|
|
|
|
|
Diocesi di Cassano
Corso di aggiornamento giuridico pastorale |
 |
|

|
|
DIOCESI DI
CASSANO ALL'IONIO |
|
|
|
"Il Vescovo diocesano
e il suo presbiterio
a servizio della
portio populi Dei" |
| |
| |
|
Corso di aggiornamento
giuridico - pastorale
23 - 24 aprile 2008
Miramare Palace Hotel
Trebisacce |
|
|
L’istanza di comunione del Concilio Vaticano II che
chiama tutti, Vescovo, presbiterio e fedeli, secondo i
propri ministeri e carismi alla corresponsabilità per
il bene del popolo di Dio e per la edificazione del
Corpo di Cristo, è lo scopo del Convegno.
+
Vincenzo Bertolone |
|
|

|
|
|
|

|
|
PHOTO GALLERY - foto © G.
Zaccato |
|

|
|
... clicca qui
» |
|
Trebisacce 24 aprile 2008 - Concluso il
convegno diocesano sulla Chiesa che dobbiamo essere
Due giorni dedicati alla riflessione sulla Chiesa che dobbiamo
essere. Questo è stato il corso di aggiornamento
giuridico-pastorale promosso dalla Diocesi di Cassano e
svoltosi a Trebisacce, nei saloni del “Miramare palace hotel”
nelle giornate del 23 e 24 aprile. Significativo il tema
dell’iniziativa: “Il vescovo diocesano e il suo presbiterio a
servizio della portio populi Dei”.
Ai lavori hanno preso parte, per ciascuno dei due giorni,
oltre seicento tra fedeli, laici, religiosi e sacerdoti
provenienti da diverse diocesi italiane. Ad aprire il
confronto, il Pastore della Chiesa cassanese, monsignor
Vincenzo Bertolone, che ha subito anticipato la volontà di
tratteggiare la «Chiesa che dobbiamo essere, a partire dai
testi del Concilio per come posti dal Magistero dei Pastori,
dalla prassi pastorale e dal Codice di diritto canonico». Al
centro del confronto, la fisionomia e le dinamiche evolutive
della Chiesa universale e, al tempo stesso, di quella
particolare.
Assieme al presule padrone di casa ne hanno discusso, tra gli
altri, il rettore della Pontificia università gregoriana
Gianfranco Ghirlanda; il vescovo ausiliare e vicario generale
di Milano, Carlo Redaelli; il promotore di Giustizia del
Supremo Tribunale della Segnatura apostolica, Gian Paolo
Montini; il direttore dell’Ufficio nazionale per i Beni
culturali ecclesiastici, monsignor Stefano Russo. Monsignor
Ghirlanda ha insistito sulla realtà della Chiesa particolare.
«Chi appartiene a una Chiesa in particolare – ha sottolineato
– appartiene a tutte le Chiese». Legata alla figura del
vescovo diocesano e ai suoi compiti la relazione di monsignor
Redaelli. Dell’organizzazione della Curia diocesana ha parlato
monsignor Montini, mentre monsignor Russo ha snocciolato
suggerimenti per tutela, conservazione e gestione del
patrimonio artistico diocesano e parrocchiale. A chiudere la
prima giornata, il sottosegretario Cei Mauro Rivella e il
vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, che hanno
relazionato sulla corresponsabilità ecclesiale. «Il principio
della partecipazione - ha dichiarato Rivella – costituisce la
ragione d’essere degli organismi diocesani e parrocchiali, da
ravvivare per consentire a ciascuno di vivere quella
responsabilità ecclesiale che attiene alla propria vocazione».
La seconda giornata s’è aperta con l’intervento del presidente
del Pontificio consiglio per i testi legislativi, monsignor
Francesco Coccopalmerio, che ha ribadito l’importanza della
parrocchia, insistendo sulla necessità di una salutare
apertura alla vita diocesana. Damian Astigueta, docente della
Pontifica università gregoriana, s’è poi soffermato sul ruolo
del vescovo, <<colui che chiama e raduna i fedeli della
comunità, centro di costruzione della stessa comunità
cristiana. Comunione e missione trovano nel Vescovo colui che
è chiamato a portarla a compimento, con la forza dello
Spirito>>. Il tema della celebrazione dell’Eucaristia e degli
altri sacramenti è stato invece affrontato da Januzs Piotr
Kowal, anch’egli docente della Pontificia università
gregoriana, che ha approfondito gli aspetti legati
all’Eucaristia, senza trascurare l’argomento delle offerte per
l’applicazione della Messa. <<Il sacerdote – ha precisato –
può trattenere soltanto parte delle offerte ed è tenuto ad
impiegare l’altra per le finalità stabilite dall’Ordinario.
