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Sabato 6 Dicembre 2008

Sibari – I laghi di Sibari finiscono sott’acqua: l’insabbiamento del canale Stombi causa il parziale allagamento delle darsene e pone a rischio anche il vicino museo nazionale della Sibaritide. Istituita un’unità di crisi.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 02.01.09  h. 10.00


La prima notizia, quella che raggiunge le redazioni prima di andare in stampa, è rassicurante: grazie alla clemenza del cielo, ed all’assenza di piogge nella giornata di ieri, la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Ma per 24 ore il centro nautico, e tutta l’area circostante, è stato sull’orlo del collasso. Correndo il serio e concreto pericolo di essere sommerso dalla melma.
Cronaca. Tutto accade tra la mattinata di giovedì e la notte di venerdì. La foce dello Stombi, il canale che collega le darsene al mare aperto, viene completamente ostruita da banchi di sabbia, causa del mancato deflusso delle acque. L’associazione “Laghi di Sibari” ordina allora la chiusura delle porte vinciane, misura che in casi del genere, unitamente all’attivazione delle pompe idrovore, serve a far salvo il porto. Qualcosa, però, complici anche le forti piogge, non va per il verso giusto. Ed all’interno del centro nautico il livello dell’acqua prende a salire vertiginosamente. Coprendo tutti i pontili e le banchine e, in più d’un caso, allagando scantinati e giardini. Il tappo sabbioso che occlude il dispettoso rigagnolo fa scattare l’allarme anche nelle vicinanze del porto, dove ha sede il museo nazionale archeologico della Sibaritide: lo Stombi che sale di livello e minaccia l’esondazione accende timori e preoccupazioni. Dal consorzio di bonifica del Ferro e dello Sparviero, responsabile del deflusso a mare delle acque del canale (e non invece della sua navigabilità, demandata al Comune su delega della Provincia), parte una squadra di pronto intervento. Sul posto arriva anche una draga attrezzata per fronteggiare l’emergenza, il cui lavoro è tuttavia ostacolato dalle onde alte diverse metri e dal forte vento di grecale. All’alba del venerdì, quando sulla Sibaritide piove ancora, viene ufficializzata l’istituzione di un’unità di crisi, convocata dal sindaco Gianluca Gallo e composta dai rappresentanti di Capitaneria di Porto, consorzio di bonifica, associazione “Laghi di Sibari”, società “Casa Bianca group”. La prima decisione assunta riguarda le draghe: a quella del consorzio se ne aggiunge una seconda, da qualche giorno impegnata, per conto del Comune, nel tentativo di ripristinare la navigabilità del canale. Entrambe prendono a scavare per garantire il ripristino dei collegamenti tra lo Stombi e lo Ionio. La missione, facilitata dal placarsi delle onde, riesce. Così, quando è di pomeriggio, anche le porte vinciane vengono spalancate e le acque iniziano a ritirarsi lentamente da scantinati, giardini, pontili e moli. In serata, infine, giunge il cessato allarme.
Passata la paura, restano le vicende (e le polemiche) che da anni, ormai, s’accompagnano alla mancata, definitiva risoluzione dei mali dello stombi. Con ogni probabilità, la questione affiorerà prepotente domani, nel corso dell’assemblea già da tempo convocata, in via straordinaria ed urgente, dal presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, Nunzio Masotina, nei saloni dell’hotel “Oleandro”. Al centro del dibattito, la modifica dello Statuto, la lotta ai morosi, i progetti di rifacimento della rete idrica e, manco a dirlo, le precarie condizioni dello Stombi.

 

Gianpaolo Iacobini

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