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Sabato 26 Aprile 2008

Cassano – I Piani strutturali - Un unico futuro urbanistico per lo Ionio Cosentino.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il

Un unico futuro urbanistico per lo Ionio cosentino. Il miracolo, primo vero passo di programmazione territoriale, potrebbe venire dalla definizione, in forma associata, del piano strutturale, erede di quelli che un tempo erano i piani regolatori generali. Tecnicamente, esso è lo strumento urbanistico da adottare da parte di ciascun comune, con riguardo al proprio territorio, per delinearne le scelte strategiche di assetto e sviluppo e tutelarne l’integrità fisica, ambientale e culturale. Rispetto al passato, la novità è rilevante: i piani strutturali possono essere approvati da ciascun municipio per se stesso, oppure anche da più enti congiuntamente e con riferimento all’intera area di giurisdizione.
Questo lo scopo ora perseguito da diversi comuni della fascia ionica: Rossano, Cariati e Mirto hanno già espresso la loro volontà di procedere in tale direzione, estendendo l’invito anche a Corigliano e Cassano. E proprio i rappresentanti di queste due realtà si sono ritrovati a confronto (alla vigilia della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha commissariato il Municipio coriglianese), raggiungendo un’importante intesa. Ovvero: anche Cassano sarà della partita, nella quale Palazzo di città ha auspicato altresì il coinvolgimento di Francavilla e Villapiana.
Quel che sarà, si vedrà. Di certo, i tempi stretti non consentiranno tentennamenti. Il primo passaggio obbligato è rappresentato dal via libera dei rispettivi consigli comunali. Accordi interni prevedono che il sì delle assemblee consiliari alle manifestazioni di volontà esternate in sede politica dai sindaci (al faccia a faccia tra Cassano e Corigliano erano presenti i primi cittadini Gianluca Gallo e Armando De Rosis e gli assessori all’urbanistica Ivan Iacobini e Mario Gallina) debba giungere non più tardi del 15 maggio. In ogni caso, non sarà possibile andar oltre il 19 giugno, termine al di là del quale svaniranno le ipotesi associative e la Regione procederà alla nomina di un commissario ad acta per gli enti in ritardo nell’assegnazione degli incarichi di progettazione.
Stando all’orientamento al momento prevalente, se l’unione andrà in porto, i comuni aderenti affideranno tali compiti ad un gruppo di lavoro (l’ufficio del piano) composto da tecnici e funzionari inseriti nei propri organici. A questa equipe il compito di muovere i passi necessari alla definizione del piano, da approvare nella sua versione definitiva entro il giugno del 2009, quale simbolo reale di un territorio che inizia finalmente un cammino unitario, a dispetto della provincia che non c’è e non unisce.

 

Gianpaolo Iacobini

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