Quanto all’importo dell’offerta, al sacerdote è consentito
accettare quella data spontaneamente dal fedele,
indipendentemente dall’ammontare di essa. Tutte le volte,
però, che manchi la spontaneità, non è lecito chiedere una
somma maggiore di quella definita per tutta la provincia
ecclesiastica>>.
Dopo la meditazione sul ruolo dei fedeli laici e delle
associazioni, svolta da monsignor Raffaele Facciolo,
presidente del Tribunale ecclesiastico calabro, la parola è
passata a monsignor Bertolone, che ha tirato le conclusioni.
<<Insieme – ha chiosato il presule – abbiamo contemplato la
Chiesa che dobbiamo essere. Con tenacia, ci adopereremo per
concretizzare quanto discusso in questi giorni. Valuteremo
altresì l’opportunità di dar vita ad un vademecum
giuridico-pastorale che possa essere utile per il corretto e
rapido disbrigo delle pratiche amministrative e contenere gli
indispensabili suggerimenti pastorali>>. In chiusura, un
invito particolare: <<Vi esorto ad accogliere, con spirito di
servizio e senso di responsabilità, le indicazioni date, la
cui osservanza salvaguarderà dalle possibili deviazioni, dato
che il loro fine ultimo, ma pure quello del nostro agire e
della Chiesa, è il bene dei fedeli e la salvezza delle anime
per le quali il Signore Gesù Cristo ha effuso il suo sangue>>.
Trebisacce, 24 aprile 2008
|
|
fonte
Comunicato Stampa
Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali
Il Direttore Don Francesco Candia
Info: 0981 71006 - 340 5131367 |
|
|
IL VESCOVO DIOCESANO E IL SUO PRESBITERIO A SERVIZIO DELLA
PORTIO POPULI DEI"
Importante evento diocesano ha vissuto la Diocesi di
Cassano allo Ionio.
S.E. Mons.
VINCENZO BERTOLONE, vescovo della diocesi di Cassano All’Ionio
, ha promosso un corso di aggiornamento giuridico pastorale,
dal tema “IL VESCOVO DIOCESANO E IL SUO PRESBITERIO A SERVIZIO
DELLA PORTIO POPULI DEI”:
Il corso è durato due giorni , 23 e 24 aprile 2008 e si è
svolto a Trebisacce.
Il corso è stato voluto da S. E. Mons. Vincenzo Bertolone ,
perché egli ritiene che non si possa prescindere dalla
formazione continua, del presbiterio e del popolo dei fedeli,
per fare Chiesa insieme .
L’aggiornamento è stato diviso in Quattro sessioni di lavoro .
Segue una breve carrellata delle tematiche trattate ed una
sintesi dei concetti più importanti che i relatori hanno
trattato .
La prima sessione è stata :” IL VESCOVO E LA CURIA DIOCESANA”.
A relazionare nella prima sessione è intervenuto Gianfranco
GHIRLANDA, Magnifico Rettore della Pontificia Università
Gregoriana,che ha in particolare relazionato sul tema :” La
Chiesa particolare. Elementi teologici, giuridici e
pastorali.”
Per quanto riguarda la Chiesa particolare, Gianfranco
Ghirlanda ha tenuto a mettere in evidenza come l’episcopato e
il presbiterato sono elementi costitutivi della Chiesa che
necessariamente si ritrovano nella Chiesa Universale.
Interessante come egli abbia tenuto a precisare di riflettere
tra esercizio di potestà e concetto di potestà appartenenti ad
un vescovo.
La potestà ordinaria è l’esercizio autonomo di autorità e, la
potestà del vescovo, egli ha detto, coesiste con l’autorità
del Papa.
Il concetto di esercizio autonomo di tale autorità potrebbe ,
però ,portare erroneamente ad insinuare che la Chiesa sia una
federazione di Chiesa , ma la Chiesa non prende il modello di
una società civile, visto che la Chiesa è unica ed universale.
