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I
conti del turismo sono in rosso nel secondo trimestre del 2008.
Quelli che soffrono di più sono alberghi e ristoranti ed a
pagare il conto più salato è il Mezzogiorno, dove le aziende
commerciali dichiarano perdite notevoli rispetto allo stesso
periodo dell'anno scorso. “Non ci dobbiamo affatto meravigliare
di una notizia del genere”. Questo il commento di Maurizio
Feraudo, presidente del Gruppo Idv in Consiglio regionale, che
dà la colpa di questa situazione alla crisi economica che vivono
le famiglie. “Prima di pensare ad andare in vacanza o
permettersi il lusso di andare al ristorante, una famiglia media
di 4 persone, dove molte volte chi porta a casa lo stipendio è
uno solo, pensa a come riempire il frigorifero e pagare le
bollette. Vacanze e ristoranti sono tra le ultime delle
priorità, anzi, spesso rimangono un sogno nel cassetto”. Il
fatto che sia poi il Mezzogiorno a soffrire di più è quasi
ovvio. “Prendiamo ad esempio la Sibaritide - continua
l'esponente di Idv - è un territorio che offre abbastanza dal
punto di vista storico, culturale ed artistico e, anche dal
punto di vista della ricettività alberghiera o comunque il
commercio in genere, ha ormai poche lacune. Ma, nonostante
tutto, soffre la crisi”. Una crisi evidente nelle presenze.
Luglio è stato un mese in cui le strutture ricettive non erano
piene come al solito, molte case sono rimaste vuote e di
conseguenza le attività commerciali locali ne hanno sofferto.
“Chi può - questa l'analisi di Feraudo - non fa più di una
settimana o dieci giorni di ferie e le fa risparmiando il più
possibile. E' proprio per questo che anche le attività
commerciali del territorio, specialmente i bar e i ristoranti,
dovrebbero un po' adeguarsi e non alzare i prezzi alle stelle.
In alcuni locali si arriva a pagare 2 euro un bicchiere d'acqua
e non è ammissibile. Se poi ci mettiamo il fatto che spesso il
nostro non è un turismo di qualità, allora la frittata è fatta”.
Insomma come dire, ha concluso Feraudo, c'è da venirsi incontro
per continuare a lavorare e non fare la fame. |