Trebisacce 24 aprile 2008 - Concluso  il convegno diocesano sulla Chiesa che dobbiamo essere

Due giorni dedicati alla riflessione sulla Chiesa che dobbiamo essere. Questo è stato il corso di aggiornamento giuridico-pastorale promosso dalla Diocesi di Cassano e svoltosi a Trebisacce, nei saloni del “Miramare palace hotel” nelle giornate del 23 e 24 aprile. Significativo il tema dell’iniziativa: “Il vescovo diocesano e il suo presbiterio a servizio della portio populi Dei”.
Ai lavori hanno preso parte, per ciascuno dei due giorni, oltre seicento tra fedeli, laici, religiosi e sacerdoti provenienti da diverse diocesi italiane. Ad aprire il confronto, il Pastore della Chiesa cassanese, monsignor Vincenzo Bertolone, che ha subito anticipato la volontà di tratteggiare la «Chiesa che dobbiamo essere, a partire dai testi del Concilio per come posti dal Magistero dei Pastori, dalla prassi pastorale e dal Codice di diritto canonico». Al centro del confronto, la fisionomia e le dinamiche evolutive della Chiesa universale e, al tempo stesso, di quella particolare.
Assieme al presule padrone di casa ne hanno discusso, tra gli altri, il rettore della Pontificia università gregoriana Gianfranco Ghirlanda; il vescovo ausiliare e vicario generale di Milano, Carlo Redaelli; il promotore di Giustizia del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica, Gian Paolo Montini; il direttore dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici, monsignor Stefano Russo. Monsignor Ghirlanda ha insistito sulla realtà della Chiesa particolare. «Chi appartiene a una Chiesa in particolare – ha sottolineato – appartiene a tutte le Chiese». Legata alla figura del vescovo diocesano e ai suoi compiti la relazione di monsignor Redaelli. Dell’organizzazione della Curia diocesana ha parlato monsignor Montini, mentre monsignor Russo ha snocciolato suggerimenti per tutela, conservazione e gestione del patrimonio artistico diocesano e parrocchiale. A chiudere la prima giornata, il sottosegretario Cei Mauro Rivella e il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, che hanno relazionato sulla corresponsabilità ecclesiale. «Il principio della partecipazione - ha dichiarato Rivella – costituisce la ragione d’essere degli organismi diocesani e parrocchiali, da ravvivare per consentire a ciascuno di vivere quella responsabilità ecclesiale che attiene alla propria vocazione».
La seconda giornata s’è aperta con l’intervento del presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi, monsignor Francesco Coccopalmerio, che ha ribadito l’importanza della parrocchia, insistendo sulla necessità di una salutare apertura alla vita diocesana. Damian Astigueta, docente della Pontifica università gregoriana, s’è poi soffermato sul ruolo del vescovo, <<colui che chiama e raduna i fedeli della comunità, centro di costruzione della stessa comunità cristiana. Comunione e missione trovano nel Vescovo colui che è chiamato a portarla a compimento, con la forza dello Spirito>>. Il tema della celebrazione dell’Eucaristia e degli altri sacramenti è stato invece affrontato da Januzs Piotr Kowal, anch’egli docente della Pontificia università gregoriana, che ha approfondito gli aspetti legati all’Eucaristia, senza trascurare l’argomento delle offerte per l’applicazione della Messa. <<Il sacerdote – ha precisato – può trattenere soltanto parte delle offerte ed è tenuto ad impiegare l’altra per le finalità stabilite dall’Ordinario. Quanto all’importo dell’offerta, al sacerdote è consentito accettare quella data spontaneamente dal fedele, indipendentemente dall’ammontare di essa. Tutte le volte, però, che manchi la spontaneità, non è lecito chiedere una somma maggiore di quella definita per tutta la provincia ecclesiastica>>.
Dopo la meditazione sul ruolo dei fedeli laici e delle associazioni, svolta da monsignor Raffaele Facciolo, presidente del Tribunale ecclesiastico calabro, la parola è passata a monsignor Bertolone, che ha tirato le conclusioni. <<Insieme – ha chiosato il presule – abbiamo contemplato la Chiesa che dobbiamo essere. Con tenacia, ci adopereremo per concretizzare quanto discusso in questi giorni. Valuteremo altresì l’opportunità di dar vita ad un vademecum giuridico-pastorale che possa essere utile per il corretto e rapido disbrigo delle pratiche amministrative e contenere gli indispensabili suggerimenti pastorali>>. In chiusura, un invito particolare: <<Vi esorto ad accogliere, con spirito di servizio e senso di responsabilità, le indicazioni date, la cui osservanza salvaguarderà dalle possibili deviazioni, dato che il loro fine ultimo, ma pure quello del nostro agire e della Chiesa, è il bene dei fedeli e la salvezza delle anime per le quali il Signore Gesù Cristo ha effuso il suo sangue>>.
Trebisacce, 24 aprile 2008
 