Ecco , quindi, conclude il relatore , la necessità di
utilizzare il concetto di autonomia in senso corretto , inteso
come autonomia amministrativa all’interno di un tutto sociale.
L’autonomia degli atti amministrativi di una Chiesa
particolare , considerata all’interno di un tutto sociale che
è la Chiesa Universale è quindi autonomia relativa.
Per quel che attiene gli elementi giuridici, egli ha affermato
che le leggi che fa il Vescovo e che fa il Papa valgono per
ogni porzione di popolo di Dio.Certamente la legge particolare
che fa il Vescovo non può essere in contrasto con la legge
universale. Nessuna legge può presumere di rappresentare i
casi concreti , perché la norma è generale ed astratta .La
legge universale , quindi, deve trovare una applicazione
particolare ed il fine grande è la salvezza della “portio
populi”.
Il relatore ha concluso il suo intervento facendo notare la
rilevanza che assume anche il ruolo del “Sinodo Diocesano”,
che è l’organo attraverso cui il Vescovo sostenuto da tutte le
categorie dei fedeli può decidere sull’applicazione del
diritto canonico.
A seguire è intervenuto S. E . Mons. Carlo REDAELLI, Vescovo
generale e Vicario generale di Milano, che ha relazionato sul
tema “Il Vescovo Diocesano ed i suoi compiti”.
Nel suo intervento, il relatore, ha ribadito come il Vescovo
abbia un ministero per una realtà concreta ; egli ha quindi
parlato di ministero della Comunità e non della comunione, in
quanto la concretezza è nella comunità, per esprimere tale
concetto ha utilizzato la seguente frase:” Il vescovo plasma
una comunità ma i vescovi sono plasmati dalla comunità”.
Ancora ha continuato la sua relazione spiegando i compiti di
un Vescovo, che si imbattono in una realtà sempre più grande
di una Chiesa Universale. Mons. Redaelli ha affermato che un
vescovo vive il suo episcopato coordinando tra loro tre
dimensioni: 1)parola,2)sacramenti, 3)carità. I sacramenti si
celebrano se si ascolta la parola e i sacramenti si vivono se
si fa la carità.
A questo punto il relatore pensando all’enciclica “Deus
caritas est” ha spiegato come il rapporto tra 1) santificare,
2)insegnare, 3) governare è completato con la dimensione della
carità.Importante è, ha continuato il relatore, la realtà
parrocchiale in rapporto con la Chiesa Universale, e i luoghi
dove un Vescovo attinge la forza sono sicuramente : l’amore di
Dio, la Comunione con la Chiesa episcopale e la Comunione con
la sua Chiesa.
Sempre nella prima sessione ha relazionato Gian Paolo MONTINI,
promotore di giustizia Sostituto del Supremo Tribunale della
Segreteria Apostolica, che ha relazionato sul tema “ La Curia
diocesana: natura, composizione, uffici, compiti e finalità “.
Nella sua relazione il relatore ha indicato la Curia Diocesana
come organo di partecipazione al Ministero del Vescovo,
avvalendosi di un intervento diviso in tre parti: 1) principi
di base che riguardano una Curia ;2) organizzazione di base;
3) coordinamento degli uffici di Curia.
1)Egli ha evidenziato come i principi su cui si fonda una
Curia sono quattro:a) la vicarietà,b) il servizio,c) la
comunicazione,d) la sussidarietà. . Le persone che lavorano
nella Curia si devono sentire” cum episcopo” ,e quindi non
semplici esecutori, ma interpreti coscienziosi di ciò che dice
il Vescovo, così la Curia è espansione del Vescovo. La Curia è
comunità, ma la sua comunità è parrocchiana, quindi è di
servizio alle parrocchie.La Curia è necessaria per comunicare
con la Chiesa Universale..La Curia , infine si relaziona con
le parrocchie e fa ciò che le parrocchie non possono fare.
2)L’organizzazione di una Curia,ha continuato il relatore,
passa attraverso l’Ufficio, inteso come persone, luogo e
strutture. In maniera dettagliata , sono stati evidenziati gli
elementi dell’Ufficio di curia, confrontandoli con la Curia
Romana.Ha posto l’attenzione, infine sulla differenza tra
ufficio e delega, facendo notare che l’ufficio fa riferimento
ad una struttura , mentre la delega fa riferimento ad una
persona.
