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L’azienda produttrice di angurie esibisce le debite
autorizzazioni regionali, ma per fugare ogni dubbio, il Comune
di Cassano ha chiesto l’intervento chiarificatore della Polizia
Municipale e del Corpo Forestale dello Stato.
La storia: nei giorni scorsi, al Municipio cassanese giungono
segnalazioni che lamentano il taglio di piante a ridosso
dell’argine sibarita del grande fiume. Palazzo di città si mette
in moto e sguinzaglia i segugi dell’Ufficio municipale ambiente.
I primi accertamenti offrono un quadro provvisorio della
vicenda: sui terreni in questione, in effetti, d’un estensione
alquanto ampia, sarebbe stato effettuato un disboscamento, ma
sulla scorta di regolare autorizzazione della Regione Calabria.
La stessa al rilascio della quale, senza successo, si era in
passato opposta l’associazione “Amici della terra”, ente gestore
della riserva naturale che insiste alla foce del Crati. Caso
chiuso? Non proprio: l’intera foce del Crati, dall’ottobre del
2006, è sottoposta a sequestro giudiziario nell’ambito di
un’inchiesta coordinata dalla Procura di Castrovillari. Diversi,
dunque, i profili da vagliare. Nessuna violazione di legge è
stata finora contestata, e non è detto che alla fine una qualche
violazione sarà riscontrata. Ma perché non residuino ombre, le
verifiche procedono. Demandate ora a Vigili Urbani e Corpo
Forestale dello Stato.
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