fonte Comunicato Stampa
Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali
Il Direttore Don Francesco Candia
Info: 0981 71006 - 340 5131367

 

IL VESCOVO DIOCESANO E IL SUO PRESBITERIO A SERVIZIO DELLA PORTIO POPULI DEI"
Importante evento diocesano ha vissuto la Diocesi di Cassano allo Ionio.
 

S.E. Mons. VINCENZO BERTOLONE, vescovo della diocesi di Cassano All’Ionio , ha promosso un corso di aggiornamento giuridico pastorale, dal tema “IL VESCOVO DIOCESANO E IL SUO PRESBITERIO A SERVIZIO DELLA PORTIO POPULI DEI”:
Il corso è durato due giorni , 23 e 24 aprile 2008 e si è svolto a Trebisacce.
Il corso è stato voluto da S. E. Mons. Vincenzo Bertolone , perché egli ritiene che non si possa prescindere dalla formazione continua, del presbiterio e del popolo dei fedeli, per fare Chiesa insieme .
L’aggiornamento è stato diviso in Quattro sessioni di lavoro .
Segue una breve carrellata delle tematiche trattate ed una sintesi dei concetti più importanti che i relatori hanno trattato .
La prima sessione è stata :” IL VESCOVO E LA CURIA DIOCESANA”.
A relazionare nella prima sessione è intervenuto Gianfranco GHIRLANDA, Magnifico Rettore della Pontificia Università Gregoriana,che ha in particolare relazionato sul tema :” La Chiesa particolare. Elementi teologici, giuridici e pastorali.”
Per quanto riguarda la Chiesa particolare, Gianfranco Ghirlanda ha tenuto a mettere in evidenza come l’episcopato e il presbiterato sono elementi costitutivi della Chiesa che necessariamente si ritrovano nella Chiesa Universale.
Interessante come egli abbia tenuto a precisare di riflettere tra esercizio di potestà e concetto di potestà appartenenti ad un vescovo.
La potestà ordinaria è l’esercizio autonomo di autorità e, la potestà del vescovo, egli ha detto, coesiste con l’autorità del Papa.
Il concetto di esercizio autonomo di tale autorità potrebbe , però ,portare erroneamente ad insinuare che la Chiesa sia una federazione di Chiesa , ma la Chiesa non prende il modello di una società civile, visto che la Chiesa è unica ed universale.
Ecco , quindi, conclude il relatore , la necessità di utilizzare il concetto di autonomia in senso corretto , inteso come autonomia amministrativa all’interno di un tutto sociale. L’autonomia degli atti amministrativi di una Chiesa particolare , considerata all’interno di un tutto sociale che è la Chiesa Universale è quindi autonomia relativa.
Per quel che attiene gli elementi giuridici, egli ha affermato che le leggi che fa il Vescovo e che fa il Papa valgono per ogni porzione di popolo di Dio.Certamente la legge particolare che fa il Vescovo non può essere in contrasto con la legge universale. Nessuna legge può presumere di rappresentare i casi concreti , perché la norma è generale ed astratta .La legge universale , quindi, deve trovare una applicazione particolare ed il fine grande è la salvezza della “portio populi”.
Il relatore ha concluso il suo intervento facendo notare la rilevanza che assume anche il ruolo del “Sinodo Diocesano”, che è l’organo attraverso cui il Vescovo sostenuto da tutte le categorie dei fedeli può decidere sull’applicazione del diritto canonico.
A seguire è intervenuto S. E . Mons. Carlo REDAELLI, Vescovo generale e Vicario generale di Milano, che ha relazionato sul tema “Il Vescovo Diocesano ed i suoi compiti”.
Nel suo intervento, il relatore, ha ribadito come il Vescovo abbia un ministero per una realtà concreta ; egli ha quindi parlato di ministero della Comunità e non della comunione, in quanto la concretezza è nella comunità, per esprimere tale concetto ha utilizzato la seguente frase:” Il vescovo plasma una comunità ma i vescovi sono plasmati dalla comunità”.
Ancora ha continuato la sua relazione spiegando i compiti di un Vescovo, che si imbattono in una realtà sempre più grande di una Chiesa Universale. Mons. Redaelli ha affermato che un vescovo vive il suo episcopato coordinando tra loro tre dimensioni: 1)parola,2)sacramenti, 3)carità. I sacramenti si celebrano se si ascolta la parola e i sacramenti si vivono se si fa la carità.