3)La Curia, sostiene il relatore deve creare unità nella sua
attività. Si può parlare di Curia burocratica ( Cancelleria,
economato, tribunale) che è la parte più antica della Diocesi
e di Curia pastorale (ufficio per pastorale giovanile, la “migrantes”.
Questa distinzione non giova e sicuramente andrebbe superata
con un ottimo coordinamento, ricordando che il primo
coordinatore è il vescovo coadiuvato dal vicario generale.Per
superare la distinzione tra Curia burocratica e curia
pastorale potrebbe risultare utile unificare il tutto
richiedendo che ogni atto di curia transiti dalla Cancelleria
e ogni ufficio dovrebbe imparare a redigere gli atti sotto
forma di decreto ed essere dotato di potestà ordinaria
.Infine, sarebbe utile creare una consulenza centralizzata
perla redazione di testi e di documenti, perché i documenti
che escono dalla Curia, escano corretti.
Ha chiuso la prima sessione dei lavori Stefano RUSSO,
direttore Ufficio nazionale per i beni culturali
ecclesiastici, che ha relazionato sul tema “Tutela,
conservazione e gestione del patrimonio artistico diocesano e
parrocchiale”.
Il relatore ha relazionato sulla conservazione dei beni
culturali e sulle norme che regolano ciò.
Come prima cosa ha rimarcato come sia necessario che ci sia un
responsabile della gestione artistica. La gestione culturale
ecclesiastica passa anche attraverso la conservazione ordinata
dei Musei , delle biblioteche e degli archivi diocesani .
Per espletare simile lavoro, egli ha detto, occorre far
riferimento ad alcuni organismi come la Consulta Regionale per
i beni ecclesiastici ed istituire commissioni diocesane , che
siano il braccio operativo del Vescovo. In maniera
particolareggiata è stata descritta la composizione della
commissione precisando che, per non creare conflitti di
interesse, i membri della Commissione, non possono svolgere
lavori in diocesi.
La seconda sessione è stata: “CORRESPONSABILITA’ ECCLESIALE”
Questa sessione ha visto intervenire Mauro RIVELLA,
sottosegretario C.E.I.,che ha relazionato su due temi :”La
corresponsabilità ecclesiale: Consiglio presbiterale, Collegio
dei consultori e Consiglio Pastorale”e “Il Consiglio Diocesano
per gli affari economici e il consiglio parrocchiale per gli
affari economici e il consiglio pastorale parrocchiale”.
Sin da subito, il relatore ha evidenziato come questi sei
organismi a livello diocesano, sono uniti dal principio di
corresponsabilità e di partecipazione nella Chiesa.
Con una lunga carrellata ha segnato le tappe dell’evoluzione
normativa di tali organismi, iniziando dal 1974 ed arrivando
all’ultimo documento del 2007, dal quale si evince che bisogna
elaborare uno stile di consenso tra preti, religiosi, laici,
come partecipazione corale del popolo di Dio.
Se nella Diocesi c’è tutta la Chiesa bisogna che tutti i
cristiani abbiano la giusta rappresentanza,ha detto, vivendo
la comunione e riconoscendola come comunione gerarchica.
Ancora il relatore ha continuato “prendere tanti voti ed avere
un posto a Roma, vuol dire servire….. Noi siamo nella Chiesa
perché siamo battezzati e la partecipazione della
corresponsabilità è un’alta democrazia.”
Il desiderio di comunione non significa abdicare dalle proprie
responsabilità , ma significa trovare delle strade in cui il
fedele può esprimersi . Tale concetto è stato così
sintetizzato dal relatore: “se un Vescovo perde il Clero o
perde i fedeli, dov’è la sua vittoria? “
E’ passato poi a illustrare in maniera analitica
l’organizzazione e i compiti dei sei organismi tema della
relazione.
A chiudere la seconda sessione della prima giornata dei lavori
è stato S.E. Mons. Domenico MOGAVARO, vescovo di Mazzaro del
Vallo, che ha relazionato sul tema : “Questioni di carattere
patrimoniale ed amministrativo”.
