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Per alcuni, che forse avevano persino dimenticato la vigenza del
provvedimento che lo stesso annuncia, è troppo grande e per di
più indecoroso, <<perché ci fa fare una brutta figura coi
turisti>>. Per i Carabinieri, che lo hanno ricollocato al suo
posto, è semplicemente più nitido e meglio leggibile.
È il cartellone simil-pubblicitario che ricorda al mondo intero
una triste verità: il villaggio turistico di Marina di Sibari è,
da 43 mesi, sotto sequestro giudiziario. Il dato (e il cartello)
che il fluire del tempo aveva lavato dalla memoria collettiva è
stato ora ripristinato, per rendere visibili, almeno
virtualmente, i sigilli apposti alla cittadella delle vacanze.
Divenuta corpo del reato il 2 d’agosto del 2004, quando il pm
Baldo Pisani, tirando le somme di mesi d’indagini, aveva
decretato il sequestro della cittadella delle vacanze
nell’ambito di un’inchiesta avviata per individuare i
responsabili delle continue infiltrazioni degli scarichi fognari
nell’acquedotto.
Quattro anni dopo, quel sequestro non ha ancora perso efficacia,
anche perché mai nessuno ha chiesto o accettato la restituzione
del villaggio corpo del reato. Anche questa, al pari del danno
d’immagine patito coi vacanzieri, una figuraccia. Per non
scordarla, c’è ora un bel cartellone: pubblicità progresso.
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