A questo punto il relatore pensando all’enciclica “Deus caritas est” ha spiegato come il rapporto tra 1) santificare, 2)insegnare, 3) governare è completato con la dimensione della carità.Importante è, ha continuato il relatore, la realtà parrocchiale in rapporto con la Chiesa Universale, e i luoghi dove un Vescovo attinge la forza sono sicuramente : l’amore di Dio, la Comunione con la Chiesa episcopale e la Comunione con la sua Chiesa.
Sempre nella prima sessione ha relazionato Gian Paolo MONTINI, promotore di giustizia Sostituto del Supremo Tribunale della Segreteria Apostolica, che ha relazionato sul tema “ La Curia diocesana: natura, composizione, uffici, compiti e finalità “.
Nella sua relazione il relatore ha indicato la Curia Diocesana come organo di partecipazione al Ministero del Vescovo, avvalendosi di un intervento diviso in tre parti: 1) principi di base che riguardano una Curia ;2) organizzazione di base; 3) coordinamento degli uffici di Curia.
1)Egli ha evidenziato come i principi su cui si fonda una Curia sono quattro:a) la vicarietà,b) il servizio,c) la comunicazione,d) la sussidarietà. . Le persone che lavorano nella Curia si devono sentire” cum episcopo” ,e quindi non semplici esecutori, ma interpreti coscienziosi di ciò che dice il Vescovo, così la Curia è espansione del Vescovo. La Curia è comunità, ma la sua comunità è parrocchiana, quindi è di servizio alle parrocchie.La Curia è necessaria per comunicare con la Chiesa Universale..La Curia , infine si relaziona con le parrocchie e fa ciò che le parrocchie non possono fare.
2)L’organizzazione di una Curia,ha continuato il relatore, passa attraverso l’Ufficio, inteso come persone, luogo e strutture. In maniera dettagliata , sono stati evidenziati gli elementi dell’Ufficio di curia, confrontandoli con la Curia Romana.Ha posto l’attenzione, infine sulla differenza tra ufficio e delega, facendo notare che l’ufficio fa riferimento ad una struttura , mentre la delega fa riferimento ad una persona.
3)La Curia, sostiene il relatore deve creare unità nella sua attività. Si può parlare di Curia burocratica ( Cancelleria, economato, tribunale) che è la parte più antica della Diocesi e di Curia pastorale (ufficio per pastorale giovanile, la “migrantes”. Questa distinzione non giova e sicuramente andrebbe superata con un ottimo coordinamento, ricordando che il primo coordinatore è il vescovo coadiuvato dal vicario generale.Per superare la distinzione tra Curia burocratica e curia pastorale potrebbe risultare utile unificare il tutto richiedendo che ogni atto di curia transiti dalla Cancelleria e ogni ufficio dovrebbe imparare a redigere gli atti sotto forma di decreto ed essere dotato di potestà ordinaria .Infine, sarebbe utile creare una consulenza centralizzata perla redazione di testi e di documenti, perché i documenti che escono dalla Curia, escano corretti.
Ha chiuso la prima sessione dei lavori Stefano RUSSO, direttore Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici, che ha relazionato sul tema “Tutela, conservazione e gestione del patrimonio artistico diocesano e parrocchiale”.
Il relatore ha relazionato sulla conservazione dei beni culturali e sulle norme che regolano ciò.
Come prima cosa ha rimarcato come sia necessario che ci sia un responsabile della gestione artistica. La gestione culturale ecclesiastica passa anche attraverso la conservazione ordinata dei Musei , delle biblioteche e degli archivi diocesani .
Per espletare simile lavoro, egli ha detto, occorre far riferimento ad alcuni organismi come la Consulta Regionale per i beni ecclesiastici ed istituire commissioni diocesane , che siano il braccio operativo del Vescovo. In maniera particolareggiata è stata descritta la composizione della commissione precisando che, per non creare conflitti di interesse, i membri della Commissione, non possono svolgere lavori in diocesi.
