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Domenica 21 Dicembre 2008

Doria – Svanisce il sogno: la Regione istituisce un’unità regionale di Protezione Civile e Cassano perde il suo presidio, dopo aver speso migliaia di euro per rimetterlo a nuovo senza mai aprirlo.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 02.01.09  h. 10.00


Questa è una storia incredibile, di quelle che accadono in Italia e forse in nessun altra parte del mondo. Una vicenda fatta di soldi pubblici spesi due volte per rimettere a nuovo lo stesso bene, senza tuttavia poterlo mai utilizzare. Perché intanto altre istituzioni, che pure avevano approvato e finanziato i progetti di recupero, e dunque sapevano per quale finalità venivano spesi i soldi erogati, nel frattempo cambiano idea.
È una storia che sale dal ventre molle d’una Calabria indolente. Racconta d’un edificio che negli anni delle vacche grasse, quando Berta filava, nei mitici anni Ottanta della Cassano da bere, era stato pensato come scuola media destinato ad ospitare alunni che non ci sarebbero mai stati, perché risucchiati dal decremento demografico. Nel 2004, dopo essere stato in lungo ed in largo depredato dai vandali, che s’erano portati via finanche i tubi e le piastrelle dei bagni, era diventato uno dei progetti più ambiziosi nell’ambito del piano di sviluppo urbano. Nel volgere di pochi mesi, con una spesa di circa 300.000 euro, era tornato ad essere lucido e splendente. <<Ne faremo la sede del centro operativo misto di Protezione civile>>, annuncia gaudente l’amministrazione comunale nel maggio del 2008, quando i giornalisti, impertinenti, dalle colonne della Gazzetta sfidano solitari il disinteresse generale e documentano l’abbandono in cui è stato ricacciata la rinata scuola, assalita dall’erba alta e dall’oblio. Alla lettura dei giornali che parlano dello scempio, il Municipio si mostra, nonostante tutto, ottimista. E garantisce: <<Proprio in questi giorni, abbiamo ottenuto dalla Regione l’autorizzazione ad investire alcune somme residue per la pavimentazione dei piazzali esterni>>. Passa l’estate, e nulla cambia. L’erba cresce, ed il Comune spende altri soldi per tagliarla, mentre il punto Com nostrano non entra mai in attività. Probabilmente, perché mai potrebbe divenire operativo.
La notizia del giorno, infatti, fa piazza pulita di speranze e falsi entusiasmi. Da Catanzaro, con tanto di comunicazione ufficiale (meglio tardi che mai), la Regione Calabria fa sapere di voler istituire un’unica unità regionale di Protezione Civile, con uffici a Germaneto, alle porte della città capoluogo di regione. Aboliti tutti i centri operativi misti, vengono richiamati nella città delle aquile pure i due esperti di Protezione Civile distaccati presso il Municipio cassanese. Che protesta per lo scippo, ma non ottiene alcuna risposta. Ed anche la missiva con cui si reclama quantomeno l’istituzione in città di uno dei quattro presìdi periferici di protezione civile destinati a sorgere nella provincia di Cosenza, non incassa alcun riscontro se non un silenzio che inghiotte sogni e soldi pubblici.
Dubbi: che fine farà l’immobile doriano? Certezze: Berta filava, e fila ancora.

 

Gianpaolo Iacobini

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