Il relatore ha sottolineato l’importanza della gestione dei
beni in maniera ordinata ed ha posto l’attenzione sulla
utilità della rendicontazione veritiera. Verità, trasparenza e
legalità sono i principi che la Chiesa per le questioni di
carattere patrimoniale e amministrativo deve seguire in
maniera naturale. Un tale comportamento , egli ha detto :” è
testimonianza di coinvolgimento del popolo di Dio e diventa
bisogno di educarsi a camminare insieme.”
Il relatore dopo aver dettagliatamente indicata la tipologia
delle entrate e quindi le singole voci delle due macrovoci
offerte e tributi, ha concluso il suo intervento affermando
che in materia amministrativa- contabile conoscere è
importante, e conoscere diventa importante per divulgare.
Con questo tema si è conclusa la seconda sessione dei lavori e
la prima giornata di aggiornamento.
La terza sessione è stata : “LA PARROCCHIA”.
I lavori hanno avuto inizio con S.E. Mons. Francesco
COCCOPALMERO, Presidente Pontificio Consiglio per i Testi
Legislativi, che ha relazionato sul tema “La parrocchia chiesa
locale e il parroco suo proprio pastore.”
Il relatore ha definito la parrocchia come “ Comunità di
fedeli, in un ambito territoriale locale, con a capo un
presbitero in comunione con il Vescovo.”
Di ogni parte della definizione ha spiegato in maniera
accurata il significato, affermando alla fine che la
Parrocchia può definirsi Chiesa.
Il relatore è passato poi a definire il parroco indicando due
elementi caratterizzanti tale figura.1) Il parroco è “sub
autoritati episcopi “, in quanto è nominato dal Vescovo e
inoltre è “ pastore proprio” in quanto compie delle attività
di cui è responsabile solo lui.
In maniera dettagliata ha, poi, indicato quali sono i compiti
di un presbitero secondo il diritto canonico, aggiungendo che
“un parroco deve sempre chiedersi cosa farebbe il vescovo al
suo posto.“
La sessione è proseguita con il relatore Ianusz Piotr KOWAL,
Docente pontificia Università Gregoriana, che ha relazionato
su .” La celebrazione dell’Eucaristia e degli altri
Sacramenti”.
Il relatore ha evidenziato come le deformazioni dei Sacramenti
possano procurare l’invalidità di essi. La Chiesa, ha
continuato, non ha il diritto di cambiare ciò che Cristo ha
istituito. Per es. se per celebrare un battesimo si utilizza
la seguente frase “ Io ti battezzo nel none del Redentore, o
nel nome del creatore “ il sacramento è da considerarsi nullo.
Poi, è passato a ribadire l’importanza della materia e della
forma dell’eucaristia. La materia per l’eucaristia deve essere
pane azzimo, esclusivamente di frumento e preparato di
recente. Per la problematica legata ai fedeli che sono malati
di celiachia bisogna stare attenti , perché l’assenza totale
di glutine non è materia conforme per celebrare l’eucaristia.
Il relatore ha continuato il suo intervento precisando che il
vino autorizzato per la celebrazione dell’Eucaristia deve
essere vino genuino, naturale, frutto di vite. L’utilizzo di
sostanze diverse rendono nullo il sacramento.
Alla fine, si è soffermato ad indicare dei casi particolari
relativi al problema, di alcuni celebranti, di assumere alcool
in particolari momenti della vita per problemi di salute o
perché l’alcool non è compatibile con alcuni farmaci. A tal
riguardo, il relatore, ha affermato che c’è bisogno di
particolare autorizzazione da parte del Vescovo, che in questi
casi permette l’utilizzo di mosto non fermentato, senza altre
aggiunte. Nel caso però in cui un celebrante in una
concelebrazione utilizzi mosto, un altro con concelebrante
deve utilizzare il mosto, mentre il resto dei concelebranti
utilizza vino genuino.
I lavori sono andati avanti con la partecipazione di Damian
ASTIGUETA , Docente pontificia Università Gregoriana, che ha
relazionato su “La predicazione della parola di Dio . La
catechesi in parrocchia e la preparazione ai sacramenti.”
Il relatore ha evidenziato come i predicatori della Parola
predicano Cristo Crocifisso. I presbiteri hanno quindi il
compito dell’annuncio della parola alla famiglia religiosa.