La seconda sessione è stata: “CORRESPONSABILITA’ ECCLESIALE”
Questa sessione ha visto intervenire Mauro RIVELLA, sottosegretario C.E.I.,che ha relazionato su due temi :”La corresponsabilità ecclesiale: Consiglio presbiterale, Collegio dei consultori e Consiglio Pastorale”e “Il Consiglio Diocesano per gli affari economici e il consiglio parrocchiale per gli affari economici e il consiglio pastorale parrocchiale”.
Sin da subito, il relatore ha evidenziato come questi sei organismi a livello diocesano, sono uniti dal principio di corresponsabilità e di partecipazione nella Chiesa.
Con una lunga carrellata ha segnato le tappe dell’evoluzione normativa di tali organismi, iniziando dal 1974 ed arrivando all’ultimo documento del 2007, dal quale si evince che bisogna elaborare uno stile di consenso tra preti, religiosi, laici, come partecipazione corale del popolo di Dio.
Se nella Diocesi c’è tutta la Chiesa bisogna che tutti i cristiani abbiano la giusta rappresentanza,ha detto, vivendo la comunione e riconoscendola come comunione gerarchica. Ancora il relatore ha continuato “prendere tanti voti ed avere un posto a Roma, vuol dire servire….. Noi siamo nella Chiesa perché siamo battezzati e la partecipazione della corresponsabilità è un’alta democrazia.”
Il desiderio di comunione non significa abdicare dalle proprie responsabilità , ma significa trovare delle strade in cui il fedele può esprimersi . Tale concetto è stato così sintetizzato dal relatore: “se un Vescovo perde il Clero o perde i fedeli, dov’è la sua vittoria? “
E’ passato poi a illustrare in maniera analitica l’organizzazione e i compiti dei sei organismi tema della relazione.
A chiudere la seconda sessione della prima giornata dei lavori è stato S.E. Mons. Domenico MOGAVARO, vescovo di Mazzaro del Vallo, che ha relazionato sul tema : “Questioni di carattere patrimoniale ed amministrativo”.
Il relatore ha sottolineato l’importanza della gestione dei beni in maniera ordinata ed ha posto l’attenzione sulla utilità della rendicontazione veritiera. Verità, trasparenza e legalità sono i principi che la Chiesa per le questioni di carattere patrimoniale e amministrativo deve seguire in maniera naturale. Un tale comportamento , egli ha detto :” è testimonianza di coinvolgimento del popolo di Dio e diventa bisogno di educarsi a camminare insieme.”
Il relatore dopo aver dettagliatamente indicata la tipologia delle entrate e quindi le singole voci delle due macrovoci offerte e tributi, ha concluso il suo intervento affermando che in materia amministrativa- contabile conoscere è importante, e conoscere diventa importante per divulgare.
Con questo tema si è conclusa la seconda sessione dei lavori e la prima giornata di aggiornamento.
La terza sessione è stata : “LA PARROCCHIA”.
I lavori hanno avuto inizio con S.E. Mons. Francesco COCCOPALMERO, Presidente Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, che ha relazionato sul tema “La parrocchia chiesa locale e il parroco suo proprio pastore.”
Il relatore ha definito la parrocchia come “ Comunità di fedeli, in un ambito territoriale locale, con a capo un presbitero in comunione con il Vescovo.”
Di ogni parte della definizione ha spiegato in maniera accurata il significato, affermando alla fine che la Parrocchia può definirsi Chiesa.
Il relatore è passato poi a definire il parroco indicando due elementi caratterizzanti tale figura.1) Il parroco è “sub autoritati episcopi “, in quanto è nominato dal Vescovo e inoltre è “ pastore proprio” in quanto compie delle attività di cui è responsabile solo lui.
In maniera dettagliata ha, poi, indicato quali sono i compiti di un presbitero secondo il diritto canonico, aggiungendo che “un parroco deve sempre chiedersi cosa farebbe il vescovo al suo posto.“
