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<<Sono
nella maggioranza, ma da uomo libero continuerò ad esprimermi
secondo scienza e coscienza, come sempre ho fatto>>.
Pensieri e parole di Antonio Golia, l’ex presidente
dell’assemblea consiliare che con i suoi distinguo, in più
d’un’occasione, ha fatto tremare la squadra di governo
capeggiata da Gianluca Gallo. L’ultimo brivido mercoledì sera,
quando durante il dibattito sul bilancio, Golia ha annunciato un
voto sì favorevole, <<ma squisitamente tecnico>>. <<All’indomani
del consiglio – dice ora – ho letto ricostruzioni che reputo
inesatte>>. Prima precisazione: <<Non ho mai negato l’ipotesi di
una mia ricandidatura in consiglio alle prossime elezioni>>.
Seconda sottolineatura: <<Il mio dissenso scaturisce dalla
diversità di vedute rispetto al sindaco>>. Divorzio? Piuttosto,
separazione in casa. <<Siamo uniti ma divisi>>, afferma Golia.
<<Tra noi c’è un abisso, sotto il profilo dell’esperienza e del
modo di intendere la politica e la quotidianità>>. A seguire,
una serie di esempi causa dell’inesorabile distacco. Su tutti,
le vicende legate alla realizzazione della scuola materna di
Lauropoli, l’ammodernamento di piazza Capolanza e, da ultimo, un
emendamento al bilancio. Che Golia avrebbe voluto veder votato
dai suoi colleghi, ma che è stato dichiarato inammissibile.
<<Era una proposta – spiega – tesa ad arginare il fenomeno del
precariato, sofferto da tanti nostri giovani. Mi era stato
assicurato sostegno, invece sono rimasto solo a portare avanti
l’iniziativa>>.
Cosa succederà adesso, dopo lo strappo comunque innegabile?
Golia assicura fedeltà all’Udc, ma rivendica libertà <<di scelta
ed azione>> in consiglio, rispetto alle direttive della
segreteria sezionale guidata da Mimmo Lione, <<la cui nomina>>,
specifica, <<è figlia di metodi che continuo a non
condividere>>. Quindi, la stoccata destinata proprio al
segretario-capogruppo: <<Ho appreso della sua disponibilità ad
un’intesa con l’opposizione sui grandi temi. Mi sembra una
rincorsa alle mie posizioni, che denota scarsità di idee e
fantasia>>. Ovvero: <<Quando i consiglieri Clausi e Garofalo
passarono all’opposizione, invitai il sindaco ad aprire la crisi
e procedere, se necessario, anche ad un allargamento della
maggioranza. Non sono stato ascoltato, ma resto favorevole
all’ipotesi dell’allargamento>>. A chi, domanda il cronista?
<<Chieda al partito>>, risponde Golia. È l’ultima battuta. Di
certo, non l’ultima puntata delle turbolente cronache da casa
Udc.
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