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Domenica 7 Dicembre 2008

Sibari –  Laghi di Sibari: torna la quiete e si contano i danni. Intanto, scoppia la polemica sull’allagamento.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 02.01.09  h. 10.00


Il giorno dopo la scampata alluvione, nel porto turistico si contano i danni, soprattutto tra i proprietari di tante abitazioni poste a livello delle darsene, che si sono visti invadere le villette da almeno trenta centimetri di melma. E tutto per colpa dello Stombi, e delle mareggiate che ne hanno ostruito la foce, impedendo, oltre che la navigabilità, anche il normale sbocco delle acque nello Ionio. Una situazione riportata alla normalità, dopo ore, soltanto dal lavoro delle draghe del consorzio di bonifica (responsabile del deflusso a mare delle acque) e del Comune (titolare, su delega della Provincia, delle competenze in fatto di navigabilità). Interventi che non bastano però a placare le polemiche: di fronte ad eventi calamitosi, la sicurezza dei laghi, centro nautico privato, dovrebbe essere garantita, teoricamente, dalla chiusura delle porte vinciane e dalla contestuale attivazione delle pompe idrovore. Due misure utili a scongiurare, temporaneamente, il pericolo di allagamento. Difficile dire se e cosa, nel caso specifico, non sia andato per il verso giusto. Un dato è certo: la questione è stata discussa anche dall’unità di crisi insediata dal Comune nelle ore dell’emergenza.
A darne testimonianza, il verbale della seduta del 5 dicembre: «Il sindaco chiede se sia il caso di azionare le pompe idrovore e disporre l’apertura delle porte vinciane». Sulla richiesta, per come risulta dagli atti, si pronuncia il presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, Nunzio Masotina: «Si ritiene indispensabile ed urgente procedere alla messa in funzione delle idrovore per abbassare la massa d’acqua all’interno dei laghi». Inizia qui il balletto delle competenze: la gestione delle pompe è affare della “Casa Bianca group”, società proprietaria dei Cantieri nautici. Ente privato, e pertanto non depositario di compiti di tutela della pubblica incolumità. E quando la Capitaneria di Porto chiede l’emanazione di «un’ordinanza di somma urgenza per pubblica incolumità», il Municipio risponde con l’indiretta sollecitazione a provvedere all’attivazione delle pompe anche senza la preventiva emanazione dell’atto. Ottenendo, quale replica, quella messa a verbale dai rappresentanti della Capitaneria di Porto: «Capo Luca Avarello riferisce che durante la riunione, a seguito di telefonata del sindaco, ha interloquito col geometra Antonio Vuoto, vicepresidente della “Casa Bianca group srl”, rappresentandogli, a seguito di sopralluogo effettuato, la necessità di un intervento immediato per consentire l’abbassamento delle acque all’interno del bacino dei laghi di Sibari. Riferisce, altresì, che il geometra Vuoto dichiarava che avrebbe aperto le pompe idrovore solo in presenza di un’ordinanza di protezione civile, che si assumesse anche l’onere economico dell’intervento».
Nota la fine del racconto: nessun ordinanza è mai stata emessa, né mai le pompe idrovore sono state attivate. E l’emergenza è cessata solo grazie al lavoro delle draghe ed alla clemenza del cielo.

 

Gianpaolo Iacobini

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