La sessione è proseguita con il relatore Ianusz Piotr KOWAL, Docente pontificia Università Gregoriana, che ha relazionato su .” La celebrazione dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti”.
Il relatore ha evidenziato come le deformazioni dei Sacramenti possano procurare l’invalidità di essi. La Chiesa, ha continuato, non ha il diritto di cambiare ciò che Cristo ha istituito. Per es. se per celebrare un battesimo si utilizza la seguente frase “ Io ti battezzo nel none del Redentore, o nel nome del creatore “ il sacramento è da considerarsi nullo.
Poi, è passato a ribadire l’importanza della materia e della forma dell’eucaristia. La materia per l’eucaristia deve essere pane azzimo, esclusivamente di frumento e preparato di recente. Per la problematica legata ai fedeli che sono malati di celiachia bisogna stare attenti , perché l’assenza totale di glutine non è materia conforme per celebrare l’eucaristia.
Il relatore ha continuato il suo intervento precisando che il vino autorizzato per la celebrazione dell’Eucaristia deve essere vino genuino, naturale, frutto di vite. L’utilizzo di sostanze diverse rendono nullo il sacramento.
Alla fine, si è soffermato ad indicare dei casi particolari relativi al problema, di alcuni celebranti, di assumere alcool in particolari momenti della vita per problemi di salute o perché l’alcool non è compatibile con alcuni farmaci. A tal riguardo, il relatore, ha affermato che c’è bisogno di particolare autorizzazione da parte del Vescovo, che in questi casi permette l’utilizzo di mosto non fermentato, senza altre aggiunte. Nel caso però in cui un celebrante in una concelebrazione utilizzi mosto, un altro con concelebrante deve utilizzare il mosto, mentre il resto dei concelebranti utilizza vino genuino.
I lavori sono andati avanti con la partecipazione di Damian ASTIGUETA , Docente pontificia Università Gregoriana, che ha relazionato su “La predicazione della parola di Dio . La catechesi in parrocchia e la preparazione ai sacramenti.”
Il relatore ha evidenziato come i predicatori della Parola predicano Cristo Crocifisso. I presbiteri hanno quindi il compito dell’annuncio della parola alla famiglia religiosa.
I laici testimoniano l’annuncio della parola cooperando con il Vescovo ed i presbiteri .Si appartiene al popolo di Dio con il Battesimo. L’agire del popolo di Dio trova fondamento nel Battesimo , nelle Cresime e consiste nella testimonianza della vita. Per la cooperazione alla diffusione della parola di Dio concorrono i laici, i religiosi, i presbiteri. Sono importanti le catechesi ed i sacramenti. La Chiesa tutta annuncia la parola di Dio.
Ha concluso la terza sessione Raffaele FACCIOLO , Presidente tribunale ecclesiastico Calabro e vicario generale dell’arcidiocesi di Catanzaro- Squillace, che ha relazionato su :” I fedeli laici e le associazioni” .
Il relatore ha detto che bisogna rivisitare il laicato e il fenomeno associativo dei laici.
Partendo dal presupposto di eguaglianza Clero- Laici, che si ha con il Battesimo , i laici devono essere formati e valorizzati, e fare in modo che essi non agiscano mai in nome e per conto proprio.
La Chiesa è da considerare come realtà tutta ministeriale . Un Pastore non può e non deve frenare l’associazionismo e i movimenti, ma il carisma di alcuni movimenti non deve annullare l’Istituto della Chiesa. L’associazionismo, i movimenti devono essere vissuti all’interno della Chiesa da fedeli che vivono l’identità cristiana intesa come appartenenza alla parrocchia. Spetta ai parroci la vigilanza affinché non nascano movimenti che ruotano come orbite e non siano all’interno della Chiesa.
La quarta sessione è stata QUESTIONI PASTORALI.
La sessione è stata aperta da S.E. Mons. Gianfranco GIROTTI, Reggente Penitenziaria Apostolica.
Il relatore ha relazionato su :”Il sacramento della penitenza : aspetti giuridici e pastorali. La penitenza ed il penitenziere diocesano.”
