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Questa la foto della seduta di consiglio comunale andata in
scena mercoledì. La cronaca prende spunto dalla pregiudiziale
posta, ad inizio dei lavori, da un centrosinistra a ranghi
ridotti: lamentando la presunta illegittimità della nomina d’uno
revisori dei conti, le minoranze chiedono di sanare il vulnus.
Dopo una lunga sospensione, il voto. Con l’aula che respinge
l’eccezione e dispone per il prosieguo. Tocca allora
all’assessore alle finanze, Domenico Maffia, presentare i dati
dello strumento contabile: 21 milioni di euro in entrata ed in
uscita, 300.000 euro d’avanzo d’amministrazione, aliquote
tributarie invariate. Pd, Ps e Sinistra Arcobaleno contestano le
scelte dell’amministrazione comunale, ma le critiche più feroci
giungono dall’Udc. A farsene latore, l’ex presidente
dell’assemblea, Antonio Golia. <<Il mio voto favorevole al
bilancio – spiega – è tecnico, e non politico. Mi sento distante
da questa maggioranza. La mia formazione ed il mio sentire,
politico e culturale, sono diversi da quelli del sindaco: in
questi anni, su più d’una questione, differenti sono stati i
rispettivi punti di vista>>. Quindi, l’affondo: <<Non so se
l’anno prossimo confermerò la mia ricandidatura tra le fila
dell’Udc>>. Lo scudocrociato abbozza e non replica, il
centrosinistra infierisce e denuncia lo scollamento ed il
tracollo della maggioranza. Poco prima delle due del mattino, si
va alla conta, ed il bilancio viene approvato.
Ce ne sarebbe già abbastanza per le cronache, ma ieri all’ora di
pranzo arriva il nuovo colpo di scena. Con l’Udc che lancia
segnali di fumo all’opposizione. <<Le dichiarazioni di Golia –
commenta il segretario e capogruppo dello scudocrociato, Mimmo
Lione – sono frutto di una posizione personale, non condivisa né
dal partito né dal gruppo. Ad ogni modo, riteniamo importante
essere giunti, anche col voto di Golia, all’approvazione del
quinto bilancio previsionale della sindacatura Gallo>>. Quindi,
l’apertura al dialogo. <<Nel corso del dibattito, specie da
parte del Pd, sono state pronunciate parole significative,
dimostrazione della volontà che a guidare il Comune, fino alle
elezioni del 2009, sia comunque la politica, e non un
commissario prefettizio. Questo è anche il nostro intento.
Facciamo appello al senso di responsabilità dell’intero
consiglio affinché il confronto sui grandi temi, quali la
risoluzione del dissesto o la costituzione dell’area urbana
della Sibaritide, prosegua e maturi>>.
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