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“Complice”
il maltempo della giornata d’allestimento, che ha costretto a
far... traslocare lo stand dalla zona in origine assegnatale, la
Calabria ha preso parte alla 19. edizione di Galassia Gutenberg,
a Napoli da venerdì 28 marzo fino a lunedì scorso, in una
posizione decisamente strategica, privilegiata: nell’area
d’ingresso della manifestazione. La circostanza ha dato una mano
al successo complessivo registrato dalla partecipazione alla
collaudata rassegna libraria, che ha messo in vetrina
pubblicazioni di ben quindici case editrici calabresi: Savir,
Città del Sole, Csa, D’Ettoris, Periferia, Settecolori, Kaleidon,
Klipper, La Mongolfiera, Laruffa, Leonida, Pellegrini, Memoria,
Nuova Bios e Qualecultura.
La consistente presenza è stata favorita dall’iniziativa della
Regione di mettere sù una postazione nella quale ospitare,
gratuitamente, il mondo editoriale calabrese interessato: il
resto lo hanno fatto i testi inviati a Napoli, molti dei quali
hanno suscitato quell’interesse pratico, concreto,
rappresentato, poi, dagli acquisti. Che hanno visto primeggiare
i volumi dedicati alla ‘ndrangheta dati alle stampe da Arcangelo
Badolati, Nicola Gratteri, Antonio Nicaso per i tipi della
Klipper e di Pellegrini: una scelta a conferma dell’attenzione
diffusa per i morti ammazzati calabresi che con frequenza bucano
il video sul cui retroterra, però, la gente ha fame di sapere,
di approfondire.
Nelle preferenze manifestate dal pubblico si sono difese bene,
comunque, un po’ tutte le “tematiche” sviluppate dai libri
esposti: dalla saggistica musicale, per esempio, alla storia
dell’arte, alle fiabe e alle filastrocche, su cui si sono
concentrate in particolare le scolaresche convenute numerose
nell’area fieristica.
Ma non è stata solo una mostra-mercato, Galassia Gutenberg. Il
tandem Bottega Editoriale - Sistema Bibliotecario Vibonese, al
quale la Regione Calabria (presente a Napoli anche con il
dirigente dell’assessorato alla cultura Giacinto Gaetano) ha
affidato l’organizzazione e la gestione dello spazio espositivo
e di tutto quanto intorno a esso poteva girare, ha infatti
predisposto anche una serie di appuntamenti promozionali per
l’editoria calabrese. Ciò ha consentito ai visitatori, tra
l’altro, di assistere alla presentazione dei libri pubblicati da
Periferia sul romanziere cosentino Nicola Misasi (figura di
spicco nella letteratura meridionale dell’Ottocento), uno
firmato da Maria Fontana Ardito, l’altro da Domenico Marino; di
partecipare al dibattito sull’archeologia industriale nel
Mezzogiorno d’Italia (lo spunto l’ha offerto volume “La fabbrica
di cellulosa e la Villa Fabbricotti di Serra San Bruno
(1892-1928)” di Brunello De Stefano Manno e Stefania Pisani,
edito recentemente da CittàCalabria); di soffermarsi sui
“Diversi stili in Campania”, peraltro evidenziati da una terna
di volumi, scritti da Carlo Napolitano, Filippo Pio e Alessandra
Galdiero, stampati dall’editrice (...crotonese!) Csa.
Tanti i visitatori particolarmente “motivati” dello stand
calabrese a Galassia Gutenberg. Fra essi, il costituzionalista
Stefano Rodotà, il filosofo Gianni Vattimo, Mauro Giancaspro
(direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli e primo
direttore, negli anni Ottanta-Novanta della Biblioteca Nazionale
di Cosenza), il sindaco del capoluogo campano Rosa Russo
Jervolino. Significativa, nello scambio di battute con le
operatrici e gli operatori impegnati nello stand, l’affermazione
di Vattimo secondo il quale - nonostante ciò che si pensa - il
dibattito intellettuale e sociale è più attivo nel Mezzogiorno
d’Italia che nel Settentrione.
A fare gli onori di casa agli ospiti, tra gli altri, Gilberto
Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, e Fulvio
Mazza, responsabile dell’agenzia rendese Bottega Editoriale, le
due strutture delegate a curare la partecipazione calabrese alla
rassegna partenopea.
Soddisfazione, per l’esito della “sperimentazione”, ha espresso
Mimmo Cersosimo, vicepresidente della Regione. Essa dimostra -
ha detto - come la Calabria sappia, cogliendo le occasioni
giuste, anche esportare cultura. Da qui - ha preannunciato -
l’intenzione di ripetere l’esperienza anche a Torino, al
prossimo Salone internazionale del Libro.
Ad avviso di Cersosimo la partecipazione a queste importanti
manifestazioni può essere, in effetti, un valido, «utile modo
per lanciare un’immagine diversa dell’editoria e della cultura
calabrese, un modo diverso e concreto per confrontarsi e
inserirsi nel dibattito nazionale e per mettersi in rete in
circuiti più ampi».
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