Il relatore ha indicato che il sacramento della penitenza è l’annuncio della conversione. Egli ha detto : “ Un sacerdote ,con il perdono, in qualità di ministro di Dio, compie l’atto più alto del suo sacerdozio .”Il sacramento della penitenza, ha continuato, è il sacramento del perdono. Ha sottolineato come è perdonato solo ciò che è confessato, ma il più grave peccato di oggi è proprio quello di aver perso il senso del peccato e ciò è la causa delle diminuzioni di confessioni.
Bisogna, insegnare ai fedeli, ha continuato, che per certi peccati,come i peccati riservati (ad es. l’aborto) e il peccato sociale( il peccato di qualcuno che si ripercuote su altri), ci si rivolge a chi, nella Chiesa ha una certa autorità e quindi al Vescovo.
La relazione è continuata, con il relatore che ha parlato anche di peccati riservati alla Santa Sede( come la violazione del sigillo sacramentale , la profanazione sacrilega dell’Eucaristia).
L’intervento si è chiuso rilevando l’importanza della presenza del canonico penitenziere all’interno di una Diocesi.
I lavori sono andati avanti con Francesco OLIVA, Docente Istituto Teologico Calabro “S.Pio X”, che ha relazionato sul tema : “ Matrimonio e famiglia”.
Il relatore dopo aver introdotto il discorso, parlando della famiglia, del suo sistema giuridico, del cambiamento della società, ha definito la famiglia come la società naturale fondata sul matrimonio e come esigenza naturale dell’amore, dove non c’ è falsità , e ci si apre ad una persona sinceramente e spontaneamente per dialogare. Le radici, fondamentali, stanno nella vocazione all’amore. Dopo aver ricordato le promesse ed il giuramento che un uomo e una donna fanno di fronte a Dio, ha evidenziato come questo patto d’alleanza costituisce il segno sacramentale , ed il Sacramento non è qualcosa di aggiunto, ma è la stessa realtà . Gesù ha preso l’unione tra uomo e donna e l’ha elevato a segno sacramentale.
Il relatore ha concluso il suo intervento dicendo che la parrocchia, la chiesa , deve preparare al matrimonio soprattutto in questa epoca, in cui si registrano numerose domande di annullamento di matrimonio, perché si arriva a questo Sacramento non preparati nel giusto modo.
La famiglia cristiana ha una notevole importanza, perché l’azione della Chiesa passa attraverso la famiglia cristiana.
A concludere la quarta sessione è stato Piero AMENTA , Officiale Congregazione per il culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, che ha relazionato su” La visita pastorale e il sinodo diocesano “.
Il relatore ha evidenziato come la visita pastorale non è una visita occasionale come per le Cresime o per qualche evento, ma è una visita speciale, completa ed ordinata ,e non è un istituto anacronistico perché ancora oggi ha la sua importanza.
Il relatore, ha continuato affermando che il Direttorio Ecclesiastico dal 1973 definisce la visita pastorale un momento preminente insieme al Sinodo.
Dopo aver dettagliatamente, parlato dei due Istituti e dei compiti del Vescovo in essi, delle finalità degli istituti stessi, ha concluso dicendo che entrambi sono strumenti del Vescovo per esercitare bene il suo Episcopato.
Durante tutte e due le giornate ampio spazio è stato dedicato al dialogo dei partecipanti con i relatori. Tante le domande volte ai relatori, dai partecipanti, che numerosi e da ogni parte della Diocesi, hanno partecipato alla “due giorni”. E’ stato un uditorio attento e partecipe che nelle domande esprimeva la sete di abbeverarsi alla fonte della conoscenza dei relatori. Tale partecipazione attiva e il livello di interattività ha permesso sicuramente ai partecipanti di venir fuori da quest’evento con un arricchimento necessario e bello per vivere la Chiesa.
S.E. Mons Vincenzo Bertolone, alla fine, ringraziando tutti i partecipanti, si è dichiarato contento di queste giornate altamente formative, ma soprattutto di espressione di comunione e di Chiesa.
 

