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Il Tar blocca tutto: sospese le procedure per l’avvio dei lavori
di valorizzazione del patrimonio paleontologico delle Grotte di
sant'Angelo, del parco archeologico naturalistico di Torre di
Milone e della Pietra del Castello.
La notizia, che giunge da Catanzaro e suona (allo stato) come
bocciatura delle scelte compiute dal Municipio (che in giudizio,
sebbene citato, neppure si è costituito), è legata alle
valutazioni espresse dai giudici amministrativi in merito alle
domande di sospensiva degli effetti ricollegati
all’aggiudicazione della gara d’appalto delle opere in
questione. Richieste in tal senso erano contenute in due
distinti ricorsi presentati, da altrettante ditte, nei riguardi
dell’impresa “Perciaccante”, in prima battuta vincitrice della
gara d’appalto. La seconda sezione del Tar, presieduta da Guido
Romano, in particolare, ha rigettato una delle due istanze
cautelari (riconducibile al ricorso della ditta “Salerno”, con
cui si chiederebbe l’annullamento dell’intera gara), accogliendo
per contro quella avanzata dalla società “Guzzo” (rappresentata
dall’avvocato Manuela Macario), che nel suo atto introduttivo
eccepirebbe la presunta illegittimità della graduatoria.
Viziata, si sosterrebbe, da irregolarità caratterizzanti la
documentazione prodotta dall’impresa aggiudicataria.
Riscontrando l’esistenza delle ragioni di diritto postulate
dalla ricorrente ed il potenziale pregiudizio da questa
lamentato, il Tar ha sostanzialmente congelato gli esiti della
gara d’appalto, rinviando di qualche settimana la trattazione
del merito della vicenda. Restano dunque in freezer gli oltre
2.500.000 di euro, stanziati dalla Regione per le grotte, il
parco di Milone e la Pietra del Castello, nell'ambito
dell'accordo di programma quadro sui beni culturali. La
progettazione era stata curata da un raggruppamento temporaneo
di professionisti composto dall'ingegnere Leopoldo Rossini,
dagli architetti Riccardo Wallach e Leonardo Gabriele, dagli
ingegneri Battista Iannicelli e Francesco Canonico, dalle
società “Batimat Srl” e “Ges.I.T.Engineering Srl”. Obiettivo
dichiarato: <<Conseguire il recupero, il restauro e la
riqualificazione dei caratteri ambientali delle aree di pregio;
la creazione di spazi informativi, didattici ed espositivi, sale
conferenze, servizi igienici, laboratori e uffici; la
valorizzazione dei siti archeologici; il potenziamento del
settore dell'accoglienza turistica; la ristrutturazione del
sistema dell'accessibilità>>. Un traguardo che appena lo scorso
dicembre Palazzo di città indicava come ormai prossimo. Adesso,
invece, lo stop. Almeno fino alla sentenza del Tar.
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