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Polemiche,
niente altro che polemiche di retroguardia per un aeroporto che
non c'è, anzi non c'è mai stato. È quanto si rileva da qualche
commento dopo la riunione dell'Hotel Minerva di Marina di
Sibari. Importante, perchè presente la parte pubblica con il
presidente della Provincia Mario Oliverio e i primi fruitori, di
un eventuale servizio aeroportuale a Sibari, con gli
imprenditori del mondo del turismo, dell'agricoltura. Si è
discusso dell'unico, vecchio progetto esistente sulla carta,
pagato, pare, 930 mila euro, e di una altrettanto “vecchia” de -
libera con la quale la Regione si impegnava a tirare fuori circa
5 milioni di euro, che non si sa che fine abbia fatto. Tutti
critici gli interventi, soprattutto per la solita mancanza di
seria volontà politica, e non solo regionale, nei confronti di
questa parte di Calabria, con tutto il peso che essa comporta
nell'economia e nella cultura calabrese. Tutte cose fritte e
rifritte. “Bisogna innanzitutto accertare, definitivamente -
dice il presidente del Comitato pro Sibari provincia Giacinto
Casciaro - quale la reale volontà politica di questa regione con
la quale, malgrado tutto, bisogna fare i conti. È la regione
che, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, è anche
responsabile degli aeroporti nel territorio di competenza. È
dunque la sua volontà politica - ha proseguito Casciaro - che
dovrebbe essere verificata con atto concreto. Non si fanno
aeroporti con 5 milioni di euro di cui, fra l'altro, nulla ad
oggi si è più saputo”. Questo è il primo passo - a parere di
Casciaro - ed è proprio il presidente della Provincia, perché,
istituzionalmente, primo ed unico responsabile politico del
territorio di competenza, che dovrà farsi carico, insieme agli
imprenditori, della conduzione del problema a tutti i livelli.
Per quanto riguarda gli elementi critici del vecchio progetto
gli intervenutihanno messo in evidenza la impossibilità di
espansione, di evoluzione, e quindi di sviluppo, di un aeroporto
che dovrebbe nascere e morire rachitico, solo perché qualcuno
così ha deciso, a priori, in una Calabria che “conti - nua a
vivere sul mors tua vita mea. Che nasca di terzo livello - dice
ancora Casciaro - può anche star bene, ma dovrà essere poi
l'utenza a dimostrarne le condizioni di vita, e forse anche
quelle della morte. L'aeroporto Orio al Serio di Bergamo, per
esempio, nato di recente sottodimensionato, nel giro di pochi
anni è diventato uno degli aeroporti più importanti d'Italia,
grazie all'utenza e alle premesse progettuali che ne hanno
consentito lo sviluppo”.A Infine, la stessa ubicazione è stata
definita inadeguata da più interventi, e quindi da rivedere.
Questo sembra anche essere il parere del giovane “Gestore”
dell'aeroporto di Crotone, il quale avrebbe anche precisato che
nessun disturbo arrecherebbe l'aeroporto di Sibari a quello di
Crotone, anzi. Le polemiche, però, e i soliti campanilismi del
giorno dopo, sempre vivi purtroppo, non si sono fatti
attendere. Per saperne di più abbiamo avvicinato l'ingegnere
Luigi Sauve, rampollo di un'antica e nobile famiglia francese
trapiantata a Sibari da oltre 40 anni. Egli è chiaro nei
concetti, semplice nell‘espres - sione, galantuomo nei
comportamenti. Invitato a dire la sua risponde: “ Io non sono in
grado di dire quale sia il posto più giusto per un aeroporto da
queste parti. Il primo passo è quello di verificare subito,
com'è stato detto, la volontà politica della Regione. Non si può
continuare a girare intorno, all'infinito, ad infrastrutture di
questo genere, per i motivi che tutti già conosciamo. Il secondo
passo è la figura del “Gesto - re” che potrà essere individuato
con bando pubblico. Per il resto credo ci sia bisogno di tutto
tranne che di polemiche. Il sito? Sono convinto che un aeroporto
sia qualcosa di diverso da un qualsiasi ufficio che ognuno
vorrebbe sotto casa. Nel caso specifico credo non sia difficile
immaginare quali le difficoltà, per la stessa natura dei
villaggi turistici, potrebbero presentarsi, per esempio,
nell'atterraggio, il decollo, il rombo dei motori in arrivo e in
partenza, elementi, questi, fondamentali che non possono non
essere tenuti in seria considerazione |