Rosella Varcasia

 

A Trebisacce il 23 e 24 aprile prossimi il primo corso di aggiornamento giuridico-pastorale diocesano

Due giorni per contemplare la Chiesa «che dobbiamo essere». Così monsignor Vincenzo Bertolone, vescovo della Diocesi di Cassano Ionio, presenta il corso di aggiornamento giuridico – pastorale, promosso dalla stessa Diocesi, in programma per il 23 e 24 aprile prossimi a Trebisacce, nei saloni dell’hotel “Miramare Palace”.
Partendo dai testi del Concilio offerti dal Magistero autentico dei Pastori, dalla prassi pastorale e, in modo speciale, dal Codice di diritto canonico, «da intendere anch’esso – spiega monsignor Bertolone - come privilegiato strumento di una pastorale di comunione, più che mera raccolta di leggi positive e mezzo di governo sganciato dalla realtà del Corpo Mistico di Cristo», sacerdoti, laici, esperti della materia e fedeli si ritroveranno a riflettere e meditare sul senso di comunione incarnato dalla Chiesa.
Valido strumento di discernimento ed orientamento sarà il corso trebisaccese, articolato in quattro sessioni ognuna delle quali ispirata ad una unità tematica. La Prima si aprirà con una relazione sulla realtà della Chiesa particolare nei suoi elementi essenziali. Nella Seconda, si tratterà il tema della corresponsabilità ecclesiale, che si esercita negli organi consultivi sia diocesani sia parrocchiali, con uno sguardo agli aspetti patrimoniali ed amministrativi. Quindi, una sessione dedicata alla parrocchia, comunità di fedeli stabilmente costituita nella Chiesa particolare. Quarta ed ultima sessione, quella su altre questioni di non poco conto, come la realtà del matrimonio e della famiglia, l’amministrazione del sacramento della penitenza e la normativa sulla tutela del patrimonio artistico. Obiettivo dichiarato, conferma monsignor Bertolone è quello di «attingere la luce necessaria all’elaborazione di un Regolamento di Curia, in cui siano ben delineati i tratti peculiari di ciascun ufficio e commissioni e le relative finalità, e giungere per questa via anche alla redazione di un Vademecum giuridico-pastorale diocesano, strumento pratico per i sacerdoti e per quanti sono impegnati nell’azione pastorale della Chiesa locale».
Alla due giorni di Trebisacce saranno presenti, tra gli altri: Gianfranco Ghirlanda, rettore della Pontificia Università Gregoriana; monsignor Carlo Redaelli, vescovo ausiliare e Vicario Generale di Milano; Mauro Rivella, sottogretario CEI; S.E. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo; S.E. Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi; Raffaele Facciolo, presidente del Tribunale ecclesiastico calabro; S.E. Gianfranco Girotti, reggente della penitenzeria apostolica; Stefano Russo, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ed ecclesiastici.

