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Domenica 10 Febbraio 2008

Cassano – Il TAR blocca le procedure per l'avvio dei lavori delle Grotte di Sant'Angelo. Da rivedere le graduatorie per l'aggiudicazione della gara d'appalto.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 14.02.08  h. 6.00

Il Tar blocca tutto: sospese le procedure per l’avvio dei lavori di valorizzazione del patrimonio paleontologico delle Grotte di sant'Angelo, del parco archeologico naturalistico di Torre di Milone e della Pietra del Castello.
La notizia, che giunge da Catanzaro e suona (allo stato) come bocciatura delle scelte compiute dal Municipio (che in giudizio, sebbene citato, neppure si è costituito), è legata alle valutazioni espresse dai giudici amministrativi in merito alle domande di sospensiva degli effetti ricollegati all’aggiudicazione della gara d’appalto delle opere in questione. Richieste in tal senso erano contenute in due distinti ricorsi presentati, da altrettante ditte, nei riguardi dell’impresa “Perciaccante”, in prima battuta vincitrice della gara d’appalto. La seconda sezione del Tar, presieduta da Guido Romano, in particolare, ha rigettato una delle due istanze cautelari (riconducibile al ricorso della ditta “Salerno”, con cui si chiederebbe l’annullamento dell’intera gara), accogliendo per contro quella avanzata dalla società “Guzzo” (rappresentata dall’avvocato Manuela Macario), che nel suo atto introduttivo eccepirebbe la presunta illegittimità della graduatoria. Viziata, si sosterrebbe, da irregolarità caratterizzanti la documentazione prodotta dall’impresa aggiudicataria. Riscontrando l’esistenza delle ragioni di diritto postulate dalla ricorrente ed il potenziale pregiudizio da questa lamentato, il Tar ha sostanzialmente congelato gli esiti della gara d’appalto, rinviando di qualche settimana la trattazione del merito della vicenda. Restano dunque in freezer gli oltre 2.500.000 di euro, stanziati dalla Regione per le grotte, il parco di Milone e la Pietra del Castello, nell'ambito dell'accordo di programma quadro sui beni culturali. La progettazione era stata curata da un raggruppamento temporaneo di professionisti composto dall'ingegnere Leopoldo Rossini, dagli architetti Riccardo Wallach e Leonardo Gabriele, dagli ingegneri Battista Iannicelli e Francesco Canonico, dalle società “Batimat Srl” e “Ges.I.T.Engineering Srl”. Obiettivo dichiarato: <<Conseguire il recupero, il restauro e la riqualificazione dei caratteri ambientali delle aree di pregio; la creazione di spazi informativi, didattici ed espositivi, sale conferenze, servizi igienici, laboratori e uffici; la valorizzazione dei siti archeologici; il potenziamento del settore dell'accoglienza turistica; la ristrutturazione del sistema dell'accessibilità>>. Un traguardo che appena lo scorso dicembre Palazzo di città indicava come ormai prossimo. Adesso, invece, lo stop. Almeno fino alla sentenza del Tar.
 

Gianpaolo Iacobini

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