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Durante la preghiera, improvvisa, la pausa. Tutt’attorno, il
silenzio di migliaia di persone. Poi, il dialogo, mormorato,
impercettibile, per un decina di minuti. Da una parte, una donna
esile e forte. Dall’altra, secondo il suo racconto, la Vergine
Maria.
La Madonna sarebbe apparsa ieri a Marija Pavlovic, una dei sei
veggenti di Medjugorje, villaggio della Bosnia Erzegovina in
cui, il 24 giugno del 1981, sarebbero cominciate le apparizioni
della Vergine. È stata lei stessa a rivelarlo agli oltre tremila
fedeli accorsi ieri a Cassano da ogni angolo del Meridione per
prender parte all’incontro di preghiera organizzato e svoltosi
nel borgo ionico.
Le cronache dal mistero della fede si aprono con la decina di
pullman e le centinaia di auto che prendono d’assalto la città
sin dall’ora di pranzo. A migliaia vanno a cercare un posto in
Cattedrale, per non mancare all’appuntamento con Marija Pavlovic.
Chi resta fuori trova sistemazione in piazza Matteotti, davanti
al maxischermo allestito per l’occasione, ovvero la visita della
donna, oggi quarantatreenne madre di quattro figli, che nel
1981, insieme con cinque amici, su una collina di Medjugorie, la
Crnica, vide per la prima volta la Vergine. Da allora la “Gospa”,
come la chiama lei in croato, le si ripresenterebbe tutti i
giorni: alle sei meno un quarto del pomeriggio ora solare,
ovunque si trovi. E il 25 di ogni mese le rivelerebbe un
messaggio pubblico, da divulgare, tramite il parroco di
Medjugorje, a tutto il mondo.
Sul caso, al momento, la Santa Sede non si è ancora pronunciata
ufficialmente. Marija Pavlovic, tuttavia, lascia intendere
d’aver fiducia nella Chiesa e a chi le si fa incontro, con molta
semplicità, spiega: <<Non ho alcun potere soprannaturale. A chi
mi chiede aiuto dico: posso pregare per te, ma la mia preghiera
vale come la tua, la Madonna ascolta tutti>>. Sono le parole che
affida a chi le sta vicino prima che inizino le funzioni
previste dal programma: recita del rosario, adorazione
eucaristica, testimonianza, messa. La Pavlovic apre il suo
racconto con la ricostruzione delle difficoltà vissute dai
cattolici nel suo Paese durante il regime comunista. Quindi,
l’interpretazione dell’esperienza mariana. <<La Madonna –
sottolinea in perfetto italiano nel Duomo pieno all’inverosimile
- ci aiuta a capire che dobbiamo mettere Dio al primo posto
nella nostra vita. All’inizio, noi ci siamo innamorati della sua
bellezza e abbiamo cominciato a seguirla in tutto ciò che lei ci
diceva. Ma pian piano abbiamo cominciato a capire che
l’importante è che la Madonna ci ha permesso di innamorarci di
lei per poi portarci a Gesù; e ha detto che Gesù deve essere al
centro della nostra vita. Anche noi, allora, abbiamo cominciato
ad avere l’esperienza della preghiera. E posso dirvi adesso che
non ci siamo pentiti, perché abbiamo scoperto Dio, abbiamo
capito che a chi bussa sarà aperto>>. A seguire, l’esortazione
alla fraternità ed alla conversione: <<Tante volte guardiamo le
persone e le scrutiamo dalla testa ai piedi senza profferire
parola, mentre la Madonna ci invita a vedere le cose positive
nelle persone che vivono intorno a noi, nei nostri prossimi.
Spesso diamo ai nostri figli solo le cose materiali e pensiamo
di darne sempre di più, ma vediamo la povertà dei loro cuori
quando non gli abbiamo dato Dio, quando non li abbiamo istruiti
nella preghiera. Per questo è arrivata la Madonna: lei fa capire
a tutti noi che ognuno di noi è suo figlio e che possiamo
cominciare anche oggi a vivere una vita nuova anche se abbiamo
90 anni>>.
Infine, inattesa e certo suggestiva, l’apparizione: conclusa la
testimonianza e ripresa la preghiera, Marija Pavlovic
d’improvviso s’interrompe, alzando gli occhi al cielo ed
iniziando un dialogo incomprensibile, nonostante il silenzio ed
il raccoglimento generale. Lei stessa, in coda a dieci minuti
intensi quanto irreali, conferma l’evento: <<La Madonna mi è
apparsa, ho parlato con lei>>. Impossibile saperne di più. La
serata continua con la santa messa, officiata dal parroco della
Cattedrale, monsignor Silvio La Padula. All’ora del tramonto, il
ritorno a casa e l’arrivederci a Medjugorje.
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