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Martedì 12 Agosto 2008

Corigliano. Confronto alla presenza del presidente della Provincia Mario Oliverio Casciaro: «Verifica sulla Regione»Polemiche sulla realizzazione dell’aeroporto di Sibari

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 13.08.08  h. 7.00

Polemiche, niente altro che polemiche di retroguardia per un aeroporto che non c'è, anzi non c'è mai stato. È quanto si rileva da qualche commento dopo la riunione dell'Hotel Minerva di Marina di Sibari. Importante, perchè presente la parte pubblica con il presidente della Provincia Mario Oliverio e i primi fruitori, di un eventuale servizio aeroportuale a Sibari, con gli imprenditori del mondo del turismo, dell'agricoltura. Si è discusso dell'unico, vecchio progetto esistente sulla carta, pagato, pare, 930 mila euro, e di una altrettanto “vecchia” de - libera con la quale la Regione si impegnava a tirare fuori circa 5 milioni di euro, che non si sa che fine abbia fatto. Tutti critici gli interventi, soprattutto per la solita mancanza di seria volontà politica, e non solo regionale, nei confronti di questa parte di Calabria, con tutto il peso che essa comporta nell'economia e nella cultura calabrese. Tutte cose fritte e rifritte. “Bisogna innanzitutto accertare, definitivamente - dice il presidente del Comitato pro Sibari provincia Giacinto Casciaro - quale la reale volontà politica di questa regione con la quale, malgrado tutto, bisogna fare i conti. È la regione che, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione,  è anche responsabile degli aeroporti nel territorio di competenza. È dunque la sua volontà politica - ha proseguito Casciaro - che dovrebbe essere verificata con atto concreto. Non si fanno aeroporti con 5 milioni di euro di cui, fra l'altro, nulla ad oggi si è più saputo”. Questo è il primo passo - a parere di Casciaro - ed è proprio il presidente della Provincia, perché, istituzionalmente, primo ed unico responsabile politico del territorio di competenza, che dovrà farsi carico, insieme agli imprenditori, della conduzione del problema a tutti i livelli. Per quanto riguarda gli elementi critici del vecchio progetto gli intervenutihanno messo in evidenza la impossibilità di espansione, di evoluzione, e quindi di sviluppo, di un aeroporto che dovrebbe nascere e morire rachitico, solo perché qualcuno così ha deciso, a priori, in una Calabria che “conti - nua a vivere sul mors tua vita mea. Che nasca di terzo livello - dice ancora Casciaro - può anche star bene, ma dovrà essere poi l'utenza a dimostrarne le condizioni di vita, e forse anche quelle della morte. L'aeroporto Orio al Serio di Bergamo, per esempio, nato di recente sottodimensionato, nel giro di pochi anni è diventato uno degli aeroporti più importanti d'Italia, grazie all'utenza e alle premesse progettuali che ne hanno consentito lo sviluppo”.A Infine, la stessa ubicazione è stata definita inadeguata da più interventi, e quindi da rivedere. Questo sembra anche essere il parere del giovane “Gestore” dell'aeroporto di Crotone, il quale avrebbe anche precisato che nessun disturbo arrecherebbe l'aeroporto di Sibari a quello di Crotone, anzi. Le polemiche, però, e i soliti campanilismi del giorno  dopo, sempre vivi purtroppo, non si sono fatti attendere. Per saperne di più abbiamo avvicinato l'ingegnere Luigi Sauve, rampollo di un'antica e nobile famiglia francese trapiantata a Sibari da oltre 40 anni. Egli è chiaro nei concetti, semplice nell‘espres - sione, galantuomo nei comportamenti. Invitato a dire la sua risponde: “ Io non sono in grado di dire quale sia il posto più giusto per un aeroporto da queste parti. Il primo passo è quello di verificare subito, com'è stato detto, la volontà politica della Regione. Non si può continuare a girare intorno, all'infinito, ad infrastrutture di questo genere, per i motivi che tutti già conosciamo. Il secondo passo è la figura del “Gesto - re” che potrà essere individuato con bando pubblico. Per il resto credo ci sia bisogno di tutto tranne che di polemiche. Il sito? Sono convinto che un aeroporto sia qualcosa di diverso da un qualsiasi ufficio che ognuno vorrebbe sotto casa. Nel caso specifico credo non sia difficile immaginare quali le difficoltà, per la stessa natura dei villaggi turistici, potrebbero presentarsi, per esempio, nell'atterraggio, il decollo, il rombo dei motori in arrivo e in partenza, elementi, questi, fondamentali che non possono non essere tenuti in seria considerazione

Giacinto De Pasquale

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