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La prima notizia, quella che raggiunge le redazioni prima di
andare in stampa, è rassicurante: grazie alla clemenza del
cielo, ed all’assenza di piogge nella giornata di ieri, la
situazione sta lentamente tornando alla normalità. Ma per 24 ore
il centro nautico, e tutta l’area circostante, è stato sull’orlo
del collasso. Correndo il serio e concreto pericolo di essere
sommerso dalla melma.
Cronaca. Tutto accade tra la mattinata di giovedì e la notte di
venerdì. La foce dello Stombi, il canale che collega le darsene
al mare aperto, viene completamente ostruita da banchi di
sabbia, causa del mancato deflusso delle acque. L’associazione
“Laghi di Sibari” ordina allora la chiusura delle porte vinciane,
misura che in casi del genere, unitamente all’attivazione delle
pompe idrovore, serve a far salvo il porto. Qualcosa, però,
complici anche le forti piogge, non va per il verso giusto. Ed
all’interno del centro nautico il livello dell’acqua prende a
salire vertiginosamente. Coprendo tutti i pontili e le banchine
e, in più d’un caso, allagando scantinati e giardini. Il tappo
sabbioso che occlude il dispettoso rigagnolo fa scattare
l’allarme anche nelle vicinanze del porto, dove ha sede il museo
nazionale archeologico della Sibaritide: lo Stombi che sale di
livello e minaccia l’esondazione accende timori e
preoccupazioni. Dal consorzio di bonifica del Ferro e dello
Sparviero, responsabile del deflusso a mare delle acque del
canale (e non invece della sua navigabilità, demandata al Comune
su delega della Provincia), parte una squadra di pronto
intervento. Sul posto arriva anche una draga attrezzata per
fronteggiare l’emergenza, il cui lavoro è tuttavia ostacolato
dalle onde alte diverse metri e dal forte vento di grecale.
All’alba del venerdì, quando sulla Sibaritide piove ancora,
viene ufficializzata l’istituzione di un’unità di crisi,
convocata dal sindaco Gianluca Gallo e composta dai
rappresentanti di Capitaneria di Porto, consorzio di bonifica,
associazione “Laghi di Sibari”, società “Casa Bianca group”. La
prima decisione assunta riguarda le draghe: a quella del
consorzio se ne aggiunge una seconda, da qualche giorno
impegnata, per conto del Comune, nel tentativo di ripristinare
la navigabilità del canale. Entrambe prendono a scavare per
garantire il ripristino dei collegamenti tra lo Stombi e lo
Ionio. La missione, facilitata dal placarsi delle onde, riesce.
Così, quando è di pomeriggio, anche le porte vinciane vengono
spalancate e le acque iniziano a ritirarsi lentamente da
scantinati, giardini, pontili e moli. In serata, infine, giunge
il cessato allarme.
Passata la paura, restano le vicende (e le polemiche) che da
anni, ormai, s’accompagnano alla mancata, definitiva risoluzione
dei mali dello stombi. Con ogni probabilità, la questione
affiorerà prepotente domani, nel corso dell’assemblea già da
tempo convocata, in via straordinaria ed urgente, dal presidente
dell’associazione “Laghi di Sibari”, Nunzio Masotina, nei saloni
dell’hotel “Oleandro”. Al centro del dibattito, la modifica
dello Statuto, la lotta ai morosi, i progetti di rifacimento
della rete idrica e, manco a dirlo, le precarie condizioni dello
Stombi.
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