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<<Allo
stato, i pareri da ottenere sono quelli di Enac ed Enav.
L’istruttoria è iniziata, ma sono molte le difficoltà da
superare>>.
Si parla dell’aeroporto della Sibaritide. Quello che la fonte
amica non dice, è che i problemi che impedirebbero la
realizzazione dello scalo aeroportuale sibarita sarebbero di
natura finanziaria: in regola i progetti, a posto i visti
concessi dalle varie autorità interessate alla pratica,
mancherebbero i soldi. La notizia trapela da Roma: in ambienti
ministeriali ben collegati con Enac ed Enav si ammette che nelle
settimane passate, per la precisione nell’imminenza dell’ultimo
Natale, il destino dell’aeroporto della Piana sarebbe stato al
centro d’una riunione nella quale si sarebbe fatto il punto
della situazione. L’impegno profuso della Regione Calabria, che
grazie all’attivismo dell’assessore regionale ai lavori
pubblici, Luigi Incarnato, in estate aveva stanziato cinque
milioni di euro destinati all’esproprio ed alla bonifica e messa
in sicurezza dei terreni candidati ad ospitare l’infrastruttura,
sarebbe stato giudicato, testualmente, <<un buon inizio,
tuttavia insufficiente>>. Tradotto: Enac ed Enav avrebbero
subordinato il loro sì definitivo e vincolante al reperimento
dei fondi necessari alla realizzazione dell’aeroporto, pari ad
una cifra che s’aggirerebbe, complessivamente, attorno ai 35
milioni di euro. Non certo bruscolini, impossibili da reperire
nel bilancio della Regione o da rintracciare nel fiume secco
degli investimenti di natura privata, che fin qui hanno guardato
con scarso interesse a Sibari. Un grattacapo di non facile
risoluzione, dunque, che nei fatti pare ostacolare il decollo
dello scalo sibarita proprio mentre, pochi chilometri oltre il
confine calabro, un aeroporto sta per sorgere sul serio: la
Regione Basilicata (la notizia è fresca di giornata) ha
rimpinguato ulteriormente gli stanziamenti già erogati per
l’adeguamento dell’aviosuperficie di Pisticci, ridente località
distante appena 70 chilometri da Sibari. Contestualmente, la
Provincia di Matera ha appaltato i lavori per la realizzazione
di nuove arterie di stradali di collegamento. Il Consorzio
industriale materano, dal canto suo, ha ufficializzato
l’imminente apertura dei cantieri che permetteranno di portare
la lunghezza dell’attuale pista a 1.580 metri, consentendo
l’atterraggio di aerei da 90 posti. Salvo imprevisti, ruspe ed
operai entreranno in azione già in aprile. Obiettivo dichiarato:
movimentare mezzo milione di persone l’anno pescando in un
bacino d’utenza che lo studio di fattibilità individua nella
provincia di Matera e <<nei territori delle province di Potenza,
Taranto (litorale ionico) e Cosenza (litorale ionico fino a
Sibari)>>. Da Pisticci a Sibari. Che, al momento, può contare
soltanto sui 5 milioni elargiti dalla Regione. Somma che pareva
sufficiente a tradurre in realtà il sogno di volare. Enac ed
Enav, però, non sembrano pensarla allo stesso modo. È davvero
così?
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