 

fonte Comunicato Stampa
Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali
Il Direttore Don Francesco Candia
Info: 0981 71006 - 340 5131367

 

PROGRAMMA

23 aprile 2008
I sessione
Il Vescovo e Curia diocesana

Modera mons. Carmine SCARAVAGLIONE

Ore 8,30

Introduzione
S.E. Mons. Vincenzo BERTOLONE
Vescovo di Cassano all’Ionio
Ore 8,45 La Chiesa particolare. Elementi teologici,
giuridici e pastorali

Gianfranco GHIRLANDA
Rettore Magnifico Pontificia
Università Gregoriana
Ore 9,45 Il Vescovo Diocesano e i suoi compiti
S.E. Mons. Carlo REDAELLI
Vescovo Ausiliare e Vicario Generale di Milano
Ore 10,30 La Curia diocesana: natura, composizione, uffici, compiti e finalità
Gian Paolo MONTINI
Promotore di Giustizia Sostituto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Ore 11,15 La Visita Pastorale e il Sinodo diocesano
Piero AMENTA
Officiale Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti
Ore 12,00 Dialogo con i relatori
23 aprile 2008
II sessione
Corresponsabilità ecclesiale

Modera don Franco OLIVA
Ore 15,30 La corresponsabilità ecclesiale: Consiglio Presbiterale, Collegio dei Consultori e Consiglio Pastorale
Mauro RIVELLA
Sottosegretario C.E.I
Ore 16,15 Il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici e il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici e Consiglio Pastorale Parrocchiale
Mauro RIVELLA
Sottosegretario C.E.I
Ore 17,00 Questioni di carattere patrimoniale e amministrativo
S.E. Mons. Domenico MOGAVARO
Vescovo di Mazzara del Vallo
Ore 17,45 Dialogo con i relatori
24 aprile 2008
III sessione
La parrocchia

Modera don Gaetano SANTAGADA
Ore 8,30 La parrocchia “chiesa locale” e il parroco suo proprio pastore
S.E. Mons. Francesco COCCOPALMERIO
Presidente Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi
Ore 9,15 I fedeli laici e le associazioni
Raffaele FACCIOLO
Presidente Tribunale Ecclesiastico Calabro e Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace
Ore 10,00 La predicazione della Parola di Dio. La catechesi in parrocchia e la preparazione ai sacramenti
Damian ASTIGUETA
Docente Pontifica Università Gregoriana
Ore 10,45 La celebrazione dell’Eucaristia e degli altri sacramenti
Janusz Piotr KOWAL
Docente Pontifica Università Gregoriana
Ore 11,30 Dialogo con i relatori
24 aprile 2008
IV Sessione
Questioni pastorali

Modera mons. Giuseppe RAMUNDO
Ore 15:00 Il sacramento della penitenza: aspetti giuridici e pastorali. La penitenzeria e il penitenziere diocesano
S.E. Mons. Gianfranco GIROTTI
Reggente Penitenzeria apostolica
Ore 15:45 Matrimonio e famiglia
Francesco OLIVA
Docente Istituto Teologico Calabro “S. Pio X”
Ore 16:30 Tutela, conservazione e gestione del patrimonio artistico diocesano e parrocchiale
Stefano RUSSO
Direttore Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici
Ore 17:15 Dialogo con i relatori
  Conclusioni
S.E. Mons. Vincenzo BERTOLONE
   

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