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Lunedì 21  Aprile 2008

Cassano – Circa tremila le presenze per assistere all'evento - Marija Pavlovic a Cassano.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 30.04.08  h. 22.00


Marija Pavlovic


Durante la preghiera, improvvisa, la pausa. Tutt’attorno, il silenzio di migliaia di persone. Poi, il dialogo, mormorato, impercettibile, per un decina di minuti. Da una parte, una donna esile e forte. Dall’altra, secondo il suo racconto, la Vergine Maria.
La Madonna sarebbe apparsa ieri a Marija Pavlovic, una dei sei veggenti di Medjugorje, villaggio della Bosnia Erzegovina in cui, il 24 giugno del 1981, sarebbero cominciate le apparizioni della Vergine. È stata lei stessa a rivelarlo agli oltre tremila fedeli accorsi ieri a Cassano da ogni angolo del Meridione per prender parte all’incontro di preghiera organizzato e svoltosi nel borgo ionico.
Le cronache dal mistero della fede si aprono con la decina di pullman e le centinaia di auto che prendono d’assalto la città sin dall’ora di pranzo. A migliaia vanno a cercare un posto in Cattedrale, per non mancare all’appuntamento con Marija Pavlovic. Chi resta fuori trova sistemazione in piazza Matteotti, davanti al maxischermo allestito per l’occasione, ovvero la visita della donna, oggi quarantatreenne madre di quattro figli, che nel 1981, insieme con cinque amici, su una collina di Medjugorie, la Crnica, vide per la prima volta la Vergine. Da allora la “Gospa”, come la chiama lei in croato, le si ripresenterebbe tutti i giorni: alle sei meno un quarto del pomeriggio ora solare, ovunque si trovi. E il 25 di ogni mese le rivelerebbe un messaggio pubblico, da divulgare, tramite il parroco di Medjugorje, a tutto il mondo.
Sul caso, al momento, la Santa Sede non si è ancora pronunciata ufficialmente. Marija Pavlovic, tuttavia, lascia intendere d’aver fiducia nella Chiesa e a chi le si fa incontro, con molta semplicità, spiega: <<Non ho alcun potere soprannaturale. A chi mi chiede aiuto dico: posso pregare per te, ma la mia preghiera vale come la tua, la Madonna ascolta tutti>>. Sono le parole che affida a chi le sta vicino prima che inizino le funzioni previste dal programma: recita del rosario, adorazione eucaristica, testimonianza, messa. La Pavlovic apre il suo racconto con la ricostruzione delle difficoltà vissute dai cattolici nel suo Paese durante il regime comunista. Quindi, l’interpretazione dell’esperienza mariana. <<La Madonna – sottolinea in perfetto italiano nel Duomo pieno all’inverosimile - ci aiuta a capire che dobbiamo mettere Dio al primo posto nella nostra vita. All’inizio, noi ci siamo innamorati della sua bellezza e abbiamo cominciato a seguirla in tutto ciò che lei ci diceva. Ma pian piano abbiamo cominciato a capire che l’importante è che la Madonna ci ha permesso di innamorarci di lei per poi portarci a Gesù; e ha detto che Gesù deve essere al centro della nostra vita. Anche noi, allora, abbiamo cominciato ad avere l’esperienza della preghiera. E posso dirvi adesso che non ci siamo pentiti, perché abbiamo scoperto Dio, abbiamo capito che a chi bussa sarà aperto>>. A seguire, l’esortazione alla fraternità ed alla conversione: <<Tante volte guardiamo le persone e le scrutiamo dalla testa ai piedi senza profferire parola, mentre la Madonna ci invita a vedere le cose positive nelle persone che vivono intorno a noi, nei nostri prossimi. Spesso diamo ai nostri figli solo le cose materiali e pensiamo di darne sempre di più, ma vediamo la povertà dei loro cuori quando non gli abbiamo dato Dio, quando non li abbiamo istruiti nella preghiera. Per questo è arrivata la Madonna: lei fa capire a tutti noi che ognuno di noi è suo figlio e che possiamo cominciare anche oggi a vivere una vita nuova anche se abbiamo 90 anni>>.
Infine, inattesa e certo suggestiva, l’apparizione: conclusa la testimonianza e ripresa la preghiera, Marija Pavlovic d’improvviso s’interrompe, alzando gli occhi al cielo ed iniziando un dialogo incomprensibile, nonostante il silenzio ed il raccoglimento generale. Lei stessa, in coda a dieci minuti intensi quanto irreali, conferma l’evento: <<La Madonna mi è apparsa, ho parlato con lei>>. Impossibile saperne di più. La serata continua con la santa messa, officiata dal parroco della Cattedrale, monsignor Silvio La Padula. All’ora del tramonto, il ritorno a casa e l’arrivederci a Medjugorje.

 

Gianpaolo Iacobini

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