|
Avranno differenti visioni in fatto di economia e crisi dei
mercati. Potranno litigare ancora a lungo in tema di giustizia.
Si divideranno, magari per sempre, sulle scelte di politica
estera, ma su un punto, nelle aule parlamentari, salvo qualche
ormai marginale distinguo, maggioranza ed opposizione sembrano
convenire: l’aeroporto di Sibari (destinato a sorgere in
contrada Olmo Torto) non s’ha da fare. Neppure a spese della
Regione, perché costoso ed inutile. Alla battaglia da sempre
portata avanti dalla senatrice del Pd Dorina Bianchi (che ad
ottobre, con un’interrogazione al ministro alle infrastrutture
aveva suggerito di dirottare sull’ammodernamento della statale
106 i fondi per l’aeroporto) ed al no di recente opposto dal
Governo all’ipotesi (avanzata dal deputato democratico Cesare
Marini) di finanziare con fondi statali lo scalo sibarita,
s’aggiunge infatti ora il categorico niet della Lega Nord,
espresso con un’altra interrogazione dal deputato Luciano Dussin.
Scrive nel suo atto ispettivo l’onorevole in camicia verde: «Il
4 dicembre scorso, il quotidiano “La Stampa” ha pubblicato
un’inchiesta titolando “Ultima follia: un hub in Calabria”. Da
tale articolo si apprende dell’iniziativa della Regione Calabria
per l’apertura di un nuovo aeroporto a Sibari, già finanziato
con 6 milioni di euro per il progetto e l'espropriazione dei
suoli». Prosegue Dussin: «La Calabria ha già 3 aeroporti, dei
quali 2 sono sempre in perdita, ed il terzo, quello di Crotone è
addirittura chiuso. La follia del quarto aeroporto a Sibari è
già stata stroncata dagli economisti dei trasporti interessati
da questa inchiesta, ma non servivano esperti del settore per
capire che ci troviamo di fronte all'ennesimo tentativo di
creare ulteriori sprechi di denaro pubblico: è infatti
prevedibile, considerata anche la situazione dell'aeroporto di
Reggio Calabria che ha accumulato 12 milioni di euro di passivo
in tre anni, che il futuro aeroporto avrà costi di gestione
difficilmente sostenibili, pure in considerazione del ristretto
bacino di utenza. Sarebbe pertanto auspicabile evitare scelte
che possano richiedere l'ennesimo intervento di ripianamento di
errori o di scelte amministrative, ad avviso dell'interrogante
sbagliate, compiute in quella regione». Conclude l’esponente
leghista: «Chiedo di sapere dal ministro ai trasporti di quali
elementi disponga sulla vicenda segnalata in premessa e se il
Governo non intenda attivarsi per verificare che le scelte in
questione non siano foriere di futuri aggravi per la finanza
pubblica».
Così, mentre la Sibaritide resta a terra, prudentemente, dalle
parti di Olmo Torto, gli agricoltori continuano a coltivare
ortaggi e grano. Per le ruspe e gli aerei c’è sempre tempo:
antica saggezza contadina.
|