I laici testimoniano l’annuncio della parola cooperando con il
Vescovo ed i presbiteri .Si appartiene al popolo di Dio con il
Battesimo. L’agire del popolo di Dio trova fondamento nel
Battesimo , nelle Cresime e consiste nella testimonianza della
vita. Per la cooperazione alla diffusione della parola di Dio
concorrono i laici, i religiosi, i presbiteri. Sono importanti
le catechesi ed i sacramenti. La Chiesa tutta annuncia la
parola di Dio.
Ha concluso la terza sessione Raffaele FACCIOLO , Presidente
tribunale ecclesiastico Calabro e vicario generale
dell’arcidiocesi di Catanzaro- Squillace, che ha relazionato
su :” I fedeli laici e le associazioni” .
Il relatore ha detto che bisogna rivisitare il laicato e il
fenomeno associativo dei laici.
Partendo dal presupposto di eguaglianza Clero- Laici, che si
ha con il Battesimo , i laici devono essere formati e
valorizzati, e fare in modo che essi non agiscano mai in nome
e per conto proprio.
La Chiesa è da considerare come realtà tutta ministeriale . Un
Pastore non può e non deve frenare l’associazionismo e i
movimenti, ma il carisma di alcuni movimenti non deve
annullare l’Istituto della Chiesa. L’associazionismo, i
movimenti devono essere vissuti all’interno della Chiesa da
fedeli che vivono l’identità cristiana intesa come
appartenenza alla parrocchia. Spetta ai parroci la vigilanza
affinché non nascano movimenti che ruotano come orbite e non
siano all’interno della Chiesa.
La quarta sessione è stata QUESTIONI PASTORALI.
La sessione è stata aperta da S.E. Mons. Gianfranco GIROTTI,
Reggente Penitenziaria Apostolica.
Il relatore ha relazionato su :”Il sacramento della penitenza
: aspetti giuridici e pastorali. La penitenza ed il
penitenziere diocesano.”
Il relatore ha indicato che il sacramento della penitenza è
l’annuncio della conversione. Egli ha detto : “ Un sacerdote
,con il perdono, in qualità di ministro di Dio, compie l’atto
più alto del suo sacerdozio .”Il sacramento della penitenza,
ha continuato, è il sacramento del perdono. Ha sottolineato
come è perdonato solo ciò che è confessato, ma il più grave
peccato di oggi è proprio quello di aver perso il senso del
peccato e ciò è la causa delle diminuzioni di confessioni.
Bisogna, insegnare ai fedeli, ha continuato, che per certi
peccati,come i peccati riservati (ad es. l’aborto) e il
peccato sociale( il peccato di qualcuno che si ripercuote su
altri), ci si rivolge a chi, nella Chiesa ha una certa
autorità e quindi al Vescovo.
La relazione è continuata, con il relatore che ha parlato
anche di peccati riservati alla Santa Sede( come la violazione
del sigillo sacramentale , la profanazione sacrilega
dell’Eucaristia).
L’intervento si è chiuso rilevando l’importanza della presenza
del canonico penitenziere all’interno di una Diocesi.
I lavori sono andati avanti con Francesco OLIVA, Docente
Istituto Teologico Calabro “S.Pio X”, che ha relazionato sul
tema : “ Matrimonio e famiglia”.
Il relatore dopo aver introdotto il discorso, parlando della
famiglia, del suo sistema giuridico, del cambiamento della
società, ha definito la famiglia come la società naturale
fondata sul matrimonio e come esigenza naturale dell’amore,
dove non c’ è falsità , e ci si apre ad una persona
sinceramente e spontaneamente per dialogare. Le radici,
fondamentali, stanno nella vocazione all’amore. Dopo aver
ricordato le promesse ed il giuramento che un uomo e una donna
fanno di fronte a Dio, ha evidenziato come questo patto
d’alleanza costituisce il segno sacramentale , ed il
Sacramento non è qualcosa di aggiunto, ma è la stessa realtà .
Gesù ha preso l’unione tra uomo e donna e l’ha elevato a segno
sacramentale.
Il relatore ha concluso il suo intervento dicendo che la
parrocchia, la chiesa , deve preparare al matrimonio
soprattutto in questa epoca, in cui si registrano numerose
domande di annullamento di matrimonio, perché si arriva a
questo Sacramento non preparati nel giusto modo.
La famiglia cristiana ha una notevole importanza, perché
l’azione della Chiesa passa attraverso la famiglia cristiana.
