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Le
mani della politica sull’urbanistica. La denuncia viene
dall’ingegnere sibarita Pasquale Dramisino, noto alle cronache
per essere il presidente dell’associazione “Cittadini a Sibari”
e per aver ricoperto, in passato, ruoli di rilievo all’interno
della macchina burocratica municipale. Accadeva negli anni ’80:
oggi il mondo e le cose sarebbero cambiate. Secondo Dramisino,
in peggio. <<Gli sforzi legislativi tesi ad affermare principi
di civiltà e trasparenza – sostiene il professionista sibarita
in una lettera aperta - affondano, tante volte, nelle paludi di
amministrazioni locali incapaci. Ad esempio, il legislatore ha
sollevato i sindaci dal compito di rilasciare i permessi a
costruire, per snellire le procedure e sottrarre alla
valutazione della politica pratiche di natura tecnica.
Incaricato del rilascio delle autorizzazioni edilizie e’ ora il
dirigente di settore. Ma la politica, molto spesso, non ci
sta>>. S’arriverebbe così alla commistione tra scelte politiche
e decisioni prettamente tecniche. A parere di Dramisino, il cui
giudizio non sembra risparmiare Palazzo di città, <<molti
sindaci, mal tollerando che siano i dirigenti a dirigere,
risolvono il problema chiamando alla dirigenza figure in
sintonia con le loro aspirazioni>>. Un meccanismo dagli effetti
micidiali, della cui esistenza manca allo stato la prova, ma
rispetto al quale Dramisino aggiunge: <<Il sistema dei furbi,
noto agli addetti ai lavori, è noto anche alla gente comune.
Raccogliamo le confidenze di chi riferisce di progetti
imprenditoriali frenati, di ipotesi di sviluppo tarpate, di
leggi ignorate da un sistema arrogante, che manipola l’amicizia
ed il potere>>. Accuse gravi, tutte da dimostrare, condite da
una chiosa finale: <<Chi difende i cittadini da questi vili
attentati? Non so dare risposta. Capisco solo che è giunto il
momento di sbarazzarsi, con i mezzi della democrazia, di questa
zavorra>>.
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