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Cominciate le operazioni di dragaggio del canale Stombi.
Obiettivo dichiarato: ripristinarne la navigabilità entro la
fine del mese.
Giunta la primavera, tornano in cronaca le avventure dello
Stombi: il dispettoso rigagnolo biondo che unisce allo Ionio le
darsene dei laghi di Sibari, e con le sue bizze fa impazzire il
mondo, è insabbiato, e pertanto interdetto alla navigazione.
Sulle sue acque si cammina da novembre, da quando una violenta
mareggiata (la prima di una lunga serie), complice la gran massa
di detriti trascinati in mare dal fiume Crati, ha alzato un muro
di ghiaia alla foce del canale sibarita. Adesso si pregusta la
normalità, sia pur precaria e provvisoria come sempre.
Da qualche giorno, infatti, le draghe ingaggiate dal Comune
hanno intrapreso i lavori di dragaggio, utilizzando gli ultimi
spiccioli del finanziamento stanziato, nel corso del 2007, dalla
Provincia di Cosenza. In queste ore impegnata nell’espletamento
delle procedure per l’affidamento dei lavori di bonifica per i
mesi a venire, garantiti da un nuovo, cospicuo stanziamento già
formalizzato dall’assessore provinciale ai trasporti, Giuseppe
Gagliardi. Conferma intanto Nunzio Masotina, presidente
dell’associazione “Laghi di Sibari”, ente di gestione del porto
turistico: <<I lavori per la rimozione dei banchi di sabbia sono
cominciati. Contiamo di riaprire il canale, almeno parzialmente,
già per la fine della settimana prossima>>. Aggiunge Masotina:
<<Con i fondi messi a disposizione dalla Provincia con grande
senso di responsabilità, riusciremo ad andare avanti per qualche
mese, garantendo un’estate tranquilla, ma questo non cancella le
preoccupazioni. Servono interventi strutturali: la Regione
Calabria, che pure aveva assunto impegni chiari, non ha ancora
dato risposte certe. Speriamo di ricevere presto segnali
positivi>>.
Il ritorno alla navigabilità s’annuncia, per qualche settimana
ancora, causa lavori in corso, solo parziale. E limitato,
presumibilmente, alle piccole imbarcazioni. Raccomandazioni ai
diportisti: non superare mai i due nodi di velocità; tenere
pronte le ancore, per dar fondo all’occorrenza; manovrare in
presenza di condizioni meteo favorevoli; ridurre al minimo la
velocità in prossimità delle porte vinciane; osservare
scrupolosamente le regole d’impegno in caso di presenza,
all’interno del canale, di più imbarcazioni.
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