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Un unico futuro urbanistico per lo Ionio cosentino. Il miracolo,
primo vero passo di programmazione territoriale, potrebbe venire
dalla definizione, in forma associata, del piano strutturale,
erede di quelli che un tempo erano i piani regolatori generali.
Tecnicamente, esso è lo strumento urbanistico da adottare da
parte di ciascun comune, con riguardo al proprio territorio, per
delinearne le scelte strategiche di assetto e sviluppo e
tutelarne l’integrità fisica, ambientale e culturale. Rispetto
al passato, la novità è rilevante: i piani strutturali possono
essere approvati da ciascun municipio per se stesso, oppure
anche da più enti congiuntamente e con riferimento all’intera
area di giurisdizione.
Questo lo scopo ora perseguito da diversi comuni della fascia
ionica: Rossano, Cariati e Mirto hanno già espresso la loro
volontà di procedere in tale direzione, estendendo l’invito
anche a Corigliano e Cassano. E proprio i rappresentanti di
queste due realtà si sono ritrovati a confronto (alla vigilia
della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha commissariato il
Municipio coriglianese), raggiungendo un’importante intesa.
Ovvero: anche Cassano sarà della partita, nella quale Palazzo di
città ha auspicato altresì il coinvolgimento di Francavilla e
Villapiana.
Quel che sarà, si vedrà. Di certo, i tempi stretti non
consentiranno tentennamenti. Il primo passaggio obbligato è
rappresentato dal via libera dei rispettivi consigli comunali.
Accordi interni prevedono che il sì delle assemblee consiliari
alle manifestazioni di volontà esternate in sede politica dai
sindaci (al faccia a faccia tra Cassano e Corigliano erano
presenti i primi cittadini Gianluca Gallo e Armando De Rosis e
gli assessori all’urbanistica Ivan Iacobini e Mario Gallina)
debba giungere non più tardi del 15 maggio. In ogni caso, non
sarà possibile andar oltre il 19 giugno, termine al di là del
quale svaniranno le ipotesi associative e la Regione procederà
alla nomina di un commissario ad acta per gli enti in ritardo
nell’assegnazione degli incarichi di progettazione.
Stando all’orientamento al momento prevalente, se l’unione andrà
in porto, i comuni aderenti affideranno tali compiti ad un
gruppo di lavoro (l’ufficio del piano) composto da tecnici e
funzionari inseriti nei propri organici. A questa equipe il
compito di muovere i passi necessari alla definizione del piano,
da approvare nella sua versione definitiva entro il giugno del
2009, quale simbolo reale di un territorio che inizia finalmente
un cammino unitario, a dispetto della provincia che non c’è e
non unisce.
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