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Notizie in chiaroscuro dalla popolosa contrada rurale di
Lattughelle, sabato scorso sommersa dall’esondazione del fiume
Crati. Si comincia con le buone: le duecento famiglie residenti
in zona hanno fatto tutte ritorno nelle proprie abitazioni a
seguito della dichiarazione di cessato pericolo. Il Comune ha
inoltre avanzato richiesta di declaratoria dello stato di
calamità naturale. Ultimati anche i lavori di riparazione dei
settanta metri di argine spazzati via dalla furia delle acque.
Ripristinata pure la piena funzionalità del museo archeologico.
Non mancano, però, le brutte notizie: se le autorità sanitarie
sono impegnate in accertamenti volti a verificare il rischio di
possibili infezioni, originate dal gran numero di animali uccisi
dalla piena, i tecnici del Municipio e della Protezione Civile
hanno compiuto una scoperta preoccupante. Ovvero una nuova
falla, di estensione pari alla prima, lungo gli argini del
grande fiume, in località Casa Bianca, a ridosso del porto
turistico sibarita. Situazione ora monitorata dal Municipio, che
ha già stanziato, in via sostitutiva, i fondi necessari al
ripristino della normalità, affidando i correlati lavori. Parola
d’ordine: celerità. Nelle prossime ore, infatti, la pioggia
dovrebbe tornare a scendere sulla Piana, ed il Crati ingrossarsi
di nuovo.
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