A concludere la quarta sessione è stato Piero AMENTA ,
Officiale Congregazione per il culto divino e la Disciplina
dei Sacramenti, che ha relazionato su” La visita pastorale e
il sinodo diocesano “.
Il relatore ha evidenziato come la visita pastorale non è una
visita occasionale come per le Cresime o per qualche evento,
ma è una visita speciale, completa ed ordinata ,e non è un
istituto anacronistico perché ancora oggi ha la sua
importanza.
Il relatore, ha continuato affermando che il Direttorio
Ecclesiastico dal 1973 definisce la visita pastorale un
momento preminente insieme al Sinodo.
Dopo aver dettagliatamente, parlato dei due Istituti e dei
compiti del Vescovo in essi, delle finalità degli istituti
stessi, ha concluso dicendo che entrambi sono strumenti del
Vescovo per esercitare bene il suo Episcopato.
Durante tutte e due le giornate ampio spazio è stato dedicato
al dialogo dei partecipanti con i relatori. Tante le domande
volte ai relatori, dai partecipanti, che numerosi e da ogni
parte della Diocesi, hanno partecipato alla “due giorni”. E’
stato un uditorio attento e partecipe che nelle domande
esprimeva la sete di abbeverarsi alla fonte della conoscenza
dei relatori. Tale partecipazione attiva e il livello di
interattività ha permesso sicuramente ai partecipanti di venir
fuori da quest’evento con un arricchimento necessario e bello
per vivere la Chiesa.
S.E. Mons Vincenzo Bertolone, alla fine, ringraziando tutti i
partecipanti, si è dichiarato contento di queste giornate
altamente formative, ma soprattutto di espressione di
comunione e di Chiesa.
|
|
Rosella Varcasia |
|
|
A Trebisacce il 23 e 24 aprile prossimi il primo corso di
aggiornamento giuridico-pastorale diocesano
Due giorni per contemplare la Chiesa «che dobbiamo essere».
Così monsignor Vincenzo Bertolone, vescovo della Diocesi di
Cassano Ionio, presenta il corso di aggiornamento giuridico –
pastorale, promosso dalla stessa Diocesi, in programma per il
23 e 24 aprile prossimi a Trebisacce, nei saloni dell’hotel
“Miramare Palace”.
Partendo dai testi del Concilio offerti dal Magistero
autentico dei Pastori, dalla prassi pastorale e, in modo
speciale, dal Codice di diritto canonico, «da intendere
anch’esso – spiega monsignor Bertolone - come privilegiato
strumento di una pastorale di comunione, più che mera raccolta
di leggi positive e mezzo di governo sganciato dalla realtà
del Corpo Mistico di Cristo», sacerdoti, laici, esperti della
materia e fedeli si ritroveranno a riflettere e meditare sul
senso di comunione incarnato dalla Chiesa.
Valido strumento di discernimento ed orientamento sarà il
corso trebisaccese, articolato in quattro sessioni ognuna
delle quali ispirata ad una unità tematica. La Prima si aprirà
con una relazione sulla realtà della Chiesa particolare nei
suoi elementi essenziali. Nella Seconda, si tratterà il tema
della corresponsabilità ecclesiale, che si esercita negli
organi consultivi sia diocesani sia parrocchiali, con uno
sguardo agli aspetti patrimoniali ed amministrativi. Quindi,
una sessione dedicata alla parrocchia, comunità di fedeli
stabilmente costituita nella Chiesa particolare. Quarta ed
ultima sessione, quella su altre questioni di non poco conto,
come la realtà del matrimonio e della famiglia,
l’amministrazione del sacramento della penitenza e la
normativa sulla tutela del patrimonio artistico. Obiettivo
dichiarato, conferma monsignor Bertolone è quello di
«attingere la luce necessaria all’elaborazione di un
Regolamento di Curia, in cui siano ben delineati i tratti
peculiari di ciascun ufficio e commissioni e le relative
finalità, e giungere per questa via anche alla redazione di un
Vademecum giuridico-pastorale diocesano, strumento pratico per
i sacerdoti e per quanti sono impegnati nell’azione pastorale
della Chiesa locale».
Alla due giorni di Trebisacce saranno presenti, tra gli altri:
Gianfranco Ghirlanda, rettore della Pontificia Università
Gregoriana; monsignor Carlo Redaelli, vescovo ausiliare e
Vicario Generale di Milano; Mauro Rivella, sottogretario CEI;
S.E. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo; S.E.
Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio
per i testi legislativi; Raffaele Facciolo, presidente del
Tribunale ecclesiastico calabro; S.E. Gianfranco Girotti,
reggente della penitenzeria apostolica; Stefano Russo,
direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ed
ecclesiastici.
|
|
fonte
Comunicato Stampa
Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali
Il Direttore Don Francesco Candia
Info: 0981 71006 - 340 5131367 |
|
|
PROGRAMMA |
|
23 aprile
2008
I sessione
Il Vescovo e Curia diocesana
Modera mons. Carmine SCARAVAGLIONE |
|
Ore 8,30 |
Introduzione
S.E. Mons. Vincenzo BERTOLONE
Vescovo di Cassano all’Ionio |
|
Ore 8,45 |
La Chiesa particolare. Elementi
teologici,
giuridici e pastorali
Gianfranco GHIRLANDA
Rettore Magnifico Pontificia
Università Gregoriana |
|
Ore 9,45 |
Il Vescovo Diocesano e i suoi
compiti
S.E. Mons. Carlo REDAELLI
Vescovo Ausiliare e Vicario Generale di Milano |
|
Ore 10,30 |
La Curia diocesana: natura,
composizione, uffici, compiti e finalità
Gian Paolo MONTINI
Promotore di Giustizia Sostituto del Supremo Tribunale
della Segnatura Apostolica |
|
Ore 11,15 |
La Visita Pastorale e il Sinodo
diocesano
Piero AMENTA
Officiale Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti |
|
Ore 12,00 |
Dialogo con i relatori |
23 aprile
2008
II sessione
Corresponsabilità ecclesiale
Modera don Franco OLIVA |
|
Ore 15,30 |
La corresponsabilità ecclesiale:
Consiglio Presbiterale, Collegio dei Consultori e
Consiglio Pastorale
Mauro RIVELLA
Sottosegretario C.E.I |
|
Ore 16,15 |
Il Consiglio Diocesano per gli
Affari Economici e il Consiglio Parrocchiale per gli
Affari Economici e Consiglio Pastorale Parrocchiale
Mauro RIVELLA
Sottosegretario C.E.I |
|
Ore 17,00 |
Questioni di carattere patrimoniale
e amministrativo
S.E. Mons. Domenico MOGAVARO
Vescovo di Mazzara del Vallo |
|
Ore 17,45 |
Dialogo con i relatori |
24 aprile
2008
III sessione
La parrocchia
Modera don Gaetano SANTAGADA |
|
Ore 8,30 |
La parrocchia
“chiesa locale” e il parroco suo proprio pastore
S.E. Mons. Francesco COCCOPALMERIO
Presidente Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi |
|
Ore 9,15 |
I fedeli laici e
le associazioni
Raffaele FACCIOLO
Presidente Tribunale Ecclesiastico Calabro e Vicario
Generale dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace |
|
Ore 10,00 |
La predicazione
della Parola di Dio. La catechesi in parrocchia e la
preparazione ai sacramenti
Damian ASTIGUETA
Docente Pontifica Università Gregoriana |
|
Ore 10,45 |
La celebrazione
dell’Eucaristia e degli altri sacramenti
Janusz Piotr KOWAL
Docente Pontifica Università Gregoriana |
|
Ore 11,30 |
Dialogo con i
relatori |
24 aprile 2008
IV Sessione
Questioni pastorali
Modera mons. Giuseppe RAMUNDO |
|
Ore 15:00 |
Il sacramento
della penitenza: aspetti giuridici e pastorali. La
penitenzeria e il penitenziere diocesano
S.E. Mons. Gianfranco GIROTTI
Reggente Penitenzeria apostolica |
|
Ore 15:45 |
Matrimonio e
famiglia
Francesco OLIVA
Docente Istituto Teologico Calabro “S. Pio X” |
|
Ore 16:30 |
Tutela,
conservazione e gestione del patrimonio artistico
diocesano e parrocchiale
Stefano RUSSO
Direttore Ufficio Nazionale per i beni culturali
ecclesiastici |
|
Ore 17:15 |
Dialogo con i
relatori |
| |
Conclusioni
S.E. Mons. Vincenzo BERTOLONE |
| |
|
|
|
|
|
|