|
<<Dalle
urne arriva un verdetto inequivocabile: il Partito della libertà
ha i numeri anche per rivendicare la guida della città>>. Suona
quasi come un avviso di sfratto agli inquilini di Palazzo di
città la lettura che del voto dà l’ex sindaco Roberto Senise.
Dalle parti dell’Udc, però, forti del successo ottenuto dallo
scudocrociato, arriva pronta la replica: <<L’elettorato ha
premiato il buon lavoro del sindaco>>.
Insomma, il voto divide pure ad urne chiuse. Soprattutto, divide
il centrodestra, che per la prima volta in città ha fatto sue,
nel complesso, percentuali da capogiro, andando ben oltre il 60%
dei consensi espressi e lasciando l’osso ad un centrosinistra
che, dopo aver a lungo spadroneggiato, si ritrova ora ad essere
minoritario. Supera infatti la prova del fuoco, ma non sfonda né
avanza, il Partito democratico, che raccoglie il 24% (il 27% al
Senato), ottenendo all’incirca gli stessi suffragi messi
insieme, nel 2006, da Ds, Margherita e Pdm. In linea col pessimo
dato nazionale la Sinistra Arcobaleno, ferma al 2,5%. Male il
Partito socialista, al suo minimo storico: complice anche
l’allontanamento dell’assessore provinciale Rosetta Console, il
Ps non va oltre il 6%, nonostante l’effetto traino teoricamente
assicurato da un candidato locale, il consigliere comunale
Stefano Petrosino. Il resto è tutto per il centro e per la
destra: al 24% l’Udc del primo cittadino e candidato alla Camera
Gianluca Gallo (17% il dato al Senato: una differenza di 700
voti che, ci fossero stati, avrebbero sicuramente fatto piacere
all’ormai ex senatore centrista Gino Trematerra). Ben oltre il
30%, invece, è andato al neonato Pdl. <<Il responso elettorale –
canta vittoria Senise, nella sua veste di presidente del locale
circolo della libertà e di responsabile regionale enti locali di
Fi - è in linea con le percentuali guadagnate in ambito
nazionale. La vittoria era nell’aria dopo il fallimento del
governo Prodi>>. Da qui s’arriva al lancio della sfida per la
conquista del Municipio. <<E’ evidente che tale risultato,
frutto dell’operato comune, ci stimola ancor di più a riunire
tutte le forze che si richiamano al Popolo della libertà, senza
divisione alcuna, al fine di elaborare un progetto unitario per
il rilancio sociale ed economico di Cassano. Ci candidiamo
pertanto a guidare la città>>. Già pronto lo slogan, coniato da
Senise sul modello berlusconiano: <<Rialzati Cassano>>.
Dalle parti dell’Udc, però, l’avviso di sfratto viene respinto
al mittente. <<La città si sta già rialzando, sia pur a fatica,
dopo la caduta patita durante la sindacatura di Senise>>,
ribatte il capogruppo consiliare dello scudocrociato, Mimmo
Lione. <<I cassanesi>>, aggiunge, <<hanno premiato la coerenza,
la serietà a la bontà delle nostre proposte politiche e la
candidatura qualificata del sindaco Gallo, dirigente politico
serio e qualificato>>. Nessun passo indietro, dunque, in vista
dell’appuntamento della primavera del 2009. Al contrario, avanti
tutta. Se necessario, anche verso lo scontro con gli ex alleati.
<<Il risultato conseguito – chiosa Lione - ci sprona ad andare
avanti fiduciosi anche per la prossima competizione
amministrativa del prossimo anno>>.
E mentre nel centrodestra già si affilano le armi per i prossimi
duelli, resta sullo sfondo il dato che nessuno commenta: in
città ha votato appena il 61% degli elettori, rispetto al già
scarso 65% di due anni addietro. Non sarà che, per caso,
qualcosa non va?
|